Non è stato un bello spettacolo il summit dei 27 capi di stato e di governo che ieri doveva affrontare il problema relativo alla pandemia di Coronavirus che Mario Draghi ha definito senza tanti giri di parole «una tragedia umana di proporzioni potenzialmente bibliche».

Chi si aspettava di vedere una Europa unita nel tragico momento che stiamo vivendo, nonostante le differenti visioni, è rimasto profondamente deluso.

Chi si aspettava un atto di coraggio con il via agli Eurobond o ai cosiddetti “Coronabond” ha dovuto fare i conti con il rigorismo, ormai stucchevole, di Germania, Olanda e degli altri paesi nordici.

Quando sarebbe servita veramente una Europa decisionista e conscia del terribile momento che stiamo attraversando, si è rivista l’Europa dei tatticismi, delle ripicche e dei tecnocrati del debito. Si è rivista l’Europa dei rinvii quando invece il tempo stringe perché il Coronavirus corre e con lui tutte le nefaste conseguenze della sua orribile esistenza.

Intendiamoci, non ci si poteva aspettare molto di più da questa Europa dei mediocri guidata da una presidente della Commissione come Ursula von der Leyen, la cui brutta reputazione come ministro tedesco la precede o la cui Banca Centrale è nelle mani di una Christine Lagarde che non vale nemmeno un’unghia scheggiata di Mario Draghi.

Ma siccome il Coronavirus ci ha messo di fronte a una realtà così terribile da farla paragonare ad una guerra, ci si aspettava maggior decisionismo e, soprattutto, una maggiore coesione.

Personalmente penso che quello visto ieri sia stato invece il canto del cigno di una Unione Europea mai effettivamente nata, quantomeno non come ce l’eravamo immaginata noi europeisti convinti e della prima ora.

Se nemmeno un mostro come il Coronavirus riesce a far muovere l’Unione Europea come un unico organismo pronto a dare risposte precise e immediate ad un pericolo reale e letale quale è appunto il COVID-19, allora ha ragione chi dice che questa Europa non ha più motivo di esistere.

E piange il cuore ammetterlo per chi, come il sottoscritto, ha creduto sin dall’inizio ad una Unione Europea che fosse potenza mondiale, economica, militare e morale e che invece in tanti anni ha visto solo scivolare questa unione di Stati sempre più verso una unione del nulla, una unione di semplici sovranismi. E diciamocelo, una unione di sovranismi non ha alcun senso, comunque non con queste dinamiche.

Negli ultimi anni quasi ogni Stato appartenente all’Unione Europea ha usato questo organismo per riciclare i propri politici mediocri. Federica Mogherini ne è l’esempio più lampante.

E la cosa poteva anche essere accettabile nel momento in cui i danni che potevano fare erano comunque rimediabili dalle singole cancellerie. Ma oggi no. In un momento terribile come quello che stiamo vivendo (e che vivremo nel prossimo futuro) non possiamo in tutta onestà affidarci alla mediocrità politica. Adesso servono statisti, a prescindere dal loro colore politico.

Temo tuttavia che di statisti all’orizzonte se ne vedano ben pochi. Anzi, nel momento peggiore della nostra storia dal dopoguerra a oggi, ci ritroviamo una Unione Europea con una delle peggiori classi dirigenti di sempre e non in grado di prendere decisioni se non per stabilire la misura delle zucchine.

Se le cose rimarranno così il Coronavirus ha già vinto, non c’è storia. Se invece emergeranno quegli statisti in grado di ridisegnare il futuro dell’Unione Europea allora forse qualche possibilità ce l’abbiamo.