Cambia lo statuto di Hamas, ma non ci si faccia ingannare. E’ una trappola

Cambia lo statuto di Hamas ma è solo una mossa prettamente politica. Nella realtà non cambia proprio nulla, né l’obiettivo finale che rimane la distruzione di Israele, né le modalità per raggiungere tale obiettivo che rimane il terrorismo e la violenza.

Nelle ultime settimane i media arabi si sono spesso interessati alla fuga di notizie (abilmente pilotata) in merito all’imminente variazione allo statuto di Hamas o, come la chiamano loro, alla “carta”. Secondo diverse indiscrezioni nel nuovo statuto di Hamas ci sarebbe l’accettazione di uno Stato palestinese sui confini del 1967, il che secondo i più ottimisti prefigurerebbe l’accettazione di Israele, e scomparirebbe qualsiasi riferimento alla Fratellanza Musulmana come fonte di ispirazione del movimento terrorista.

In realtà cambiano solo i toni ma non c’è nessun riferimento al riconoscimento di Israele né la rinuncia alla lotta armata. E anche l’eventuale scomparsa di qualsiasi riferimento alla Fratellanza Musulmana appare più come una mossa politica per ottenere i favori di quegli Stati arabi – come l’Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo che hanno messo fuorilegge i Fratelli Musulmani – più che una effettiva dissociazione dalle linee jihadiste della Fratellanza Musulmana.

Per esempio, rimarrebbe inalterato l’intero art.9 dell’attuale statuto di Hamas che tra le altre cose indica come obiettivo:

“combattere il male, schiacciarlo, e vincerlo cosicché la verità possa prevalere; le patrie ritornino ai loro legittimi proprietari; la chiamata alla preghiera si oda dalle moschee, proclamando l’istituzione di uno Stato islamico. Così il popolo e le cose torneranno ciascuno al suo posto legittimo”

quindi si parla di uno Stato Islamico derivante dalla sconfitta di coloro che “occupano la terra altrui”. Insomma, non si nomina esplicitamente Israele ma il riferimento allo Stato Ebraico è chiaro e palese, anche perché gli obiettivi di creare uno Stato Islamico «dal mare al Giordano» restano invariati il che presuppone automaticamente la scomparsa di Israele. Insomma, il riconoscimento di uno Stato palestinese sui confini del 1967 sarebbe solo un primo passo che non significa assolutamente alcun riconoscimento di Israele.

Lo stesso discorso va fatto per quello che si crede essere il ripudio della Fratellanza Musulmana. In realtà – sempre secondo indiscrezioni di fonti arabe – sparirebbe l’articolo 2 del capitolo 1 dello Statuto di Hamas che recita

“Il Movimento di Resistenza Islamico è una delle branche dei Fratelli Musulmani in Palestina”

ma non sparirebbe nessun riferimento alla Jihad globale né sparirebbero i riferimenti alle parole di Hassan al-Banna, fondatore dei Fratelli Musulmani, che recitano

“Israele sarà stabilito, e rimarrà in esistenza finché l’islam non lo ponga nel nulla, così come ha posto nel nulla altri che furono prima di lui”

un chiarissimo riferimento alla distruzione di Israele, tanto che di sicuro rimarrà invariato l’art.6 del primo capito dello statuto di Hamas che recita

“Il Movimento di Resistenza Islamico è un movimento palestinese unico. Offre la sua lealtà ad Allah, deriva dall’islam il suo stile di vita, e si sforza di innalzare la bandiera di Allah su ogni metro quadrato della terra di Palestina”

«ogni metro quadrato delle terra di Palestina» che tradotto significa anche quella terra che i terroristi di Hamas considerano illegalmente occupata da Israele.

Infine, rimane inalterata la definizione principale di Hamas che recita:

“Hamas è un movimento nazionale palestinese di liberazione e resistenza il cui obiettivo è quello di liberare la Palestina e resistere al progetto sionista”

ovvero non cambiano gli obiettivi generali di Hamas che rimangono sempre la distruzione di Israele e la creazione di uno Stato Islamico dal mare al Giordano.

Insomma, cambiano le parole dello Statuto di Hamas ma non cambiano né gli obiettivi né i metodi per raggiungerli. E coloro che credono che con questo cambiamento dello Stato di Hamas i terroristi palestinesi siano diventati più malleabili e quindi vorrebbero aprire a una sorta di riconoscimento politico (in Europa sono in tanti a chiederlo) non solo si sbagliano (non si sa quanto deliberatamente) ma fanno esattamente il gioco dei terroristi.

Non ci facciamo ingannare da questo trabocchetto, non lasciamo che l’Europa si faccia ingannare. Hamas non cambia realmente nulla del suo statuto, Nè cambia il suo obiettivo principale che rimane la distruzione di Israele. Sono solo diventati (ancora) più furbi.

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