Com’è noto, la NATO è nel mirino degli antioccidentalisti. L’organizzazione difensiva nata il 4/4/1949 è considerata da questi una sorta di combriccola di malviventi che scatena guerre a destra e a manca. In molti sostengono o hanno sostenuto, vedi Papa Francesco, che l’aggressione russa all’Ucraina sia dovuta all’abbaiare della NATO presso i confini della Federazione russa.
Quando l’URSS tentò di entrare nella NATO
Nel lontano 1954 l’URSS chiese di entrare a far parte della NATO. Era il 31 di marzo del 1954, Stalin era deceduto da un anno (5 marzo 1953). Per Mosca il Trattato Nord Atlantico possedeva una natura aggressiva, per come stavano i rapporti in quel momento, ma con l’adesione dell’URSS le cose avrebbero potuto prendere sicuramente un’altra piega. Promotore convinto dell’entrata dell’URSS nella NATO era il ministro degli esteri URSS Vjačeslav Molotov, lo stesso che nel 1939 aveva sottoscritto il famoso patto con il ministro degli esteri tedesco Joachim von Ribbentrop1. Fu Molotov a inviare un promemoria2 a Georgij Malenkov, all’epoca presidente del partito e al segretario generale del Partito Comunista Nikita Krusciov, nel quale spiegava che, “se la dichiarazione del governo sovietico avesse incontrato un atteggiamento positivo da parte delle tre potenze occidentali3, ciò avrebbe significato un grande successo per l’Unione Sovietica poiché l’adesione dell’URSS al Patto Atlantico a determinate condizioni avrebbe cambiato radicalmente il carattere del patto”.
L’intento non dichiarato
Leggendo per intero il suddetto promemoria di Molotov si evince abbastanza chiaramente l’intento sibillino di entrare nella NATO per destabilizzare o, quanto meno, attenuare gli intenti politici ed economici della stessa. L’URSS avrebbe posto delle condizioni non conciliabili con i principi e i propositi statutari della N. In particolare avrebbe indebolito il movimento del capitalismo democratico tanto sostenuto dall’Occidente. Tuttavia, le potenze occidentali, nel maggio del 1954, rigettarono la proposta dell’URSS e questa il 14 maggio del 1955 fondò il Patto di Varsavia in netta opposizione al Patto Atlantico del Nord.
Nel 2000
Nel 2000 Putin rilascia alla BBC un’intervista nella quale sostiene: «La Russia appartiene alla cultura europea, e non riesco a immaginare il mio paese separato dall’Europa, o, come spesso diciamo, dal “mondo civilizzato”. Per questo motivo faccio fatica a immaginare la Nato come un nemico».
Questa dichiarazione era accompagnata, probabilmente, dal desiderio di aderire all’Alleanza atlantica, ma ancora una volta a determinate condizioni. George Robertson, segretario generale della Nato dal 1999 al 2003, racconta che Putin, da poco eletto primo ministro russo, chiese: «Quando ci inviterà a unirci alla Nato?». «Beh, non invitiamo le nazioni a unirsi alla Nato» rispose Robertson, «fanno domanda per unirsi alla Nato». E allora Putin: «Non staremo in coda con molti paesi che non contano». La Federazione russa, a differenza dell’URSS, non ha mai formulato ufficiale richiesta di adesione alla NATO e sappiamo come sono andate le cose. Tuttavia, va detto che Silvio Berlusconi ha fortemente voluto e facilitato l’accordo NATO-Russia del 2002 a Pratica di Mare, che ha istituito il Consiglio NATO-Russia. Questo accordo ha permesso alla Russia di entrare a far parte del “Consiglio a 20” per cooperare in settori come la lotta al terrorismo, ma non ha mai previsto l’adesione piena della Russia all’alleanza atlantica. Al netto del brevissimo e non esaustivo excursus storico della vicenda Russia-NATO è opportuno ricordare chi è Putin.
Vladimir Vladimirovič Putin
Il Presidente Putin, classe 7 ottobre 1952, è un uomo nato e cresciuto nell’Unione sovietica e in quell’ideologia è cresciuto fino a raggiungere il vertice dirigenziale del KGB. Nella sua visione del regime sovietico Stalin è un grande statista mentre Mihail Sergeevic Gorbacëv si è reso responsabile di un’immane catastrofe storica: la dissoluzione dell’impero sovietico. Il primo è quello che ha governato l’Unione sovietica con il terrore e affamato fino alla morte circa sei milioni di ucraini nel 1933 (Holodomor). A mio parere è assai difficile trovare una coerenza logica fra la dichiarazione rilasciata alla BBC nel 2000, l’ammirazione per Stalin e il fastidio per Gorbacëv.
L’impegno della NATO verso l’URSS
Nel 1999 entrarono nella NATO: la Repubblica ceca, l’Ungheria e la Polonia. Nel 2004 fu il turno di Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovenia, Slovacchia e Romania. Questo allargamento della NATO non andò giù a Putin e ha più volte ribadito che l’organizzazione occidentale veniva meno al suo impegno preso nel 1990 con Gorbachev con il quale si stabilì che la NATO non si sarebbe ulteriormente allargata verso est. Tale impegno risalirebbe a quando l’allora Segretario di Stato americano James Baker visitò l’Unione Sovietica per negoziare la riunificazione della Germania e propose all’allora leader sovietico Mikhail Gorbachev che gli Stati Uniti e la NATO avrebbero garantito che la giurisdizione e la presenza militare della NATO non si sarebbero mosse di un centimetro a est dopo la riunificazione della Germania4». Sta di fatto, però, che tali promesse furono solo verbali, non venne firmato nessun accordo in tal senso e, comunque, si tratta di promesse che i rappresentanti dell’Occidente fecero all’URSS, quella realtà geopolitica che si sciolse il 26 dicembre del 1991. Il 12 dicembre del 1993 si costituì la Federazione Russa5.
