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Missili Iskander di fabbricazione russa in Siria. Cosa sono e perché sono la

Arriva la conferma che la Russia ha schierato il sistema missilistico Iskander in Siria. Ma di cosa si tratta e a cosa serve?

La pagina twitter di Image Sat Intelligence (ISI – @ImageSatIntl) di pochi giorni fa, mostra la foto satellitare della base di Hmeimim in Siria, con la presenza del sistema missilistico russo Iskander. Dalla foto si possono vedere indicati il veicolo da trasporto e quello lanciatore dei missili.

La base russa di Hmeimim si trova nel governatorato di Latakia, mentre a sud nel Governatorato di Tartus c’è l’omonima base della marina russa. A quanto pare non si tratta di una brigata completa ma di un distaccamento, usata per lo più come deterrente in caso di minaccia.

L’Iskander (SS-26 “Stone” dalla NATO, dove SS sta per Surface to Surface Missile, missile terra-terra) è un sistema balistico mobile tattico adatto per colpire obbiettivi a breve-media distanza, fissi o in movimento come bunker, aeroporti, batterie di missili, mezzi corazzati e treni, la cui testata dei missili 9M723-1 (Iskander M) può essere convenzionale (con ordigni a grappolo, a frammentazione, elettromagnetiche) o nucleare.

Ha una gittata di 300 km ma con un boost supplementare arriva quasi a 500 km. E’ in grado di eludere le difese avversarie con “civette” ingannatrici o falsi bersagli.

Tutto il sistema è costituito da un TEL (Transprter Erector Launcher, il mezzo lanciatore) con due missili, un veicolo da trasporto e carico più un altro di comando e controllo. Per il lancio occorrono tre uomini con una prontezza operativa di cinque minuti.

Entrato in servizio nel 2006, dal 2007 ne esiste la versione evoluta dotata di ali, la Iskander K, con missili 9M728 che hanno una gittata da 500 km e oltre (secondo alcune fonti si dice che possono arrivare fino a 1500 km) con il TEL in grado di lanciarne fino a quattro.

Questi missili sono presenti in Europa al confine con i paesi della NATO, soprattutto nell’enclave russa di Kaliningrad, tra Lituania e Polonia.

La presenza di questo sistema missilistico in Siria (pare siano presenti dal 2017) è da considerare come deterrente: una base militare deve essere protetta oltre che da sistemi difensivi anche offensivi, soprattutto se ci si trova in un teatro di guerra con vari attori in campo.

Difficilmente un sistema simile verrà utilizzato per distruggere covi di terroristi, visto che esistono ancora piccole sacche di resistenza. Non stupirebbe una possibile cessione alla Siria in futuro, nella variante Iskander E.

Né la NATO, in Europa Orientale, né Israele stanno a guardare. Nel 2018 è entrato nelle fila delle IDF il Sistema Fionda di Davide (Kelah Da’avid in ebraico, David’s Sling in inglese), un sistema mobile contro i missili balistici campali a medio raggio, sia contro gli Iskander sia contro i DF-15 o gli SS-21 di cui è dotata la Siria. Israele dispone di una copertura missilistica completa che va dall’Iron Dome contro i razzi, all’Arrow contro i missili intercontinentali nucleari.

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