Come svergognare i traditori che sostengono Putin. Un po’ di verità sul gas russo & C.

Dicono che Putin sia «forte». Certo che bisogna essere forti per perdere un milione e mezzo di uomini, una intera flotta, centinaia di aerei ed elicotteri, decine di migliaia di cingolati e mezzi meccanizzati, senza che nessuno ti prepari un tè al polonio

By
Franco Londei - Editor

Non vado matto per Carlo Calenda, ma su Putin e sui traditori che lo sostengono ha ragioni da vendere quando dice che andrebbero individuati e indagati i servi sciocchi che gli fanno da megafono, non fosse altro perché quegli stessi servi sciocchi sono i primi a urlare contro l’estremismo islamico, lo stesso che Putin sostiene in Medio Oriente e altrove.

Ieri sera ho ammirato il triplo salto carpiato con arrampicamento sugli specchi del putinista occulto Toni Capuozzo che nella trasmissione “4 di sera” ha fatto un gran giro per dire che è ora che l’Ucraina si arrenda, che si, stanno combattendo come leoni ma la Russia è la Russia e non ce la possono fare. In pratica, le stese cose che diceva dal 24 febbraio 2022, cioè dal primo giorno dell’aggressione russa all’Ucraina.

Sempre da ammirare quelli de “la Verità” che hanno convinto dei poveri idioti che Zelensky si è fatto i bagni d’oro massiccio con i soldi degli italiani, lo stesso Zelensky che sempre quel 24 febbraio 2022 poteva accettare l’invito di Biden a fuggire con vagonate di soldi, protetto dai militari americani e che invece ha scelto di rimanere a combattere come un leone per quattro lunghissimi anni, senza mai cedere di un millimetro. Solo dei vigliacchi possono credere che si sia arricchito.

Sempre ieri sera un deputato non so di chi, comunque di destra, conveniva con Capuozzo sul fatto che «la Russia è la Russia» ed è così forte che «vende le armi» all’Iran e nel mondo. Oddio, noi si era rimasti che la Russia prendeva i vecchi e imprecisi missili nordcoreani perché i suoi li aveva quasi finiti. Lo stesso per i proiettili d’artiglieria. Non credo che venda gli S-300 e gli S-400 perché, se come sistemi antiaerei sono decisamente scarsi, come missili da tirare addosso agli ucraini vanno benissimo. Ma anche questo può servire a convincere gli utili idioti che Putin «è forte» ed è «invincibile». Certo che bisogna essere forti per perdere un milione e mezzo di uomini, una intera flotta, centinaia di aerei ed elicotteri, decine di migliaia di cingolati e mezzi meccanizzati, senza che nessuno ti prepari un tè al polonio.

L’altro giorno ho sentito un vannacciano che, intervistato su La 7, diceva che nel loro programma elettorale al primo punto c’è «lo stop degli aiuti all’Ucraina». Al primo punto, non dopo la sanità, la scuola, gli stipendi ecc. ecc. Perché? Perché vogliono far credere che se ci sono cose che in Italia non vanno è colpa del nostro sostegno a Kiev. Hanno convinto quei poveracci che il gas russo costa meno di quello che compriamo adesso. Balla colossale. Se la Russia dovesse venderci il suo gas lo farebbe ai prezzi di mercato esattamente come fanno gli algerini, i qatarini e il resto del mondo. Noi non siamo la Cina.

E adesso sempre i soliti idioti diranno che Francia, Spagna, Belgio ecc. ecc. comprano il gas russo GNL a quattro soldi. Altra balla colossale.

Il gas russo acquistato dagli altri paesi europei non costa meno rispetto a quello che compra l’Italia dalle rotte alternative.

Sebbene esista il falso mito che il gas di Mosca sia “regalato” o intrinsecamente più economico, il mercato dell’energia in Europa è oggi fortemente integrato. I prezzi reali smentiscono questa convenienza per tre motivi fondamentali:

1. Il prezzo è legato alla stessa borsa (il TTF di Amsterdam) – Quasi tutto il gas importato in Europa — che arrivi via tubo dalla Russia, dall’Algeria, o via nave dagli Stati Uniti — viene scambiato seguendo i prezzi del TTF (Title Transfer Facility) di Amsterdam, il mercato di riferimento europeo.

2. Il costo del GNL azzera i vantaggi – La maggior parte del gas russo che entra in Europa occidentale (Francia, Spagna, Belgio) non arriva più dai vecchi e strategici gasdotti terrestri, ma sotto forma di GNL (Gas Naturale Liquefatto) trasportato via nave

3. Quanto costa il gas “italiano”? – L’Italia ha azzerato l’import diretto russo sostituendolo principalmente con il gas via tubo proveniente da Algeria (tramite il gasdotto Transmed) e Azerbaigian (tramite il TAP). Grazie a contratti bilaterali stabili e alla forte competitività della rotta algerina, l’Italia riesce a rifornirsi a prezzi che reggono perfettamente il confronto con la borsa europea, smentendo l’idea che l’addio a Mosca abbia condannato il Paese a pagare l’energia più degli altri partner europei che ancora usano gas russo.

E poi tranquilli, dalla fine del 2026 nessuno potrà comprare il GNL russo con tanti saluti a Gasprom, Putin e oligarchi vari.

Dunque, come la mettiamo con questi numeri? Come mai questa gentaglia vuol far credere che tornando a comprare il gas russo e smettendo di aiutare l’Ucraina tutto tornerà magicamente a posto? Chi paga questi traditori per dire il falso?

Follow:
Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Vai al mio profilo completo