Trump e la sua “politica di pace” con il culo degli altri

Continuo a pensare a Trump come ad un asset di Putin perché ogni pace o tregua organizzata dal Presidente americano favorisce la Russia o i suoi alleati

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Franco Londei - Editor

Chiedo scusa per il francesismo ma sinceramente non avevo altro modo per descrivere ciò che penso della cosiddetta “politica di pace” implementata da Donald Trump e dalla sua banda di inadeguati.

Dall’Ucraina a Israele, quello che sta facendo Donald Trump altro non è che la preparazione di una serie di compromessi ai danni proprio di Ucraina e Israele, compromessi che nel breve e medio periodo non faranno altro provocare danni, per non parlare del lungo periodo dove diverranno devastanti.

Con l’Ucraina il tycoon americano non è mai stato tenero, per usare un eufemismo. Personalmente continuo a pensare che sia fortemente compromesso con Putin, il quale avrebbe in mano elementi per far fare al Presidente USA praticamente tutto quello che vuole.

La tregua che Trump sostiene di star cercando di raggiungere è la stessa tregua che diceva di voler raggiungere appena insediato, cioè dare alla Russia tutto ciò che vuole. Una resa dell’Ucraina non un accordo dove il paese aggredito vuol far valere i propri diritti.

E ai trumpisti i quali sostengono che «finalmente qualcuno parla di pace» dico che stanno [volutamente] confondendo la parola “pace” con “resa incondizionata”.

Trump non cerca la pace, cerca la via per soddisfare i desiderata di Putin.

E non escludo nemmeno che anche dietro al bombardamento americano alle centrali atomiche iraniane ci sia lo zampino del “negoziatore” Putin.

Parliamoci chiaro, Trump ha imposto [ancora una volta] a Benjamin Netanyahu di fermarsi, proprio quando aveva il controllo totale sull’Iran, sui cieli e sulla terra, per la prima volta nella storia senza mettere gli scarponi sul terreno.

Era già successo con Hezbollah in Libano e con Hamas a Gaza, tregue arrivate proprio nel bel mezzo della “massima spinta”. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: Hezbollah è ancora sotto la linea del fiume Litani e cerca di riarmarsi, Hamas è ancora padrone della Striscia di Gaza.

In Iran i Guardiani della rivoluzione islamica (IRGC) grazie alla “politica di pace” di Trump stanno facendo terra bruciata di spie e collaboratori di Israele e già che ci sono stanno massacrando anche oppositori politici, giornalisti, attivisti per i Diritti Umani e via dicendo. Tutto quello che potrebbe infastidire il regime. Che bella la pace di Trump.

Tra pochi mesi, forse settimane, l’Iran sarà di nuovo ad un passo dalla bomba. L’uranio altamente arricchito è al sicuro, grazie probabilmente ad un “cordiale preavviso” del bombardamento. Un po’ come la replica iraniana contro la base USA in Qatar.

Ma solo a me sembra strana tutta questa cordialità tra Trump e gli Ayatollah? E sembrerebbe pure che Trump abbia un piano per la ripresa economica di Teheran. Cosa non riesce a fare Putin…

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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Vai al mio profilo completo