La vittoria di Trump alle elezioni presidenziali americane è stata accolta con reazioni relativamente moderate da parte degli alti funzionari palestinesi e dei media palestinesi.
In una dichiarazione pubblicata dal presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, si è congratulato con Donald Trump per la sua vittoria e gli ha augurato successo, ha aggiunto che “attende con impazienza la cooperazione con il presidente Trump per promuovere la pace e la sicurezza nella regione” e ha concluso dicendo: “Rimarremo fermi nel nostro impegno per la pace e siamo fiduciosi che tale impegno persisterà anche sotto la vostra guida, e che sosterrete le legittime aspirazioni del popolo palestinese”.
Secondo uno studio del Memri Institute for Middle East Media Research, Ahmed Majdalani, membro del comitato esecutivo dell’OLP, ha dichiarato: “Rispettiamo la volontà dei popoli nella scelta dei loro presidenti e non abbiamo problemi con nessun presidente al mondo, purché vi sia rispetto per la volontà del popolo palestinese di esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione, di stabilire il proprio Stato indipendente e di rimuovere l’occupazione dalla sua terra”. Majdalani ha invitato l’amministrazione Trump a “trattare seriamente la questione palestinese in quanto” – aggiunge – “la precedente amministrazione americana è passata da un pregiudizio a favore di Israele al sostegno e alla collaborazione con l’occupazione nella sua aggressione contro il nostro popolo nella guerra di annientamento”.
Sabri Seidam, vicesegretario del Comitato Centrale di Fatah, ha chiarito le aspettative della leadership palestinese rispetto al secondo mandato di Trump. Ha dichiarato al quotidiano “Al-Quds” che “noi tutti speriamo di vedere un Trump diverso da quello che conoscevamo, che sarà. in grado di affrontare i cambiamenti nella realtà palestinese e regionale”.
Seidam ha espresso la speranza che Trump non si concentrerà solo sulla normalizzazione tra Israele e i paesi arabi ignorando i palestinesi, ma affronterà le radici del conflitto. Inoltre ha invitato Trump a “fermare la guerra contro la Palestina”, come aveva promesso ai suoi elettori arabi, e a compiere gesti di buona volontà nei confronti dei palestinesi per “ristabilire l’equilibrio nelle relazioni e fare chiarezza. che gli Stati Uniti rispettino i loro obblighi internazionali”.
Secondo l’analisi di Memri, alcuni media palestinesi hanno espresso indifferenza per la vittoria di Trump e hanno trasmesso il messaggio che la politica americana nei confronti della “Palestina” non cambierà probabilmente sotto la sua guida.

