Africa Orientale: una ecatombe umanitaria completamente dimenticata

Secondo l’ultimo rapporto pubblicato ieri dall’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha) quello che sta avvenendo in Africa Orientale è una vera e propria ecatombe umanitaria. Il numero complessivo degli sfollati a causa dei conflitti e delle emergenze umanitarie si è attestato alla impressionante cifra di 11.4 milioni di persone (il dato è di settembre).

Tra questi 2,47 milioni sono rifugiati mentre i rimanenti 8,97 milioni sono rifugiati interni (IDP) in fuga continua dai conflitti e dalle carestie.

Rispetto allo scorso anno sono aumentati di 1,4 milioni il che può voler dire solo due cose:

  1. che le politiche di contenimento dei conflitti e delle emergenze non funziona affatto
  2. che la situazione è stata abbandonata a se stessa

Analizzando bene la questione ci si accorge che in realtà questa situazione è provocata dall’insieme delle due cause. Dei 4,44 miliardi di dollari promessi per far fronte alla incredibile emergenza umanitaria in tutta l’Africa Orientale ne sono stati erogati solo 2,54 (pensate che solo per Gaza hanno stanziato 5,3 miliardi di dollari) il che significa che sostanzialmente i rifugiati africani sono a tutti gli effetti rifugiati di serie B, e questo nonostante la loro situazione sia estremamente drammatica e il loro numero sia immensamente più grande di quelli a Gaza.

Anche nel campo del contenimento dei conflitti ci sarebbe da dire qualcosa. L’Unione Africana è a corto di soldi quindi non può inviare grandi contingenti di pace anche se diversi paesi sarebbero disposti a farlo (e lo hanno fatto anche attingendo a risorse proprie). L’Onu, che dovrebbe essere il maggior finanziatore dell’Unione Africana non sborsa i soldi necessari alla implementazione delle missioni di pace e, soprattutto, sia l’Onu che l’Unione Europea hanno tagliato quasi totalmente i progetti di sviluppo.

Il risultato è quello che emerge dal rapporto dell’OCHA e secondo noi è pure in difetto. Per esempio, in Ruanda ci sono 235.000 ruandesi completamente alla fame (letteralmente), in Kenya sono 1,5 milioni, nella Repubblica democratica del Congo sono addirittura 2,7 milioni. Le persone in stato di estrema povertà che non riescono a sfamarsi sono 12,8 milioni in circa 10 paesi della regione, tra cui il Sudan, Sud Sudan, Somalia, Kenya, Etiopia, Gibuti, Uganda, Ruanda e Burundi. E’ una ecatombe umanitaria.

E allora noi ci chiediamo: come mai se per Gaza la comunità internazionale ha trovato in pochi giorni 5,4 miliardi di dollari non provvede a elargire gli aiuti promessi anche all’Africa Orientale? Che gli abitanti di Gaza siano migliori dei poveri africani? E, a parte il discorso dei finanziamenti, come mai l’Unione Africana viene abbandonata a se stessa quando le aree di crisi in tutto il bacino dell’Africa Orientale sono in continuo aumento? Ci sarebbe di che fare una bella riflessione.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Claudia Colombo

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