Con un editoriale davvero inquietante pubblicato ieri, Yigal Carmon fondatore e presidente del MEMRI (Middle East Media Research Institute), mette in guardia su un imminente attacco turco a Israele.
Nel suo editoriale Carmon mette in fila, punto dopo punto, i motivi per cui ritiene che Erdogan stia preparando un attacco militare a Israele. E non c’è un punto che non torni.
La cronologia dei fatti è puntuale e dettagliata. Per di più Erdogan non ne fa nessun mistero del fatto che voglia attaccare Israele.
Scrive Carmon: “Il presidente Erdoğan non ha mai designato Hamas come organizzazione terroristica e invece per anni ne ha accolto con favore la leadership e ne ha ospitato gli uffici, compresi gli uffici operativi delle Brigate ‘Izz Al-Din Al-Qassam, guidate da Saleh Al-Arouri, ucciso in un attacco israeliano il 2 gennaio 2024. Da quando Hamas ha commesso il suo massacro in Israele il 7 ottobre 2023, la retorica di Erdoğan, dei suoi alti funzionari e dei suoi media, che sono sempre stati ostili a Israele, sono diventati più allarmanti, suggerendo la possibilità di un imminente attacco turco a Israele”.
Durante una manifestazione a favore della Palestina tenutasi a Istanbul il 28 ottobre 2023, due settimane dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre, nel contesto di una discussione su Israele, il presidente Erdoğan ha citato una canzone popolare il cui testo aveva già utilizzato in passato per preannunciare le operazioni militari turche in Iraq e Siria, dicendo: “Potremmo arrivare all’improvviso una notte”.
Poche settimane dopo, il 15 novembre, ha detto: “Oh Israele, hai una bomba atomica, una bomba nucleare, e la usi per minacciare [gli altri]. Lo sappiamo. E ora sta arrivando il momento della tua morte. Puoi avere tutte le bombe nucleari che vuoi. Puoi avere tutto quello che vuoi. Sei finito”.
Il 28 luglio 2024, riferendosi alle operazioni militari turche in altri paesi, il presidente Erdoğan ha dichiarato: “Proprio come siamo entrati nel [Nagorno] Karabakh e proprio come siamo entrati in Libia, faremo qualcosa di simile a [Israele]. Non c’è [motivo] per non farlo”.
Secondo Yigal Carmon, Erdogan sta preparando l’opinione pubblica turca alla guerra con Israele attraverso il grande controllo che ha sui media.
Ibrahim Karagül è un giornalista turco regolarmente descritto come filogovernativo che, dal 2012 alla fine del 2020, è stato caporedattore del quotidiano filogovernativo Yeni Şafak e può essere visto in molte foto con Erdoğan, comprese quelle scattate all’interno dell’aereo privato di Erdoğan. La retorica di Karagül su Israele nell’ultimo anno è stata sorprendente.
Il 13 gennaio 2025 ha scritto: “Dobbiamo tagliare la mano di Israele, che si protende verso i nostri confini… Israele dovrebbe avere paura”. Il 7 aprile: “La guerra tra Turchia e Israele è ormai inevitabile… [Israele] si inginocchierà davanti alla Turchia… Israele è diventato una minaccia esistenziale per la Turchia… Entro uno o tre anni ci sarà una guerra di questo tipo in questa regione”. Il 23 aprile scrive: “Il potere occidentale che ha dato immunità a Israele si è disperso… La Turchia è la proprietaria e l’erede di Israele e rivendicherà il suo diritto su quella terra… Lasciamo che Israele faccia ciò che vuole; lasciamo che pianifichi le agitazioni che vuole, non può né fermare né alterare la direzione di questo grande cambiamento della storia… Questi vani tentativi si scontreranno con il muro della Turchia e si disperderanno. La Turchia sarà su tutti i confini di Israele e, se necessario, lo imprigionerà nella sua casa… La scelta più corretta per Israele potrebbe essere quella di inginocchiarsi davanti alla Turchia e cercare rifugio in essa. Questo è il punto a cui [tutto] sta portando. Gli israeliani decideranno se questo [processo] sarà sanguinoso o incruento”.
Il 1° maggio scrive ancora: “Israele deve essere fermato… Israele è debole. È impotente e spaventato. Il potere occidentale che lo sostiene si è disperso. Il suo potere durerà una settimana… Si dovrebbero provare la guerra asimmetrica e le operazioni segrete. Probabilmente sarà sufficiente… Il periodo del suicidio di Israele è iniziato… Israele pagherà sicuramente un prezzo. Potrebbe subire l’ira della Turchia!… Ripeto: finché Israele non si inginocchierà, subirà la grande ira della Turchia”.
Il 19 maggio: “Bisogna dare inizio al crollo di Israele! Deve perdere il diritto di essere uno Stato… Assisteremo al suicidio di Israele!… Israele dovrebbe essere fermato e liquidato!… Dovrebbe essere disarmato e il suo esercito sciolto…. Israele dovrebbe essere rimosso da questa regione. Dovrebbero essere provati metodi mai sperimentati prima… La sua storia non sarà lunga; Israele sarà costretto a pagare un prezzo molto alto”.
