Fanno fuori Putin?

Putin si nasconde

Ci sono tutte le condizioni perché si verifichi un cambio al vertice della Russia.

Secondo indizi raccolti dai servizi ucraini, gli oligarchi e molti dirigenti russi si stanno orientando verso una soluzione della guerra che scongiuri lo scioglimento della Federazione e mantenga al potere una parte della classe dominante con un compromesso accettabile, che la propaganda riesca a far passare al popolo come necessaria e accettabile soluzione.

Il motivo è evidente: la guerra, irrimediabilmente perduta, colpisce ormai tutti gli strati sociali, ed è conveniente, per gli oligarchi, incanalare la rabbia della gente verso un capro espiatorio ben definito, risparmiando una parte del dell’establishment.

Rendendo Putin responsabile del disastro immane in cui il paese è precipitato, si emarginerebbero anche i complici, politici, militari, propagandisti, e molti corrotti affaristi legati a lui, salvando solo quelli utili al prossimo regime che si insedierebbe a difesa dei loro interessi.

Il tradimento di coloro che, in altri anni, hanno fatto la loro fortuna finanziaria con l’appoggio del gangster del Cremlino starebbe così per avvenire.

Bisogna vedere se ai sostenitori dell’Ucraina basterebbe il suo ripristino territoriale, Crimea compresa, per ritenersi soddisfatti e chiudere la partita.

Ed anche se l’Europa preferirà accontentarsi di una Russia indebolita, piuttosto che, molto più saggiamente, renderla del tutto innocua per l’avvenire.

Agli ucraini, che hanno perduto tanti soldati e civili in questa guerra non credo che piacerebbe lasciare tanti conti in sospeso. Il popolo russo ha causato lutti immensi. I suoi soldati, con la complicità degli ufficiali, hanno stuprato, ucciso, massacrato, rubato, distrutto sulla loro strada tutto ciò che potevano. Molte migliaia di bambini sono stati strappati alle loro famiglie, e deportati. Condominî, case, città e villaggi sono rasi al suolo. E non è solo Putin il responsabile. Quasi tutti i russi lo hanno sostenuto, e non hanno scuse.

Lasciare in piedi la Federazione russa (composta dai russi e dai popoli che essi hanno assoggettato con la forza) sarebbe un regalo agli aggressori. All’Ucraina non basta l’integrità territoriale ristabilita e l’ingresso nella Unione Europea e nella NATO per sanare le ferite che il popolo russo, quasi tutto il popolo russo, le ha causato.

Permettere ai russi di ricostituire il loro potere secondo le modalità abituali nella loro storia è un errore. È un errore lasciare in piedi quella Federazione che ricorda il loro passato imperiale. È un errore permettere che acclamino un altro zar, che finirebbe per onorare gli artefici criminali della loro sbandierata passata grandezza. Al contrario, devono vedere chiaramente la loro reale dimensione, più simile a quella dei pezzenti alcolizzati che a quella degli eroi vittoriosi della loro fantasia.

Se i russi hanno qualche leader da proporre tra i dissidenti perseguitati dal regime che si sono sempre dati, verrà presto l’ora di un Alexej Navalnyj a cui affidarsi, con un parlamento democratico eletto in libere elezioni.

A favorire questo processo di rinascita dopo la grave umiliazione seguita alla sconfitta definitiva potrebbe essere l’Ucraina, purché l’Europa la lasci fare.

Infatti gli ucraini conoscono bene i russi ed hanno un lungo legame storico con loro.

Saprebbero aiutarli a divenire dei vicini innocui.

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