Siria: la tattica di Assad per salvarsi? Coinvolgere Israele

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Quello che temevano si sta purtroppo avverando. La cecità della comunità internazionale sul conflitto siriano e sui piani di Assad e degli Ayatollah iraniani, si sta tramutando in un allargamento del conflitto che sta tirando dentro l’incolpevole Israele.

Due (forse tre) bombardamenti in 24 ore da parte di aerei israeliani su obbiettivi militari siriani non sono un fatto episodico. E’ chiaro che Assad sta cercando di fornire armi e missili a Hezbollah ben sapendo che è nell’occhio del ciclone. L’unica possibilità che ha per salvarsi e compattare il mondo arabo (e non solo) sull’unico nemico comune: Israele. Per capire la tattica di Assad basta dare una occhiata ai media internazionali. Mesi e mesi di massacri indicibili in Siria non hanno quasi mai conquistato le prime pagine dei media mondiali. Sono bastati un paio di raid israeliani su obbiettivi più che legittimi e i titoloni fioccano.

Assad, che è tutto fuorché uno stupido, sa benissimo che essere bombardati da Israele significa garantirsi le simpatie dei tanti ipocriti mondiali ed è proprio quello di cui ha bisogno. Nelle prossime ore assisteremo a un crescendo di dichiarazioni di condanna dei legittimi attacchi israeliani sulla Siria, dichiarazioni falsamente allarmate che maschereranno in effetti l’ennesimo attacco mediatico a Israele. Sono mesi che Assad, l’Iran ed Hezbollah ci stanno provando e adesso ci stanno riuscendo.

Nessuno condannerà Hezbollah o Assad se nelle prossime ore faranno piovere missili su Israele (e il rischio è concreto) o, se delle condanne arriveranno, saranno condizionate dal solito “si, ma se Israele non avesse fato quello che ha fatto” o formule similari. Le migliaia di morti in Siria passeranno inesorabilmente in secondo piano e la notizia sarà l’attacco israeliano alla Siria. Non il fatto che Assad abbia cercato di consegnare missili a Hezbollah, non che i pasdaran iraniani da mesi stanno massacrando innocenti siriani, non che Assad abbia ordinato di fare il tiro a segno su donne e bambini. Tutto questo sarà sormontato dalla parolina magica: Israele.

Facciamocene una ragione e tiriamo innanzi. Israele non si può permettere il lusso che armi sofisticate e potenti arrivino a Hezbollah e siccome UNIFIL, che le dovrebbe bloccare, non fa niente per impedirlo non rimane altro che fare da se anche il lavoro che dovrebbero fare gli altri a costo di prendersi gli insulti e gli attacchi della comunità internazionale.

Noemi Cabitza

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