Cosa ne pensa il mondo arabo della guerra con l’Iran

Alti funzionari della sicurezza israeliana, che hanno seguito il dibattito pubblico e mediatico nel mondo arabo fin dall’inizio della guerra, affermano che la reazione al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran è caratterizzata da sentimenti complessi e talvolta persino contraddittori.

Da un lato, si levano voci di soddisfazione nell’opinione pubblica e nella stampa araba per l’assassinio della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, e per l’indebolimento dell'”asse della resistenza”, dopo decenni di profondo coinvolgimento iraniano nei paesi arabi, tra cui Iraq, Siria, Libano e Yemen. In alcune parti del mondo arabo, l’attacco all’Iran è visto come un’opportunità per aprire un nuovo capitolo regionale e persino come una porta d’accesso a un processo che potrebbe anche alleviare la situazione dello stesso popolo iraniano.

Tuttavia, accanto a questi sentimenti, c’è anche un reale timore per le implicazioni più ampie della guerra. Molti nel mondo arabo la vedono non solo come una risposta alla politica regionale dell’Iran o al suo programma nucleare, ma anche come parte di una più ampia lotta geopolitica per l’egemonia regionale e la definizione di un nuovo ordine in Medio Oriente.

Tra i commentatori della stampa araba, si sta diffondendo l’idea che gli Stati Uniti e l’Occidente stiano lavorando per costruire una nuova struttura regionale, in cui Israele si integri politicamente, economicamente e in termini di sicurezza. In questo contesto, diversi commentatori menzionano precedenti iniziative americane, tra cui l’invasione dell’Iraq nel 2003 e gli accordi di normalizzazione firmati nel 2020 tra Israele e i paesi arabi. Alcuni ritengono che questi processi possano indebolire la centralità della questione palestinese e creare un nuovo quadro regionale, basato principalmente su interessi economici e di sicurezza.

I commentatori sottolineano anche la persistente instabilità in Medio Oriente, come testimoniato dalla disintegrazione di paesi come Iraq e Siria, e dalle crisi in corso in Libia, Sudan e Yemen. Affermano che l’attuale guerra contro l’Iran potrebbe aggravare ulteriormente l’instabilità e persino portare a ulteriori cambiamenti negli equilibri di potere regionali.

Allo stesso tempo, i funzionari della sicurezza stanno anche identificando voci che esprimono soddisfazione per il danno arrecato alla potenza militare dell’Iran, percepito da molti nel mondo arabo come un fattore che ha contribuito all’indebolimento dei paesi arabi e all’intensificazione delle tensioni settarie. Tuttavia, anche tra i più severi critici dell’Iran, esiste una riserva sulla guerra e sulle sue possibili conseguenze. La preoccupazione principale è che l’indebolimento dell’Iran creerà una nuova realtà regionale, in cui i paesi arabi si troveranno ad affrontare un diverso tipo di pressione strategica.

In conclusione, la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran è percepita nel mondo arabo non solo come un conflitto tra paesi, ma come parte di una più ampia lotta per il futuro del Medio Oriente. Mentre alcuni la vedono come un’opportunità di cambiamento, altri avvertono dell’apertura di un nuovo capitolo nelle lotte di potere regionali.

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Blogger siriano rifugiato in Italia. Esperto di terrorismo islamico e di dinamiche mediorientali in particolare di Siria e Iraq