Difficile non notare come la data dell’ultimo penultimatum dato da Trump a Putin sia passata senza che il Presidente americano abbia fatto quanto promesso, cioè introdurre sanzioni secondarie alla Russia.
Difficile anche non notare come da quando Trump lancia i suoi ultimatum alla Russia, questa abbia aumentato sensibilmente gli attacchi contro obiettivi civili in Ucraina.
A voler essere cattivi si direbbe che Trump e Putin stiano facendo un giochetto tra di loro, il primo per passare da pulito, il secondo per dimostrare che non gliene importa niente delle sanzioni o delle minacce.
A voler essere cattivissimi si direbbe che Trump e Putin erano già d’accordo su come fermare la guerra: dare alla Russia tutto ciò che chiede, magari anche con qualche bonus riguardante promesse sul futuro di Zelensky.
Non è quindi sorprendete che Trump e Putin abbiano deciso di vedersi faccia a faccia senza nessuno che possa sentire come si accordano alle spalle degli ucraini, o come Putin ricorderà a Trump le sue “imprese di letto” con le minorenni russe, tutto rigorosamente filmato dal FSB (ex KGB).
Oppure gli ricorderà il prestito dato dalla Russia ad uno squattrinato Trump per acquistare il Plaza Hotel, oppure la la compagnia Eastern Air Lines Shuttle.
Sono davvero tante le cose che Putin può ricordare a Trump. La lista dei motivi per cui lo tiene in mano è lunghissima. Per questo continuo a dire che Trump è compromesso e non può fare da paciere disinteressato tra Russia e Ucraina. Non è disinteressato ed è un asset di Putin.
Non è ancora chiaro quello che i due abbiano concordato, senza il parere di Zelensky e quindi dell’Ucraina.
Trump ha inviato il socio Steve Witkoff a incontrare Putin a Mosca, e sono trapelati dettagli contraddittori di un accordo di scambio di territori.
Una versione afferma che la Russia smetterebbe di bombardare le città ucraine se Kiev cedesse alla Russia tutta la regione di Donetsk, nell’Ucraina orientale, comprese le zone che la Russia non detiene più.
Putin vuole tutta Donetsk perché l’Ucraina vi ha costruito una linea difensiva fondamentale fin dal 2014. L’Ucraina potrebbe anche recuperare parte del territorio che la Russia detiene ora a est, ma non è chiaro cosa o quando ciò accadrebbe.
Messa così, cioè dando a Putin tutto quello che chiede senza badare all’Ucraina, a fare accordi sarebbe capace chiunque.
Trump vuole essere riconosciuto come un pacificatore, soprattutto in Ucraina. Ma la pace è facile da raggiungere se si concede ciò che vuole un aggressore.
Ed è molto probabilmente proprio quello che i due hanno concordato, ben sapendo che Zelensky non potrà accettare e che il suo diniego farà saltare “la pace di Trump” rendendolo di fatto il responsabile del “fallimento” del Presidente americano.
Sono giorni che la potentissima macchina di propaganda russa anticipa che l’Ucraina non accetterà l’accordo Trump/Putin. È tutto studiato, tutto deciso.
Affari dietro all’accordo Trump-Putin
Scrive Yaroslav Trofimov sul WSJ: In Russia le aspettative sono alte in vista del vertice previsto per venerdì tra il leader russo Vladimir Putin e il presidente Trump .
Mosca vede un’opportunità per riallacciare i rapporti con Washington, con i funzionari del Cremlino che accennano alla possibilità di accordi con gli Stati Uniti su infrastrutture ed energia nell’Artico e oltre, mentre i media statali russi enfatizzano quella che definiscono un’imminente intesa tra due grandi potenze paritarie.
“I neoconservatori e gli altri guerrafondai non sorrideranno” quando i due leader si incontreranno, ha affermato Kirill Dmitriev, alto collaboratore di Putin . “Il dialogo Putin-Trump porterà speranza, pace e sicurezza globale”.
Sebbene la “questione ucraina” sia stata dichiarata il punto principale dell’ordine del giorno, in Alaska verranno sollevate “questioni globali molto più importanti”, tra cui ambiziosi piani per la cooperazione economica e infrastrutturale nell’Artico, ha affermato l’alto parlamentare russo Sergey Gavrilov.
Alexander Yakovenko , ex ambasciatore e direttore dell’accademia del servizio estero russo fino all’anno scorso, ha scritto in un editoriale per l’agenzia di stampa statale RIA che “la risoluzione della guerra in Ucraina, persa dall’Occidente molto tempo fa, è diventata una questione secondaria nelle relazioni tra Stati Uniti e Russia, nient’altro che un ostacolo alla normalizzazione che dobbiamo superare insieme”.
Da quando è stato annunciato il vertice , i media russi sono stati riempiti di storie sull’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff e Dmitriev che hanno condiviso ravioli fritti in un ristorante della capitale russa, e sul sito di un futuro hotel di Mosca, descritto come una possibile Trump Tower di Mosca, che i due uomini hanno visitato la scorsa settimana.
Se quindi l’Ucraina ha una speranza non è certo nelle mani di Trump che sta cercando una scusa per interrompere l’invio di armi a Kiev e lasciare che Putin faccia quello che vuole.

