Manifestazione anti-bahai in Iran

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con il voto favorevole del governo italiano, ha approvato nei giorni scorsi un’importante risoluzione (A/C.3/73/L.42) che condanna la violazione dei diritti umani in Iran, in particolare nei confronti delle minoranze religiose, come cristiani, bahá’í, ebrei e musulmani sunniti, invitando inoltre le autorità iraniane a liberare i leader della Comunità bahá’í ingiustamente imprigionati nel Paese.

E’ quanto afferma in una nota l’assemblea spirituale della Comunità Bahá’í d’Italia.

«Esprimiamo – spiega il responsabile relazioni esterne dei Bahá’í italiani, Guido Morisco – il nostro ringraziamento al governo italiano, e nello specifico al ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, per la significativa presa di posizione assunta in sede Onu volta a richiamare al rispetto dei più elementari diritti umani. E’ inaccettabile che alcune persone siano perseguitate solo e soltanto per il proprio credo religioso ed è ancor più intollerabile che ciò avvenga nei confronti di una comunità, quella bahá’í, che proprio in Iran conobbe le sue origini nel lontano XIX secolo».

«Purtroppo l’Iran non è l’unico Paese in cui i bahá’í sono costretti a subire persecuzioni. Di recente, gli italiani hanno mostrato grande vicinanza alla Comunità Bahá’í, sottoscrivendo con oltre 65mila firme la petizione lanciata online per chiedere la liberazione di Hamed bin Haydara, membro bahá’í ingiustamente imprigionato e condannato a morte in Yemen, dove altri ventiquattro nostri fratelli rischiano la vita. Rivolgiamo dunque un appello ai vertici delle nostre istituzioni perché tengano alta l’attenzione su questa grave emergenza in sede internazionale, non facendo sconti di fronte a simili violazioni dei diritti umani fondamentali», conclude Morisco.