Di Mariam Wahba – Droni che trasportano armi e altri beni di contrabbando stanno sorvolando il confine egiziano e penetrando nel cuore di Israele. Dopo mesi di ripetuti avvistamenti e intercettazioni, la Knesset, il parlamento israeliano, si riunirà il 15 ottobre per una “discussione urgente” sulle infiltrazioni dei droni.
Tra il 16 luglio e il 25 agosto, la Brigata Paran delle Forze di Difesa Israeliane, l’unità di difesa responsabile del confine tra Israele ed Egitto, ha registrato 384 incidenti di violazione da parte di droni, con centinaia di avvistamenti aggiuntivi.
La portata di questa minaccia sottolinea la vulnerabilità del confine meridionale di Israele e i limiti della volontà o della capacità del Cairo di frenare le reti di traffico di armi e droga che operano nel Sinai. Sebbene Israele abbia investito in recinzioni e sorveglianza, i droni rappresentano una nuova sfida.
La questione offre agli Stati Uniti l’opportunità di incoraggiare Israele ed Egitto a coordinarsi più strettamente, compiendo un primo passo verso il ripristino di un rapporto teso.
Una lunga storia di contrabbando attraverso il confine
Il contrabbando è stato a lungo una sfida per la sicurezza lungo i circa 200 km di confine meridionale di Israele con l’Egitto. I droni, tuttavia, hanno trasformato la portata e l’urgenza del problema.
A differenza dei tunnel o del contrabbando con veicoli, i droni possono superare le lacune di sorveglianza e consegnare i carichi direttamente oltre il confine eludendo recinzioni, strade e tradizionali schemi di pattugliamento.
Il problema si è aggravato alla fine del 2024, quando le forze israeliane hanno intercettato una serie di droni carichi di armi il 20 ottobre, il 31 ottobre e il 27 novembre. Gli incidenti sono continuati anche nel 2025. Le truppe israeliane hanno recuperato pistole e fucili d’assalto dai droni abbattuti.
Nel frattempo, i funzionari egiziani hanno respingendo le accuse secondo cui sarebbe in atto un contrabbando tramite droni o altri mezzi.
Il Sinai come terreno fertile per il terrorismo e l’estremismo
La penisola del Sinai, la massa continentale che collega l’Egitto e Israele, è stata a lungo un focolaio di terrorismo. Al suo apice negli anni 2010, l’insurrezione contro lo Stato egiziano nel Sinai ha ospitato affiliati dell’ISIS, altre cellule jihadiste e reti criminali radicate che hanno sfruttato la debole governance del territorio. Le campagne di controinsurrezione egiziane hanno ridotto le capacità dei militanti in alcune zone, ma persistono lacune di governance, rivendicazioni tribali ed emarginazione economica.
L’aumento del contrabbando tramite droni sottolinea che i militanti e i trafficanti si stanno adattando più rapidamente di quanto le forze di frontiera egiziane siano in grado di rispondere, mantenendo il territorio come base per minacce che si riversano su Israele.
Washington dovrebbe esercitare pressioni sull’Egitto affinché cooperi con Israele sulla sicurezza delle frontiere
L’Egitto e Israele condividono un chiaro interesse reciproco a garantire la sicurezza di questo confine. Israele cerca di fermare le incursioni dei droni, mentre l’Egitto vuole evitare azioni unilaterali israeliane sul suo territorio che potrebbero aumentare le tensioni. Tuttavia, l’incapacità del Cairo di affrontare la questione rappresenta un dilemma per Gerusalemme. Il fatto che Israele abbia portato la questione al dibattito alla Knesset segnala una crescente impazienza per il ritmo e la portata della cooperazione in materia di applicazione della legge.
Per Washington, questa questione rappresenta un’opportunità per spingere Israele ed Egitto verso un coordinamento più stretto sulla sicurezza dei confini e rafforzare la stabilità regionale. Facilitando la condivisione di informazioni, promuovendo pattugliamenti congiunti e sostenendo l’impiego di tecnologie anti-drone, gli Stati Uniti possono aiutare entrambi i partner a colmare le lacune nell’applicazione della legge, smantellare le reti di traffico illegale e ridurre il rischio che i droni vengano utilizzati per trasportare armi o contrabbando in Israele.


