Non sono mai stato un fan di Silvio Berlusconi ma non sono mai stato neanche anti-berlusconiano. Mi sono vergognato quando ha preteso dal Parlamento un voto sul fatto che Ruby Rubacuori fosse la nipote di Mubarak, ma sinceramente su certe faccende l’ho sempre considerato alla stregua di un patetico vecchio porco e non di più.

Certo, il sospetto che usasse il potere politico per emanare leggi a suo favore mi è venuto, ma ho sempre lasciato agli esperti in materia certe valutazioni.

Ma ieri Berlusconi sull’Ucraina attaccata dalla Russia ha fatto una cosa veramente vergognosa. È andato in soccorso del suo amico Putin, il criminale di guerra, il dittatore russo che ha sulla coscienza decine di migliaia di morti civili, stragi deliberate di civili ucraini e la distruzione di un intero Paese.

Berlusconi ha chiesto all’Unione Europea di “convincere Kiev ad accogliere le richieste della Russia”. Insomma, l’Ucraina dovrebbe smettere di combattere e arrendersi alle richieste del macellaio di Mosca, cedere su tutta la linea e oltre alla Crimea (già persa) dovrebbe cedere anche il Donbass dove i russofoni sono appena tra il 15 e il 17 percento e dove gli abitanti – compresi i russofoni – stanno combattendo per non essere “liberati” dai russi.

Per dirla con chiarezza, secondo Berlusconi l’Ucraina, l’Unione Europea e il mondo intero dovrebbero accettare l’atto di forza di Putin, dimenticare le stragi, dimenticare le città rase al suolo con i civili dentro, dimenticare gli stupri e tutte le violenze e dare a Putin il Donbass dove gli abitanti non ci pensano minimamente di passare da una imperfetta democrazia a una perfetta dittatura.

Se poi a qualcuno viene il sospetto che Vladimir Putin abbia telefonato a Silvio Berlusconi per chiedergli un aiutino facendo pressioni chissà in quale modo o semplicemente ricordandogli i bei tempi passati nella sua Dacia (ricordate il lettone di Putin?), non è che si possa biasimarlo. 

Come non si può biasimare chi considera vergognosa l’uscita di Berlusconi il quale, non contento, ha anche detto che fornire armi all’Ucraina significa essere co-belligeranti.

Se a tutto questo uniamo i malumori della Lega (e del M5S) sull’aiuto all’Ucraina, non possiamo nemmeno biasimare chi chiede a gran voce di fare chiarezza sui presunti finanziamenti russi alla Lega e sulle sue connessioni con Russia Unita, il partito che sostiene Vladimir Putin.

Alla fine l’unica che a destra sostiene convintamente gli aiuti militari all’Ucraina e l’appartenenza alla NATO è il partito di Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) che sull’argomento sin dall’inizio ha sempre sostenuto il Governo nonostante si trovi all’opposizione. Quella destra non mi appartiene tuttavia occorre essere intellettualmente onesti.

Insomma, abbiamo capito il perché quando qualcuno nel partito di Silvio Berlusconi comincia a parlare di una destra progressista viene praticamente isolato. A Berlusconi piace l’autocrazia sul modello di quella putinista dove non c’è spazio né per il progressismo né per una linea diversa da quella dettata dal “dittatore”.