Ieri l’ex vicepresidente nigeriano Atiku Abubakar nel commentare le stragi segnalate in alcune parti degli stati di Kwara, Katsina e Benue, ha detto che ci troviamo di fronte a un’ulteriore prova che la Nigeria si è trasformata in un “campo di sterminio”.
In Nigeria, negli Stati dove sono più presenti i gruppi islamisti, si segnalano “sepolture di massa” il tutto nel più assoluto silenzio dei gruppi di difesa per i Diritti Umani, che addirittura minimizzano sul fatto che il 90% delle vittime sia cristiana. I pacifisti nemmeno lo sanno dov’è la Nigeria.
Come d’altro canto non sanno dove sia il Sudan, altro gigantesco campo di sterminio che ogni giorno macina vittime a migliaia, dove milioni di persone sono veramente alla fame e dove non si negozia se far entrare o no centinaia di camion di aiuti come a Gaza, no, qui si tratta se far passare qualche decina di camion per milioni di affamati. Ma naturalmente il disinteresse mondiale a questa carneficina sembra una cosa normale.
E del Congo (la Repubblica Democratica) ne vogliamo parlare? Nell’est del Congo da anni siamo di fronte a un genocidio vero e proprio. Negli ultimi anni si stima siano morte milioni di persone (milioni) sia direttamente per i conflitti che per ragioni ad essi collegate. Tutta l’aerea è un campo di sterminio a cielo aperto. Non ci sono stime ufficiali per il 2025 ma le Nazioni Unite parlano di migliaia di vittime. Ma nelle mappe dei pacifisti il Congo non c’è.
Come non c’è l’Iran. 37.000 trucidati a sangue freddo in soli due giorni (e chissà quanti di cui non abbiamo contezza). Non un solo pacifista è sceso in strada per mostrare la propria indignazione. Teheran come tutte le grandi città iraniane con le strade piene di cadaveri. Un campo di sterminio di 1.648.195 km² che per i pacifisti non esiste.
L’Ucraina. Mai visto un pacifista scendere in piazza per l’Ucraina? Mai sentito un pacifista chiedere l’arresto di Putin? Quella guerra ha fatto milioni di morti. Intere città rase al suolo. Milioni di persone al freddo con temperature a -20. Un campo di sterminio immenso nel cuore dell’Europa. Ma nemmeno l’Ucraina esiste nel mappamondo dei pacifisti.
Ma poi l’Afghanistan dove le donne non esistono, milioni di fantasmi coperti da lenzuola nere e pesantissime. Il Shael, ormai nelle mani del fondamentalismo islamico e dove essere cristiani è una condanna a morte. Sono tanti i campi di sterminio di cui i pacifisti si disinteressano.
In compenso c’è Israele. Dove c’è lo Stato Ebraico o qualcosa anche solo minimamente riconducibile a Israele o all’ebraismo, c’è il pacifismo, le bandiere per la pace e le manifestazioni oceaniche. Boicottaggi, flotille, presidi, assalti all’ebreo, divieto di espressione (se si è ebrei o amici degli ebrei). Qui i pacifisti abbondano. I difensori dei Diritti Umani, quelli che urlano al genocidio di cui però non si trovano i cadaveri.
E se provi a far notare l’incongruenza tra il pacifismo vero, che dovrebbe scendere in piazza per tutti o almeno per i campi di sterminio più evidenti, e quello prettamente anti-ebraico ti accorgi subito che nel loro mappamondo c’è solo Israele, c’è solo “free Palestine” e odio, tanto odio verso ogni cosa che sia ebraica.


