Hezbollah non rispetta i patti, ma la colpa è di Israele

By Sarah G. Frankl - Writer

Allarmi, Israele è tornato a bombardare dalle parti di Beirut. Ha ucciso il numero due di Hezbollah e tutti i media di tutto il mondo, come fossero una voce univoca, lanciano preoccupati segnali di pericolo che Gerusalemme possa riprendere la guerra contro il Partito di Dio armato e finanziato dall’Iran.

L’allarme è che Israele possa riprendere la guerra, non che Hezbollah non ha mai rispettato quanto deciso in sede di cessate il fuoco. L’allarme è che Israele bombarda postazioni di Hezbollah dove si nascondono armi e si pianificano attacchi, non che il Partito di Dio rifiuta di disarmarsi come convenuto nel cessate il fuoco. L’allarme sono gli attacchi israeliani su postazioni di Hezbollah a sud del fiume Litani, non che quelle postazioni non ci dovrebbero essere.

La settimana scorsa sono stata a trovare alcuni parenti nel nord di Israele e siamo andati a vedere la situazione nel kibbutz di Ya’ara. In queste zone la tensione è calata pochissimo rispetto al periodo della guerra. In molti kibbutz di confine la gente è rientrata ma la sicurezza è “pesante”.

Non c’è solo Hezbollah a mettere paura, ci sono anche i palestinesi provenienti dai campi di Rashidieh o da Burj al-Shamali, ambedue vicini a Tiro, dove non ci sono più i controlli che impedivano ai palestinesi di andare in giro per il sud del Libano. Anzi, adesso li invitano a uscire e, se tante volte volessero, a tentare di entrare in qualche kibbutz per innescare il terrore.

Uno dei motivi per i quali Israele mantiene la sua presenza in diversi punti del sud del Libano è proprio per ridurre il rischio che Hezbollah oppure i palestinesi legati ad Hamas o alla Jihad Islamica, possano compiere attacchi contro i kibbutz di confine appena ripopolati.

Però per stampa e consesso mondiale è Israele che non rispetta i patti, è Israele che mantiene i suoi militari a protezione dei civili e non dovrebbe farlo perché è brutto impedire ai terroristi di uccidere ebrei. Non è di tendenza.

Ieri l’IDF ha ucciso il capo di stato maggiore di Hezbollah, Haytham Ali Tabatabai, lo ha fatto con un attacco aereo mirato nella periferia meridionale della capitale libanese, Beirut. Subito le cornacchie hanno iniziato a strepitare: “escalation”, “Israele cattivo”, “free Palestine” che non c’entra niente con Beirut ma fa tendenza. Peccato che il buon samaritano Tabatabai stava riorganizzando Hezbollah, riarmandolo in maniera massiccia proprio sotto gli occhi dei libanesi che invece dovrebbero impedirlo, anzi, dovrebbero disarmare completamente il gruppo terrorista sciita. Ma indovinate di chi è la colpa? Chi sarà il cattivo?

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Vive nel sud di Israele. Responsabile della redazione e delle pubblicazioni Breaking News. Cura i social di Rights Reporter. Esperta del settore informatico. Hacker Etica