Afghanistan: massacrarono donna, graziati. Una donna non vale quattro uomini

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Non sono bastati i video che li inchiodavano alla loro responsabilità, quattro uomini responsabili della brutale uccisione di una donna accusata (a torto) di aver bruciato il Corano e condannati in prima istanza alla pena di morte, sono stati graziati oggi da una corte di appello afghana che ha commutato le loro pene a 20 anni di carcere per tre di loro e a 10 anni per un quarto uomo.

La motivazione di questa sentenza non è stata diffusa pubblicamente ma secondo fonti a Kabul alla base ci sarebbe il fatto che in Afghanistan la vita di una donna non può valere la vita di quattro uomini.

La donna, che ci chiamava Farkhunda Malikzada e aveva 27 anni, fu ingiustamente accusata di aver dato alle fiamme il Corano e fu assalita da una folla guidata dai quattro accusati e poi bruciata viva dopo aver subito indicibili violenze. All’inizio la polizia afghana, sotto forte pressione, arrestò 49 persone che avevano partecipato al linciaggio ma alla fine solo i quattro uomini accusati di averli incitati vennero processati e condannati a alla pena capitale. Ora questo dietro-front con una motivazione che, se venisse confermata, fa rabbrividire.

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