Editoriali

Dove finisce la libertà di espressione e inizia l’incitamento all’odio?

Dove finisce la libertà di espressione e inizia l’incitamento all’odio? Io posso non essere d’accordo con le politiche di un Governo o di uno Stato e per questo ho tutto il Diritto di contestarlo in tutte le maniere lecite, quello che non posso fare è fomentare odio e violenze contro quel Governo o quello Stato nascondendomi magari dietro a quel Diritto inalienabile che è il Diritto di espressione o il Diritto di opinione.

Eppure è quello che sta accadendo in diversi contesti, sia in Italia che all’estero. Lo possiamo vedere quotidianamente con le manifestazioni d’odio nei confronti dei “diversi”, nei confronti delle minoranze, nei confronti di alcune religioni, nei confronti di alcuni popoli. Veri e propri incitamenti alla violenza fatti passare per opinioni, spesso conditi con notizie false e tendenziose.

Sui nostri siti web abbiamo parlato (e ne parliamo quotidianamente) dell’odio verso il popolo ebraico e contro Israele, ne parliamo perché è il teatro dove siamo più impegnati e che in qualche modo condiziona buona parte della politica estera. Ma il bombardamento mediatico quotidiano contro tutte le minoranze non è una cosa che riguarda solo Israele.

Per fare un esempio, io posso dire di essere contraria alla immigrazione selvaggia e contestarla con ogni mezzo lecito, ma non posso dire che per fermarla bisognerebbe affondare tutti i barconi degli immigrati perché non esprimo una opinione ma incito a commettere un omicidio di massa. Posso dire che i terroristi islamici vanno fermati con ogni mezzo ma non per questo posso dire che tutti i musulmani andrebbero sterminati. Posso anche dire che per me l’Islam non è una religione di pace ma non posso affermare che per questo ogni islamico vada ammazzato. Non sarei diversa dai terroristi o da quei famigliari di terroristi che glorificano i loro congiunti trasformandoli in eroici martiri perché magari hanno ucciso una bambina ebrea di tre mesi.

Ho voluto fare questa lunga premessa perché questa organizzazione ha deciso di iniziare a perseguire legalmente coloro che trasformano il Diritto alla libertà di espressione in un vero e proprio incitamento all’odio e lo faremo partendo da alcuni “attivisti” italiani che di recente si sono resi protagonisti di vere e proprie complicità con i terroristi e alimentano quotidianamente l’odio e la violenza. Lo faremo anche con alcuni siti web che riteniamo facciano la stessa cosa nascondendosi proprio dietro alla libertà di espressione, lo faremo con quelle “istituzioni” che, sempre per fare un esempio, trasformano una normale mostra fotografica in un ammasso di bugie storiche volte solo a incitare odio. Non faremo distinzione di sorta, non guarderemo né a destra né a sinistra.

Adesso quelli che contestano le nostre idee diranno che siamo noi a fomentare odio e a distorcere la verità. E’ nell’ordine delle cose e noi lo sappiamo benissimo. E’ un po’ come quando due fazioni politiche esprimono due ideologie diametralmente opposte. La cosa ci va bene, non ci sottrarremo alle critiche argomentate e sappiamo che l’argomento è delicato. Ma francamente non possiamo più vedere persone italiane che definiscono martiri i terroristi, che non passa giorno che non sputino odio etnico, siti web (di destra e di sinistra) che alimentano scientemente l’odio verso le minoranze o verso uno specifico tipo di religione.

Scritto da Bianca B.

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3 Comments

  1. Bisognerebbe che leggi in tal senso siano chiare, condivise e, soprattutto, applicate a tutti senza ipocrisia. Sinceramente non mi sembra che voi siate in condizione di “denunciare” perché siete i primi a non rispettare i principi in base ai quali vorreste perseguire gli altri. Facciamo un esempio: se su un sito pubblica un’immagine di un ebreo col naso ad unco e le mani uncinate sul mondo incita all’odio? Probabilmente rispondereste di si, ma allora perché pubblicate vignette con un islamico armato e ringhiante che sbuca da sotto il suolo dell’europa? Dite che è lecito criticare la politica di uno stato ma non demonizzarlo e invocare boicottaggi, ma allora perché non fate che invocare bombardamenti e attacchi devastanti sull’Iran? E’ inaccettabile proporre il boicottaggio delle merci di un paese la cui politica si considera ingiusta e immorale ma è accettabile invocare sanzioni paralizzanti, bombardamenti con atomiche tattiche e l’invasione di un paese la cui politica si considera ingiusta e immorale? E’ nazismo antisemita dire che la religione ebraica è un credo profondamente razzista che spinge chi la pratica a considerarsi portatore di diritti superiori ma è una libera opinione dire che l’islam è una religione violenta e conquistatrice che spinge chi la pratica ad aggredire i propri vicini per imporgli la propria fede? fateci capire…

    1. Un conto è una vignetta satirica rivolta a chicchessia e un conto è una vignetta chiaramente volta a instillare odio. Non generalizziamo o banalizziamo le cose, perché è proprio la generalizzazione la prima causa di questo problema.

