Perché Israele bombarda in Libano e a Gaza (spiegato semplice) 

Non è difficile, basta leggere i documenti per il cessate il fuoco in Libano e a Gaza e aspettarsi che vengano rispettati

By Franco Londei - Editor

L’informazione italiana è talmente indottrinata dalle veline di Hamas che invece di spiegare all’uomo della strada il perché Israele bombarda in Libano e a Gaza nonostante il cessate il fuoco, preferisce fare il copia-incolla dei comunicati di Hamas spacciandoli per “fonte di informazione”.  

Così ti becchi il tipo sui social che maledice Israele perché uccide un certo numero di terroristi a Gaza spacciati per civili che uscivano dai tunnel, oppure quello che «Hitler ha fatto bene» commentando l’uccisione del capo di stato maggiore di Hezbollah, Haytham Ali Tabatabai, avvenuta un paio di giorni fa alla periferia di Beirut.  

Veramente Israele viola il cessate il fuoco? Veramente viola il Diritto Internazionale? 

A parte che, siccome ultimamente la nazionale italiana non va tanto bene, invece che allenatori di calcio il belpaese si è riempito di esperti di tennis (poco male) e di Diritto Internazionale (malissimo), gente che probabilmente non ha mai letto nemmeno una riga di trattati, articoli di Diritto e studi sulla materia.  

Basta un nonnulla e questi “esperti” condannano impietosamente Israele per «violazione del Diritto Internazionale» e rimandano i leader israeliani direttamente al patibolo saltando indagini, processi e commissioni internazionali.  

Ma torniamo sull’argomento. Davvero Israele viola il cessate il fuoco in Libano e a Gaza bombardando chirurgicamente obiettivi militari o uccidendo terroristi che sbucano dai tunnel di Gaza?  

Il cessate il fuoco in Libano (in breve) 

Il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah (Libano) entrato in vigore il 27 novembre 2024 prevede che: 

  1. L’accordo prevede una tregua di 60 giorni durante i quali Israele dovrebbe ritirare gradualmente le sue forze dal Libano meridionale, mentre Hezbollah dovrebbe spostare le sue forze pesanti (armi, combattenti) a nord del fiume Litani 
  1. Durante la fase di transizione, l’esercito libanese (e i caschi blu dell’ONU, UNIFIL) dovrebbero dispiegarsi nella zona meridionale per sostituire Hezbollah. 
  1. Solo “forze ufficiali di sicurezza e militari” libanesi dovrebbero poter portare armi nella zona cuscinetto. È implicito che Hezbollah non mantenga piena libertà militare nella parte sud del Libano.  
  1. Un comitato multinazionale (USA, Francia, Libano, UN) che sorveglia l’attuazione della tregua 
  1. Israele si è riservato il diritto di “azioni di autodifesa”: l’accordo non impedisce completamente operazioni contro obiettivi che vengono considerati una minaccia, anche dopo l’inizio della tregua 
  1. Hezbollah deve disarmare e consegnare le armi all’esercito regolare libanese il tutto sotto il controllo del Governo di Beirut 

Ora, vorrei far notare agli “esperti” di Diritto Internazionale che dopo un anno dall’entrata in vigore della tregua i punti 1, 2, 3, 5 e 6 dell’accordo non sono stati rispettati da Hezbollah. Anzi, è certo che l’Iran ha fatto avere ai terroristi libanesi almeno un miliardo di dollari in contanti per pagare gli stipendi e risarcire le famiglie delle vittime, oltre che ad un certo numero di armi pesanti.  

Non solo, Hezbollah ha fatto sapere ufficialmente di rifiutare il disarmo delle milizie arrivando a minacciare il governo libanese che se l’esercito avesse provato a disarmare i terroristi con la forza il rischio di una guerra civile sarebbe stato “elevatissimo”.  

Quindi, siccome nessuno sembra in grado di far rispettare quanto deciso con il cessate il fuoco firmato il 27 novembre dell’anno scorso (esercito libanese, governo libanese e UNIFIL), Israele bombarda i luoghi dove sono nascosti gli arsenali di Hezbollah. Ergo, non è Israele che viola il cessate il fuoco ma è Hezbollah.  

Il cessate il fuoco a Gaza tra Israele e Hamas (molto in breve) 

Il cessate il fuoco è entrato in vigore il 19 gennaio 2025, secondo l’accordo negoziato con la mediazione di Stati Uniti, Egitto e Qatar. 

Esso è articolato in tre fasi in parte ancora fumose: Fase 1) liberazione da parte di Hamas degli ostaggi vivi e restituzione dei corpi degli ostaggi morti. In cambio Israele ha liberato centinaia di terroristi e si è ritirato dietro la cosiddetta “linea gialla” Fase 2) Qui Hamas dovrebbe consegnare le armi e consegnare il potere nelle mani di un non ben precisato comitato che dovrebbe essere arabo o almeno musulmano (ma non sembra ci siano paesi disposti a farlo a parte la Turchia e il Qatar. Israele dovrebbe ritirarsi ancora un po’ lasciando solo una zona cuscinetto Fase 3) prevista una fase di ricostruzione di Gaza, su un arco di tempo pluriennale (3-5 anni), con supervisione internazionale. 

Bene, conclusa la fase 1 Hamas rifiuta di consegnare sia le armi che il potere, anzi, in pochi giorni ha eliminato a sangue freddo chiunque vi si opponesse e sta cercando di riorganizzarsi e riarmarsi.  

Per questo motivo Israele cerca di impedire ad Hamas di armarsi nuovamente e di detenere il potere, cioè cerca di far rispettare il cessate il fuoco, non di violarlo. Opera in regime di legittima difesa.  

Perciò sarebbe una buona cosa che quando sui giornali leggete che «Israele bombarda Beirut» oppure che «bombarda Gaza» vi chiediate il perché e, soprattutto, vi chiediate come mai nessuno di quegli stessi media evidenzia i motivi per cui lo fa ma preferisce incolpare lo Stato Ebraico.

Share This Article
Follow:
Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Fondatore di Rights Reporter