Società e cronaca

Procreazione e nozze gay: due schiaffi agli Ayatollah cattolici

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In un solo giorno gli Ayatollah cattolici si sono beccati due schiaffi non da niente. Il primo e più importante è quello sulla procreazione assistita arrivato dalla Consulta che ha bocciato la norma contenuta nella legge 40 che proibiva alle coppie sterili il ricorso a donatori esterni. Il secondo è quello ricevuto sulle nozze gay dal Tribunale di Grosseto che ha accolto il ricorso di una coppia omosessuale sposatasi a New York che aveva chiesto la trascrizione degli atti nei registri civili del Comune di Grosseto e che si era vista rifiutare tale richiesta  perché “la normativa italiana non consente che persone dello stesso sesso possano contrarre matrimonio”.

Quello sulla procreazione assistita è senza dubbio quello che più scombussola gli Ayatollah cattolici perché vede vanificato uno sforzo fatto in prima persona dal Vaticano e in particolare dal Cardinal Bagnasco. Le reazioni cattoliche sono state quasi compulsive, si è andati dal “fecondazione selvaggia per tutti” di Famiglia Cristiana al “avere un figlio non è un Diritto” del Cardinal Ruini. In realtà questa decisione della Consulta mette fine ai costosissimi “viaggi della speranza” che molti italiani intraprendevano all’estero e quindi a quel vile mercato che approfittava di questo enorme buco nel Diritto italiano. Se vogliamo trovare un termine di paragone la decisione della consulta è paragonabile all’entrata in vigore della legge sull’aborto che mise fine al mercato degli aborti clandestini.

Meno importante in termini legali ma non in termini di Diritto la decisione del Tribunale di Grosseto di imporre la trascrizione nei registri civili del matrimonio contratto da due omosessuali del posto a New York. Legalmente non è un riconoscimento effettivo del matrimonio tra persone dello stesso sesso ma solo l’obbligo di registrazione, anche se il Tribunale di Grosseto fa notare che nella Costituzione Italiana non si dice che un matrimonio debba essere contratto tra persone di sesso diverso quindi tecnicamente il matrimonio omosessuale potrebbe essere già un Diritto. Ed è su questo punto che forse si svolgerà la prossima battaglia di Diritto. Se la Costituzione Italiana non specifica che il matrimonio è un atto tra persone di sesso diverso implicitamente ammette il matrimonio tra persone dello stesso sesso. C’è poco da discutere.

Che l’Italia finalmente intraprenda la via del progresso e si lasci alle spalle i vari Ayatollah cattolici alla Giovanardi e alla Ruini? Speriamo. Ma siamo sicuri che la lotta sarà ancora lunga. Questi sono solo due piccoli passi avanti verso il Diritto.

Scritto da Bianca B.

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8 Comments

  1. sono d’accordissimo con le parole e l’animo degli ayatollah cattolici.

    Fare figlio-figlia è un diritto solo e soltanto se fatto nella maniera prescritta

  2. <> Inviterei l’autrice di questo articolo a informarsi meglio dato che già più di una sentenza costituzionale chiamata ad interpretare la questione ha già detto che il matrimonio previsto in Costituzione è quello tra uomo e donna. Infatti i sostenitori delle nozze Gay seri hanno detto che l’unica via è cambiare la costituzione. Questa vicenda come giustamente detto riguarda solamente la trascrizione nel registro, se si fosse pronunciata sul matrimonio sarebbe andata contro ben 2 o tre (non ricordo bene) sentenze costituzionali. Buona Giornata

  3. “”Se la Costituzione Italiana non specifica che il matrimonio è un atto tra persone di sesso diverso implicitamente ammette il matrimonio tra persone dello stesso sesso. C’è poco da discutere.”” Invece c’è molto da discutere. Infatti Inviterei l’autrice di questo articolo a informarsi meglio dato che già più di una sentenza costituzionale chiamata ad interpretare la questione ha già detto che il matrimonio previsto in Costituzione è quello tra uomo e donna. Infatti i sostenitori delle nozze Gay seri hanno detto che l’unica via è cambiare la costituzione. Questa vicenda come giustamente detto riguarda solamente la trascrizione nel registro, se si fosse pronunciata sul matrimonio sarebbe andata contro ben 2 o tre (non ricordo bene) sentenze costituzionali. Buona Giornata

    1. Egregio sigonore, credo che farebbe meglio Lei a informarsi. L’Art. 29 della Costituzione non specifica che il matrimonio debba essere contratto tra persone di sesso diverso ed è su questo articolo che si è basata la sentenza del Tribunale di Grosseto. Che poi i politici italiani siano così “bacchettoni” da stravolgere la costituzione è un altro paio di maniche. Mi citi per cortesia una sentenza della Corte Costituzionale che nega il matrimonio tra persone dello stesso sesso o che interpreta l’Art.29 nel senso che dice lei

        1. prima d tutto i commenti li scriva in minuscolo, così è come “urlare” ed è maleducato.
          in secondo luogo la Corte Costituzionale da una interpretazione di quello che dice l’Art. 29 perché se lo va a leggere non c’è scritto da nessuna parte che “la diversità di sesso è elemento essenziale nel nostro ordinamento per poter qualificare l’istituto del matrimonio”. Infatti l’articolo da lei lincato spiega bene che la “legislazione italiana” prevede questo discrimine. E in ogni caso non la prima volta che la CC da una interpretazione di parte degli articoli.
          In terzo luogo, il tribunale di Grosseto ha detto o no che quel matrimonio lo devono registrare? Vorrà dire che le coppie gay andranno tutte a grosseto.
          Per inciso, la prossima volta che scrive un commento in maiuscolo non glielo pubblichiamo

        2. Art. 29 della Costituzione:
          La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

          Il matrimonio è ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.

          ora, non c’è bisogno di essere arroganti, basta saper leggere.

          Nell’art.29 non c’è scritto da nessuna parte che i requisiti per sposarsi sono la diversità di sesso (che poi bisognerebbe parlare di genere, ma con lei parlerò di sesso altrimenti la confondo). E’ la giurisprudenza italiana che prevede quello che lei afferma (e a quanto pare anche i cervelloni delle Corte Costituzionale) non la Costituzione. Il Tribunale di Grosseto ha fatto chiarezza su questa “svista”

          1. Il tribunale e Grosseto ha dato parere affermativo alla “trascrizione”, non al matrimonio. Anche perché un tribunale ordinario di primo grado non può andare in contrasto con la corte costituzionale. La costituzione parla di famiglia naturale e la corte costituzionale hanno detto che Famiglia naturale è tra uomo e donna. Si può essere d’accordo o meno ma è la corte costituzionale a dire come bisogna interpretare la costituzione. Al dila di come la possiamo pensare io e lei. Ora, oltre al fatto che questa sentenza è stata subito impugnata dalla Procura, nel caso la sentenza dicesse essere confermata (difficile ma incrociamo le dita) ci troveremmo in una situazione simile a quella di Israele, dove non esistono nozze Gay ma solo il riconoscimento dei matrimoni gay contratti all’estero. Una coppia Gay “in Italia” per avere la possibilità di sposarsi può solo sperare che si cambi la costituzione.

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