      Che noi si sappia gli unici che minacciano un giorno si e l’altro pure di bombardare Israele, ci cancellarla dalle carte geografiche e di buttare a mare tutti gli ebrei è l’Iran. Non ci risulta che altri (tantomeno noi) invochino bombardamenti devastanti sull’Iran. Se si è detto qualcosa in merito a bombardamenti sull’Iran si è detto SOLO sulle centrali atomiche. Poi quella delle “bombe atomiche tattiche” proprio è una sua fantasia.

      In merito all’Islam, ogni volta che noi lo abbiamo criticato abbiamo argomentato, non lo abbiamo mai fatto in maniera ideologica come invece ci pare faccia lei. Se intende contrastare le nostre argomentazione è liberissimo di farlo nel merito, cosa che spesso chi critica Israele o le altre religioni non fa preferendo la solita menata ideologica ad argomentazioni chiare. Sostenere, come fa lei, che “la religione ebraica è un credo profondamente razzista” non solo è antisemita, dimostra una estrema ignoranza che non sappiamo se dettata da pura ideologia antisemita o da semplice ignoranza. Israele, cioè lo Stato ebraico, è l’unico Stato in Medio Oriente dove chiunque di qualsiasi religione gode di tutti i Diritti. In Israele ci sono parlamentari arabi che hanno addirittura fomentato gli attacchi contro gli israeliani. Conosce un altro Paese nella regione dove tutto questo è possibile?

    2. È la premessa che è sbagliata: gli unici che chiamano alla distruzione di un paese, dei suoi abitanti e di tutti gli ebrei sono islamici (capi politici, militari, imam ecc.); l’unico paese che afferma un giorno sì e l’altro pure che un’altra nazione sarà distrutta è l’Iran. Un Iran nucleare non è la stessa cosa di un Israele nucleare (o di un Australia nucleare tanto per fare un esempio) e la differenza passa inosservata solo a chi vede Israele come fumo negli occhi. L’Iran potrebbe usare sul serio il suo arsenale atomico, data il suo messia esimo da fine dei tempi e anche per un semplice calcolo brutale: l’Iran può sopravvivere a un attacco atomico, Israele no vista la sua modestissima estensione. La sua premessa presuppone una simmetria che non esiste. La religione ebraica pur non essendo universalista (infatti non pratica il proselitismo) non è affatto razzista anche perché da tempi immemorabili (e in particolare dall’epoca dell’esilio) i maestri si dedicano all’interpretazione dei testi, da questo lavoro immenso è nato il Talmud, la Mishnah ecc. e la Torah non è considerata increata come il Corano e dunque intoccabile: la Torah è parola di Dio ma appartiene agli uomini, per cui anche quelle affermazioni che piacciono tanto ai detrattori dell’ebraismo come lei, perché violente e aggressive, vengono contestualizzate e interpretate, non assunte come principi in modo letterale. Nel mondo ebraico non c’è nessuna chiamata alla violenza all’odio e alla distruzione, cosa che accade quotidianamente a varie latitudini nel mondo islamico. E le ricordo che gli ebrei palestinesi combatterono al fianco degli alleati nelle Brigate ebraiche mentre corpi speciali di musulmani affiancarono le SS e nel corso della II guerra mondiale si stabilì una proficua alleanza tra il Terzo Reich e i paesi arabi. Per cui la sua equivalenza è palesemente fuori luogo. Personalmente ritengo che l’Islam, se non passa per una riforma, sia e sarà la tragedia dei nostri tempi; ma siccome distinguo le ideologie dagli individui e credo nel principio di libertà e di responsabilità individuale, non affermerei mai che gli islamici vadano sterminati !!! Purtroppo la stessa cosa non accade nel mondo islamico, dove la nozione di individuo e di ragione hanno ben poco peso

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