Il 21 maggio: “Il periodo di esistenza di Israele è finito. Entro due anni potremmo assistere a cose straordinarie”.
Il 16 giugno, dopo 12 giorni di guerra aperta tra Israele e Iran, ha scritto: “Israele è un problema anche per la Turchia. Sta conducendo una guerra indiretta contro la Turchia in tutta la regione… Israele è una minaccia esistenziale per la Turchia” Il 18 giugno: “Siamo costretti a strangolare Israele in questa regione”. Il 23 giugno: “È giunto il momento di annientare Israele… Gli Stati Uniti e l’Europa… non entreranno più in grandi guerre per Israele. Non hanno questa possibilità né questo lusso… Ogni paese dovrebbe prepararsi a mettere a tacere quest’arma nucleare che è stata collocata nel mezzo della nostra regione. Le guerre segrete e gli attacchi devono iniziare ora… Netanyahu e la sua squadra devono essere distrutti! Israele deve essere sacrificato per salvare l’umanità… Israele durerà una settimana dal momento in cui perderà il sostegno dell’Occidente, ma il mondo potrebbe arrivare a una condizione tale che nemmeno il sostegno dell’Occidente sarà sufficiente a salvare Israele… Qualunque cosa sia necessaria per avviare il processo di annientamento di Israele dovrebbe essere intrapresa senza perdere tempo”.
Ibrahim Karagül va avanti così per molti mesi fino a ottobre quando il 1° ottobre scrive: “Siamo costretti a combattere Israele. Siamo costretti a mandare Netanyahu e la sua squadra fuori dal mondo, a mettere Israele in ginocchio, a chiamare la comunità ebraica a rispondere di questa barbarie… Israele non può più vincere una guerra. Lo sa bene”. Il 6 ottobre: “Israele ha commesso suicidio. Nessuno può salvarlo ora… Deve essere punito con la guerra… La guerra e il potere dovrebbero mettere Israele in ginocchio; la nazione ebraica che alimenta la sua barbarie dovrebbe essere tenuta sotto controllo… Per quanto possa sembrare “estrema”, una guerra tra Turchia e Israele è assolutamente inevitabile… Se Israele continua così, ci sarà la guerra! La Turchia non sarà paziente!… La vita di Israele è finita. La Basilica di Santa Sofia è stata riaperta e Gerusalemme sarà salvata! Israele non avrà altra scelta che inginocchiarsi davanti alla Turchia. Questo è l’unico modo per sopravvivere. Altrimenti, nel secondo quarto del XXI secolo, Israele non esisterà più. Nella mente dell’uomo che ha riaperto la Basilica di Santa Sofia dopo 86 anni, c’è un piano ben definito per liberare Gerusalemme e regolare i conti del 1917”.
Erdoğan sta intraprendendo azioni concrete contro Israele. La Turchia era il quinto fornitore di Israele nel 2024, fino a quando, nel maggio dello stesso anno, ha interrotto tutte le esportazioni e le importazioni con il Paese. Nell’agosto 2025, la Turchia ha vietato l’accesso ai propri porti alle navi israeliane, ha proibito alle navi turche di entrare nei porti israeliani e ha limitato il proprio spazio aereo agli aerei israeliani. Il suo governo ha permesso che armi e denaro iraniani transitasse attraverso Istanbul per raggiungere gli Houthi nello Yemen. Sta prendendo provvedimenti per prepararsi alla guerra con Israele: dopo la guerra di 12 giorni tra Israele e Iran nel giugno di quest’anno, l’agenzia di intelligence turca MİT ha pubblicato un rapporto di 58 pagine che, tra le altre cose, raccomanda il rafforzamento della difesa aerea turca, l’ulteriore sviluppo dell’industria bellica nazionale e la costruzione di rifugi nelle principali città turche. Sulla base di queste raccomandazioni, è stata avviata la pianificazione per la costruzione di rifugi a lungo termine in tutte le 81 province della Turchia. Durante l’estate, il Paese ha anche presentato i nuovi potenti bunker buster Gazap (“Wrath, ira”) e Hayalet (“Gost, fantasma”) che ha sviluppato e prodotto.
Per quanto possa sembrar esagerato l’allarme lanciato da MEMRI, la determinazione di Erdogan e della Fratellanza Musulmana a distruggere Israele non andrebbe affatto sottovalutata.
Scrive Carmon in conclusione del suo monito: “Può sembrare improbabile che la Turchia, membro della NATO, possa improvvisamente colpire Israele con un attacco a sorpresa, ma l’11 settembre era più che improbabile; era inimmaginabile, così come lo era il 7 ottobre. Anche la presa di Damasco da parte di Erdoğan nel dicembre 2024 era inimmaginabile per molti. Erdoğan e il suo governo attingono, non solo a fini propagandistici ma anche per la pianificazione strategica, all’eredità degli Ottomani, il cui dominio di 400 anni su Gerusalemme conoscono bene e ripetono spesso. Nella mente dei massimi funzionari del governo di Erdoğan, non è una questione se lo Stato turco un giorno correggerà i presunti torti storici del 1917 menzionati da Karagül, ma solo quando lo farà”. E non è da sottovalutare.


