Oligarchi russi contro Putin

Gli oligarchi russi sopravvissuti ai «suicidi di massa» che ne hanno decimato le fila negli anni scorsi, cominciano a vedere in Putin un problema, forse, il problema

oligarchi russi

Andrej Melnichenko, uno degli oligarchi della corte di Putin, colpito come tanti altri dalle sanzioni dell’Occidente, ha da qualche giorno espresso delle riserve sul suo capo e rivendicato per gli oligarchi un ruolo maggiore nella politica russa.

I continui attacchi alle raffinerie e alle altre strutture strategiche che alimentano la macchina bellica russa, nonché il generale malcontento dei russi per la situazione sempre più drammatica dell’economia, stanno diffondendo nel paese l’idea di attribuire la responsabilità della immancabile sconfitta al solo Putin.

Ovviamente agli oligarchi, che si sono arricchiti vergognosamente all’ombra del regime gangsteristico ed anche ai generali che ancora non hanno provato se un umano riesce a generare portanza, sbattendo le braccia nel volo dal settimo piano, la transizione conviene che avvenga in modo indolore. Per loro, far fuori Putin attribuendogli tutte le colpe del disastro incombente, sarebbe comodissimo, perché assolutorio. Ora mettono le mani avanti per succedergli, alla fine di trattative che già sanno di patteggiamento.

Anche i nazisti, a tutti i livelli, cercarono di indicare i superiori che davano gli ordini come responsabili. Alla fine, il solo Hitler sì sarebbe preso tutte le colpe. Ma il giochino funzionò poco, ci fu Norimberga, anche se molti rimasero impuniti, finendo nei dossier di Simon Wiesenthal.

Un passaggio dei poteri ad un gruppo di oligarchi sostenuto dall’esercito e dalla FSB sarebbe una soluzione perfetta per la conservazione dell’attuale sistema di potere nel dopo Putin: garantirebbe il permanere dell’oligarchia ricca e corrotta, e magari una solo incompleta distruzione della Federazione.

I mezzi con cui gli oligarchi si propongono di mantenere i loro privilegi potrebbero essere proprio le trattative, sulle quali tutti, in Occidente, insistono. Ma esse finirebbero per generare una Russia indebolita, in mano a gente pericolosa, che riproporrebbe la visione stereotipa introiettata dai russi nei secoli. Non ci sarebbe alcun cambiamento in senso democratico, che deve essere imposto dall’esterno con la forza.

Per questo le trattative, con quella gente, potrebbero essere un grave errore.

L’Ucraina deve puntare a vincere, a vincere con forza, e l’Europa dovrebbe aiutarla in modo decisivo.

La Russia, per il bene di tutti, deve finire a terra!

Articoli simili