Società e cronaca

Se anche il Real Madrid omaggia i terroristi palestinesi…

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Accanto a Emilio Butragueño, ex stella del Real Madrid ed ora dirigente, c’è una ragazza che mostra fiera la maglia con il numero 9 ed il suo nome. No, non è l’ultimo acquisto dei blancos ma è un’attivista palestinese appena uscita di prigione per aver schiaffeggiato un soldato israeliano, il quale non reagì, mentre stava camminando vicino a casa sua.

Il suo nome è Ahed Tamimi e non è una ragazza come tutte le altre. Suo padre, Bassem Tamimi, presente nella foto vicino a sua figlia 17enne, è un parlamentare di Al Fatah, un partito fondato da Yasser Arafat, che possiede anche una sezione militare per lottare con le armi contro Israele.

E’ stata invitata in Spagna per parlare del suo gesto di fronte a circoli letterari e centri sociali, ma in realtà sia il padre che Ahed sono stati ricevuti dal sindaco di Madrid, il volto femminile del centrosinistra spagnolo, Carmena.

Sapendo della presenza di Ahed, anche il Real Madrid chiese se fosse disponibile la ragazza per una visita guidata al tempio del calcio mondiale, il Santiago Bernabeu.

Giro dello stadio, visita al museo con le 13 Champions League e foto ricordo con tanto di maglia personalizzata accanto ad uno dei mostri sacri delle merengues, El Buitre, che segnò 123 gol in 340 partite con la sola maglia del Real.

Un piccolo particolare però nella foto non può non sfuggire: sia il padre che Ahed indossano sulle loro spalle il copricapo tipico della resistenza del popolo palestinese, la Kefiah.

Come mai ha ricevuto così tante attenzioni e onori? Ahed è già una ragazza nota alle forze armate in quanto nel 2012 venne ripresa da un video mentre agitava il pugno contro soldati israeliani, guadagnandosi così un incontro con Erdogan. Nel 2015 venne fotografata mentre mordeva la mano di un militare israeliano nel tentativo di impedire l’arresto del fratello. In quell’occasione, la madre Narimam, venne arrestata, mentre Ahed tenuta in custodia cautelare.

Gli schiaffi ai soldati nel dicembre 2017, ripresi dai palestinesi presenti, e diventati virali, anche perché il soldato colpito non ha reagito consapevole della reazione furiosa successiva, sono valsi una telefonata con Abu Mazen, il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese e del partito di Al Fatah.

Rimane da comprendere come mai il Real ha deciso di omaggiare, durante la sua permanenza, l’attivista palestinese già colpevole di numerosi attacchi contro le forze israeliane.

In questo modo, si enfatizzano gesti di violenza e si inaspriscono le tensioni tra le due fazioni e peggiorano i rapporti diplomatici tra Spagna e Israele, quando in realtà sarebbe corretto lavorare insieme al fine di trovare una pace duratura.

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