L’Unione sovietica e la Federazione russa
Le promesse USA e NATO fatte a Gorbachev nel 1990, promesse verbali e non accordi firmati, erano rivolte alla realtà geopolitica esistente in quel momento che era l’Unione sovietica ma questa cessò di esistere il 26 dicembre 1991. La realtà geopolitica guidata da Putin e che ha aggredito l’Ucraina è un’altra cosa e si chiama Federazione russa, costituitasi il 12 dicembre 1993. Alla luce di questa evidenza storica come si può parlare di accordi traditi o promesse non mantenute? Il destinatario politico di quelle promesse non esiste più da 34 anni.
Le nazioni che sono entrate a far parte della NATO
Le nazioni entrate nella NATO, quelle di cui sopra, vi sono entrate perché da loro esplicitamene richiesto. Si tratta di nazioni sovrane che hanno liberamente e legittimamente scelto la propria direzione politica, economica e filosofica. C’è chi sostiene, però, che una volta sciolta l’Unione sovietica, quindi anche il Patto di Varsavia, si sarebbe dovuto provvedere a sciogliere anche la NATO. Si dimentica che quando è stato costituito il Patto Atlantico, il 4 aprile 1949, il Patto di Varsavia ancora non esisteva, questo è sorto il 14 maggio 1955, i due Patti non erano speculari l’uno all’altro. I principi e i propositi che hanno dato vita alla NATO non hanno perso la loro ragion d’essere con la fine dell’Unione sovietica, questi sono principi universali che vanno promossi nel mondo comunque. La NATO difende quei principi/valori contro tutte quelle regioni del pianeta nelle quali il rispetto dei diritti politici, civili e sociali viene regolarmente calpestato e a proposito di questo ricordiamoci che il comunismo è ancora presente in vaste aree del pianeta e poi ci sono le dittature teocratiche.
Riflessioni finali
Credo nella grande cultura russa, nel respiro possente del grande orso bruno che ha dato i natali a immensi scrittori come Fëdor Dostoevskij, Lev Tolstoj, Anton Čechov e tanti altri artisti. Tuttavia, non sono in grado di dire se il bolscevismo che ha connotato i 70 anni dell’Unione sovietica sia stato il parto o l’aborto filosofico-politico di quella stessa cultura. Comunque sia ecco come la pensava sulla Russia e l’Europa il grande Dostoevskij:
«Tutti quelli che avevano seguito Pietro hanno conosciuto l’Europa, hanno aderito alla vita europea e non sono diventati degli europei. Un tempo ci rimproveravano per la nostra incapacità di adattarci all’Europa. Adesso la pensiamo diversamente. Adesso sappiamo che noi non possiamo essere europei, che non siamo in condizioni di costringerci in una delle forme occidentali della vita, elaborata e vissuta dall’Europa partendo dai propri principi nazionali, a noi estranei e contrapposti, proprio come non potremmo indossare un vestito altrui, tagliato su misure diverse dalle nostre.6»
Il crollo dell’Unione Sovietica è stato una delle più grandi tragedie geopolitiche del ventesimo secolo
(Vladimir Putin, Discorso alla Duma, 2005)
1 Il Patto Molotov-Ribbentrop fu un accordo di non aggressione firmato il 23 agosto 1939 tra la Germania nazista e l’Unione Sovietica, noto come Patto Hitler-Stalin. aveva una parte pubblica di non aggressione, ma includeva un “Protocollo segreto” che stabiliva la spartizione dell’Europa orientale in sfere d’influenza tedesca e sovietica. Questo accordo permise alla Germania di invadere la Polonia e all’URSS di annettere territori come la Polonia orientale, i Paesi Baltici e la Bessarabia. Il patto fu infranto nel giugno 1941 con l’invasione tedesca dell’Unione Sovietica.
2 Il documento è reperibile presso il Centro Wilson.
3 Stati uniti, Regno unito e Francia.
4 L’accordo principale riguardò il ruolo della Germania nella NATO dopo la riunificazione. Sebbene non vi fosse un impegno vincolante contro l’allargamento, ci furono dichiarazioni e rassicurazioni verbali da parte di funzionari occidentali e dello stesso Gorbaciov, che in seguito smentì l’esistenza di un accordo specifico contro l’espansione della NATO.
5 Proclamata la propria indipendenza dall’Unione Sovietica il 12 giugno del 1991, la Russia è una repubblica federale costituita da 21 repubbliche, 49 province (oblast) e 6 territori (krai). La costituzione vigente, approvata con referendum popolare il 12 dicembre 1993, delinea una forma di governo tendenzialmente presidenziale.
6 Feedor Dostoevskij, Note invernali su impressioni estive, Feltrinelli, Milano 2020

