Poniamo il caso che abbia un appartamento di 90 mq in un condominio. Proprio confinante con me un signore prepotente ha un appartamento molto più grande del mio e ha più volte mostrato interesse ad almeno una parte del mio appartamento.

Naturalmente io non ho nessuna intenzione di cedere una parte della mia abitazione, nonostante le insistenze e le minacce del mio prepotente vicino.

Una mattina mi alzo e trovo parte del mio appartamento occupato dal mio vicino e quando vado per protestare i suoi sgherri mi picchiano violentemente e minacciano di occupare anche il resto della mia abitazione se non accetto quella parziale occupazione.

Convinto che la legge sia dalla mia parte mi rivolgo alla giustizia per denunciare il mio violento e prepotente vicino.

La legge tuttavia, pur dandomi ragione, appare restia ad intervenire. Tergiversa, mi assicura appoggio morale, mi dice anche che mi darà qualche bastone per proteggermi dagli sgherri del mio vicino, ma non intende andare oltre.

Anzi, dopo qualche giorno che io e il mio vicino ci prendiamo a botte ed io le prendo senza tuttavia cedere, mi consigliano di trattare con lui e, per evitare che mi occupi l’intero appartamento, di cedergli la parte alla quale lui aveva mostrato interesse e che aveva illegalmente occupato.

Riassumendo, tutti mi danno ragione, tutti capiscono che il mio vicino ha occupato il mio appartamento illegalmente ma, onde evitare guai peggiori, tutti mi consigliano di smetterla di opporre resistenza e di cedere alla sua prepotenza.

Ora, quello che ho cercato di fare poco sopra è stato spiegare (senza vignette) com’è la situazione tra Russia e Ucraina. Ho cercato di spiegare che c’è un prepotente e c’è una vittima, che c’è un attaccante e c’è un attaccato.

E quando sento gente che chiede a gran voce la pace ma non vuole dare armi all’Ucraina per difendersi dall’invasione russa, credo che queste persone confondano la parola “pace” con la parola “resa”, che facciano cioè lo stesso errore che fece Neville Chamberlain nel 1938 quando credette di poter placare Hitler con delle concessioni.

Se oggi qualcuno pensa di poter placare Putin con una parte (se non tutta) dell’Ucraina allora non ha capito cosa e chi ha davanti.

Se oggi ci mostriamo deboli, Putin non si fermerà all’Ucraina e dopo Kiev vorrà garantirsi altri territori, altre zone d’influenza. E non è detta che siano lontani da casa nostra.

E allora si manifesti pure per la pace, a patto però che pace non voglia dire resa, che non voglia dire pace a tutti i costi, anche a costo di cedere ai prepotenti. La pace spesso si ottiene combattendo, altrimenti a quest’ora avremmo parlato tutti tedesco.

Author