Società e cronaca

La campagna iraniana per portare Jeremy Corbyn a Downing Street

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Sapevamo dei sospetti sulle interferenze russe nelle presidenziali USA e nel referendum sulla Brexit. In merito sono state scritte tonnellate di parole. Quello che non potevamo sapere (anche se lo dovevamo sospettare) era l’interesse iraniano per prossimo inquilino di Downing Street.

A rivelare l’interesse di Teheran alla politica britannica e in particolare a favorire l’ascesa di Jeremy Corbyn è il The Jewish Chronicle che con un articolo di Daniel Sugarman ci racconta come Russia e Iran cerchino, attraverso i social media, di portare Corbyn a Downing Street in quanto ritenuto “amico” di Teheran e utile alla causa russa.

Il The Jewish Chronicle pone l’accento su migliaia di Twitt di provenienza russa e iraniana (soprattutto su questi ultimi) i quali supportano apertamente Jeremy Corbyn. Pure su Facebook gli iraniani sono molto attivi nel promuovere il capo dei laburisti britannici con pagine apparentemente britanniche come “The British Left” ma gestite da iraniani attraverso le quali veicolare messaggi a favore del leader laburista giudicato “molto amichevole” nei confronti dell’Iran.

In un articolo apparso sul Jerusalem Post il 25 settembre 2017 Caroline B. Glick spiega i motivi per i quali l’Iran appoggia Jeremy Corbyn. Scrive la Glick: «Corbyn è un antisemita. Si riferisce a Hezbollah e Hamas – due gruppi terroristici che sostengono apertamente il genocidio degli ebrei del mondo e l’annientamento dello stato ebraico – come “i nostri amici”». Chi meglio di Corbyn potrebbe servire la causa iraniana?

Questa mattina ne parla dettagliatamente anche Robert Philpot sul Times of Israel spiegando come una eventuale ascesa di Jeremy Corbyn a Downing Street potrebbe «riorientare la politica britannica in Medio Oriente a favore di Teheran». Scrive Philpot: «Non è difficile capire perché la Repubblica islamica potrebbe essere desiderosa di vedere Corbyn a Downing Street. I legami del leader laburista con l’Iran non sono certamente passati inosservati nel Regno Unito». Philpot calza la mano in particolare sui legami tra Corbyn e Press Tv, una televisione iraniana ora messa al bando in Gran Bretagna, ricostruendo le mostruosità e le fake news dette dal leader laburista ai microfoni iraniani e in altri contesti riconducibili alla sinistra britannica (sarebbe molto utile alla sinistra italiana che dice di volersi rifare alle idee di Corbyn leggere con attenzione la precisa ricostruzione fatta da Robert Philpot sul TOI. Rimettiamo anche il link già inserito sopra per favorire la lettura).

Come giustamente fa notare proprio Robert Philpot, l’Iran non è la Russia, non ha le stesse capacità di Mosca di influenzare attraverso i social le politiche mondiali (una cosa pericolosissima su cui torneremo), ma l’evidente desiderio di vedere il leader laburista al timone di una delle più grandi potenze mondiali è comunque una cosa da non sottovalutare che va tenuta sotto stretto controllo.

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