Middle East

Il Kurdistan preso tra tre fuochi. Il silenzio americano

Regione del Kurdistan (Rights Reporter) – Il Presidente russo, Valdimir Putin, ha confermato che durante un colloquio telefonico con il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, hanno discusso del recente referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno e che Russia e Turchia sono contrarie a qualsiasi separazione della regione curda dall’Iraq. Lo riferisce l’agenzia TASS.

«Siamo d’accordo sulla preservazione dell’integrità territoriale dell’Iraq e della Siria» ha detto Putin secondo la nota della TASS. «Il referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno non è legale» ha poi aggiunto il Presidente russo.

Cresce la pressione sul Kurdistan da parte della Turchia e dell’Iraq

Intanto cresce ora dopo ora la pressione turca sul Kurdistan iracheno. Questa mattina la Turchia ha invitato i propri cittadini che a vario titolo si trovano nel Kurdistan iracheno a lasciare subito la regione prima che i voli da e per il Kurdistan vengano sospesi e prima che la situazione militare precipiti. Da diversi giorni i militari turchi hanno dato il via a “esercitazioni militari” lungo il confine con il Kurdistan iracheno, un modo di fare pressione sul Governo di Erbil affinché rinunci a dichiarare l’indipendenza della regione. Ieri il Governo di Baghdad ha annunciato invece di aver inviato rinforzi militari nel nord del Paese i quali dovrebbero prendere il controllo delle cosiddette “zone contese” attualmente in mano ai Peshmerga curdi che le hanno liberate dallo Stato Islamico. La zona calda è quella di Kirkuk, ricchissima di petrolio, che i curdi vorrebbero annettere al loro territorio ma che Baghdad si rifiuta di cedere anche se ad averla liberata sono stati i Peshmerga curdi. Ad Erbil c’è la sensazione di essere finiti in una specie di morsa con a nord l’esercito turco, a sud quello iracheno e ad est le milizie sciite agli ordini di Teheran.

Intanto in tutto questo drammatico evolvere della situazione spicca il silenzio americano. Gli Stati Uniti appoggiano sia l’Iraq che il Kurdistan nella lotta allo Stato Islamico e anche gli americani si erano detti contrari al referendum sulla indipendenza del Kurdistan affermando che non fosse il momento di tenerlo senza tuttavia rinnegare il Diritto alla autodeterminazione del popolo curdo. Ma il loro silenzio sulla escalation a cui si sta assistendo nella regione del Kurdistan non è giustificato dalla precedente presa di posizione e lascia basiti i vertici curdi che almeno dagli americani si aspettavano una qualche forma di appoggio anche considerando i risultati avuti dai Peshmerga nella guerra allo Stato Islamico.

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