Editoriali

Per amor del cielo fermiamoci. Pittsburgh è solo la punta dell’iceberg

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Per amor del cielo fermiamoci, fermiamoci un attimo a riflettere sulla strada che abbiamo preso in questo mondo sempre più intriso d’odio e di rancore, di ignoranza e di falsità che avvelenano la vita.

Il massacro alla Sinagoga di Pittsburgh dove un suprematista bianco al grido di “morte agli ebrei” ha ucciso a sangue freddo 11 persone che avevano come unica colpa quella appunto di essere ebrei, non è qualcosa che non ci aspettavamo. Su questo dobbiamo essere sinceri. Il mondo ebraico viene continuamente attaccato dalla estrema destra, dalla estrema sinistra, dal mondo islamico e da chiunque pensi che il nostro mondo sia fatto di complotti, di lobby, di “finanza ebraica” e di tutto quello che possa portare ad incolpare qualcuno delle nostre disgrazie. Come non aspettarci qualcosa del genere con tanto odio diffuso con ogni mezzo?

Ho visto che sui social si incolpa di tutto questo il cosiddetto “clima d’odio” impresso da Trump e dalla sua politica sovranista. Non c’è niente di più fuorviante. Il clima d’odio contro gli ebrei è quanto di più trasversale ci possa essere. Non è una questione di politica, l’odio anti-ebraico non è di destra o di sinistra, non ha un colore politico. Il maggior partito politico di sinistra britannico è guidato da una persona, Jeremy Corbyn, accusato di antisemitismo, una persona che con toni diversi dice le stesse cose che dice un qualsiasi suprematista bianco di estrema destra o quelle che dice un qualsiasi estremista islamico. Nella Francia del progressista Macron agli ebrei viene sconsigliato di andare giro con simboli che possano rivelare la loro appartenenza religiosa. In nord europa vengono chiusi i negozi kosher. Sui social circola di tutto, l’antisemitismo è dilagante, teorie del “complotto ebraico” vengono continuamente rilanciate.

Il mondo sta ripiombando negli anni trenta del secolo scorso, in quella ricerca del nemico comune che non di rado viene identificato proprio nell’ebreo, perché è più facile incolpare gli ebrei dei propri fallimenti, è più facile individuare un nemico che è tale da millenni. Non ci vuole nulla, la strada è già spianata da secoli di menzogne e leggende. L’ultima volta che qualcuno ha messo in pratica quest’odio a livello massivo sono stati uccisi sei milioni di ebrei.

Ma attenti perché antisemitismo vuol dire anche far finta di nulla quando qualcuno minaccia di sterminare un intero popolo. Il silenzio del mondo intero di fronte alle palesi minacce iraniane e del mondo islamico contro Israele è un palese tacito consenso. Il silenzio, quello stesso silenzio che circondò il massacro messo in atto da Hitler, uccide almeno quanto le parole d’odio. Il silenzio uccide quanto un’arma in mano a un folle.

L’antisemitismo e il silenzio che lo circonda sono il sintomo di una malattia che sembrava debellata con la fine del nazismo e che invece vediamo tornare prepotentemente a galla, esattamente come nel secolo scorso quando la congiuntura economica mondiale non era buona ed, esattamente come allora, chi rimane indietro ha bisogno di identificare un colpevole, qualcuno da incolpare per le sue disgrazie. E chi meglio degli ebrei si presta a questa assurda stortura?

Pittsburgh è solo la punta di un enorme iceberg che abbraccia ogni ideologia politica, ogni movimento, ogni forma di aggregazione degli scontenti.

Per amor del cielo fermiamoci, combattiamo questo cancro prima che sia troppo tardi (e forse lo è troppo tardi). Combattiamo, a partire dall’Europa teatro di quel immane genocidio che fu la Shoah. Non rimaniamo muti e inermi di fronte a chi si sente autorizzato dal silenzio degli altri a minacciare un nuovo genocidio, non lasciamo che l’odio prevarichi la ragione ancora una volta.

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