Cosa rimane di Hamas nella Striscia di Gaza e perché è ancora pericoloso

Hamas sta usando il cessate il fuoco per riorganizzarsi e finanziarsi attraverso lo sciacallaggio sugli aiuti umanitari

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Paola P. Goldberger - Analista senior

All’inizio della guerra, Hamas era organizzato come una forza combattente sia sul mare che sulla terraferma, in battaglioni e divisioni di circa 20.000-25.000 combattenti, alcuni dei quali addestrati (anche in Iran), ben equipaggiati e integrati in una rete di tunnel di combattimento, comando e controllo a varie profondità e lunghi circa 500-700 km. Altri 10.000-15.000 combattenti erano garantiti dai bambini soldato, spesso usati come vera e propria “carne da macello”.

Questa forza era equipaggiata con decine di migliaia di armi leggere, come fucili d’assalto Kalashnikov, fucili di precisione, mitragliatrici e grandi quantità di granate, ordigni esplosivi improvvisati (IED) e altri dispositivi esplosivi.

Il 7 ottobre, i battaglioni di Hamas erano stati equipaggiati con armi anticarro di grosso calibro. Queste armi includevano diversi lanciarazzi RPG e vari tipi di micidiali missili Kornet, che rappresentano una minaccia per carri armati e altri veicoli blindati, nonché per gli edifici in cui sono stanziate le forze di difesa israeliane (IDF).

Per quanto riguarda le minacce aeree, si stima che all’inizio della guerra Hamas possedesse circa 18.000-30.000 razzi e missili a bassa precisione. La maggior parte di essi con una gittata corta (fino a 10 km), media (fino a 40 km) e alcuni a lunga gittata (fino a 160-250 km). Hamas aveva anche un numero imprecisato di droni e UAV (veicoli aerei senza pilota) per scopi fotografici, d’attacco o kamikaze.

Dopo i primi quattro-sei mesi di guerra Hamas aveva perso circa il 70% degli operativi, tra uccisi e feriti in modo grave.

Ad oggi circa l’85% dei quadri reggimentali è stato eliminato; campi e quartier generali, officine e impianti di produzione militare, sia in superficie che sotterranei, sono stati distrutti; e la catena di comando è stata praticamente annientata.

Allora perché Hamas è considerato ancora pericoloso e continua a controllare una parte della Striscia di Gaza e degli aiuti destinati alla popolazione? Di quali armi dispone?

I nuovi combattenti

Hamas sta cercando di ricostituire i battaglioni persi, ma buona parte degli effettivi addestrati è stato eliminato. Quindi è passato all’arruolamento dei ragazzini e persino dei bambini come mostrano le immagini proveniente da Gaza.

Le armi in mano ad Hamas

L’organizzazione conserva ancora una significativa quantità di armi leggere, sistemi anticarro e ordigni artigianali.

La capacità balistica pesante (come i lanciarazzi a lungo raggio) è stata quasi interamente azzerata o consumata, ma il gruppo mantiene intatta la capacità di condurre una guerriglia urbana a bassa intensità sfruttando depositi clandestini.

Armi leggere e di squadra

  • Fucili d’assalto: Modelli in stile AK-47 (Kalashnikov) ed M16, distribuiti capillarmente tra i circa 15.000 miliziani stimati rimasti o arruolati di recente.
  • Mitragliatrici: Modelli di origine cinese o iraniana, come il Type 80 e il PKM-T80.
  • Fucili di precisione: Fucili anti-materiale a lungo raggio di fabbricazione iraniana, in particolare l’AM-50 Sayyad calibro .50 

Sistemi controcarro e droni

  • Lanciarazzi e RPG: Versioni artigianali palestinesi (come lo Yassin 105) e versioni importate come l’RPG-29 Vampire.
  • Missili guidati anticarro (ATGM): Sistemi Kornet di fabbricazione russa e varianti nordcoreane/iraniane (come il Bulsae-2) in grado di minacciare i veicoli corazzati.
  • Droni e UAV: Velivoli commerciali modificati per missioni suicide o per lo sgancio di piccoli esplosivi dall’alto (come i droni Zuwari).

Razzi e Artiglieria

  • Razzi a corto raggio e mortai: Sistemi rudimentali a corto raggio (fino a 10 km) assemblati localmente nelle officine sotterranee. I fitti lanci di missili a lungo raggio che arrivavano a Tel Aviv sono diventati rarissimi per via della distruzione delle catene di montaggio e dei depositi.
  • Trappole esplosive e mine: IED (ordigni esplosivi improvvisati) realizzati riconvertendo fertilizzanti civili o riciclando il materiale bellico inesploso lanciato da Israele.

Le armi residue si trovano per la maggior parte nascoste all’interno dei tunnel sotterranei superstiti della Striscia. Nel quadro dei piani internazionali per il cessate il fuoco, Hamas ha mostrato una parziale apertura iniziale a cedere le armi leggere in dotazione alle sue forze di polizia interna. Al contrario, l’ala militare (le Brigate Izz al-Din al-Qassam) oppone ancora una forte resistenza all’idea di un disarmo completo o alla consegna dell’arsenale pesante.

Riorganizzazione di Hamas

Nei fatti Hamas sta sfruttando la tregua per ricostruire i quadri combattenti, per addestrare i bambini soldato e per mantenere un ferreo controllo di quella parte della Striscia di Gaza ancora nelle loro mani.

Nel contempo, per garantirsi l’autosufficienza economica, Hamas controlla direttamente o indirettamente quasi l’intero flusso di aiuti umanitari. Nell’area dove non c’è l’IDF ha eliminato brutalmente ogni forma di “concorrenza”, mentre nell’area sotto controllo dell’esercito israeliano lo controlla tramite gruppi legati ad Hamas od ONG compiacenti.

Secondo il COGAT, nella Striscia di Gaza entrano giornalmente tra 600 e 800 camion di merci suddivisi tra merci commerciali e aiuti umanitari alla popolazione. Buona parte di questi sono controllati da Hamas o da gruppi ad esso affiliati che lo rivendono alla popolazione a prezzi gonfiati. Solo il 20% delle merci che entrano a Gaza riesce ad arrivare alla popolazione in forma gratuita. Il resto bisogna pagarlo ad Hamas.

Questa situazione è perfettamente nota alle ONG che tuttavia continuano ad incolpare Israele per la scarsità di aiuti umanitari disponibili in forma gratuita.

Analista senior
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Esperta di intelligence. Vive e lavora in Israele nel settore della difesa