Editoriali

ONU: non un voto su Gerusalemme ma per giustificare il Jihad che verrà

Parliamoci chiaro, il voto di ieri alle Nazioni Unite su Gerusalemme al lato pratico non cambia nulla. Come ha detto ieri il Premier israeliano, Benjamin Netanyahu, Gerusalemme rimarrà la capitale di Israele a prescindere da quello che decidono i burattini dell’ONU, Gerusalemme Est non verrà consegnata agli arabi come non cambierà la situazione degli insediamenti.

E allora a cosa è servito il voto delle Nazioni Unite fortemente voluto dalla Turchia e dallo Yemen? Per capirlo dobbiamo andare a rivedere le dichiarazioni dei leader musulmani prima e dopo il voto. Da Abu Mazen ad Erdogan passando per i leader di Hamas e agli Ayatollah iraniani tutti hanno parlato di “offesa all’islam” prima ancora che di un atto ostile verso i cosiddetti “palestinesi”. Indicativa la dichiarazione del portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Bahram Ghasemi, che ieri sera subito dopo il voto all’ONU ha attaccato le dichiarazioni dello sceicco del Bahrain, Khalid Bin Ahmed Al-Khalifa, che sempre ieri aveva detto che Gerusalemme era una questione secondaria rispetto al pericolo iraniano. «È davvero spiacevole che un paese arabo e musulmano si riferisca a una ferita lunga sette decenni sul corpo ferito del mondo musulmano come una questione secondaria» ha detto il portavoce iraniano. «La questione di Gerusalemme e la Palestina sono la massima priorità per tutto il mondo musulmano» ha concluso Ghasemi.

Ecco, è tutto il mondo islamico che viene chiamato in causa e la questione di Gerusalemme viene presentata non come una diatriba territoriale tra israeliani e palestinesi ma come una offesa all’Islam.

E il mondo islamico, specialmente quello più integralista, ha subito risposto al richiamo del Jihad, della guerra santa, invocato a gran voce dai leader musulmani su Gerusalemme. Ma per poterlo fare seriamente (il Jihad) avevano bisogno di una “certificazione”, di qualcosa che desse loro ragione ufficialmente e che giustificasse le violenze islamiche che verranno (e verranno, statene certi). E chi meglio dell’ONU per certificare il Jihad per Gerusalemme?

Ecco a cosa è servita la buffonata globale vista ieri alle Nazioni Unite, una buffonata che ha visto protagonisti anche i Paesi occidentali, Italia compresa, che si sono ben guardati dall’andare contro i desiderata musulmani. Non ci sono altre spiegazioni, né storiche né di opportunità politica. La storia, checché ne dica l’UNESCO, da ragione a Israele, e di opportunità politiche non se ne vedono visto che una decisione del genere allontana la pace nella regione, non l’avvicina.

Ma è così che i terroristi islamici diventano ufficialmente “martiri”, è così che si trasforma un folle che si fa esplodere in un autobus israeliano o che ammazza un passante israeliano con una coltellata in un martire dell’islam, magari degno di accedere ai vitalizi garantiti dalla Autorità Palestinese alle famiglie dei “martiri”. E’ così che si legalizza a livello globale il Jihad.

Questa mattina la stampa occidentale quasi all’unisono scrive che il mondo ha dato uno schiaffo a Trump. Beh, il mondo ha dato uno schiaffo a se stesso, ha scelto di stare dalla parte dei jihadisti invece che da quello della democrazia israeliana, ha scelto di cedere vigliaccamente alle pretese islamiche basate sul nulla invece che stare dalla parte delle storia vera. Questa non è diplomazia, è follia, una follia che ben presto si manifesterà in tutta la sua prepotente violenza.

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