7 ottobre 2023: chi commemora e chi festeggia

Inutile parlare dei fatti del 7 ottobre 2023 con chi vive di ignoranza e odio, ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza (semi-cit)

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Franco Londei - Editor

È sempre difficile scrivere dei fatti del 7 ottobre 2023 specialmente per chi, come me, pur avendo da una vita stretti legami con Israele e fraterni amici israeliani, non vive la realtà israeliana “on the road”, non sente sulla propria pelle quei brividi che sente oggi il popolo di Israele.

È difficile perché lo scopo di scrivere del 7 ottobre 2023 sarebbe anche quello di spiegare al popolo occidentale le ragioni di Israele, spiegare che non c’è stato nessun genocidio a Gaza, spiegare che le fandonie del film NAZA sono state puntualmente smentite, punto per punto, dall’IDF prima e dal docufilm “NAZA la storia vera” poi. Tutti documenti che in pochi leggeranno e vedranno perché la propaganda pro-pal in stile Goebbels funziona veramente, tanto che a poche ore dal massacro del 7 ottobre e quando ancora Israele doveva reagire, la propaganda pro-pal parlava di “genocidio a Gaza” e riusciva a trasformare il fantomatico “ministero della salute” di Hamas in un organo di stampa affidabile e incontestabile. Un capolavoro mediatico, bisogna ammetterlo.

È difficile scrivere del 7 ottobre 2023 perché puoi spiegare mille volte che se in appena 365 Kmq (la superficie della Striscia di Gaza) c’erano 36 ospedali principali, 22 centri sanitari gestiti dalla UNRWA, decine di centri gestiti dalle oltre mille ONG internazionali e palestinesi, e nessuno si è accorto che in questi grandi ospedali e centri medici c’erano i centri di comando di Hamas e Km di tunnel che partivano proprio da lì, è arduo non pensare che non siano complici di Hamas e quindi legittimi obiettivi militari.

È difficile scrivere del 7 ottobre 2023 quando sai di parlare a un muro fatto di odio, ignoranza e antisemitismo spicciolo, un muro che vede e sente solo quello che può giustificare tutto quell’odio, quella ignoranza e quell’antisemitismo e che confermi quanto siano detestabili gli israeliani, anzi, gli ebrei. E allora succede che un docufilm come NAZA, dove tutto è inventato di sana pianta, dove non c’è una sola testimonianza verificabile e dove tutto punta furbescamente proprio a stimolare quell’odio antisemita di cui sopra, si ritrova non solo in cima alle classifiche, ma viene preso come Vangelo, come la verità assoluta scritta da due ebrei, due lungimiranti menti che se non avessero inventato NAZA sarebbero visti come due “saponette mancate” esattamente come il resto degli ebrei di tutto il mondo.

È difficile scrivere del 7 ottobre 2023 quando ti rendi conto di parlare a un mondo di ciechi e sordi, a chi considera normale che sotto Gaza ci fossero tra i 500 e i 700 Km di tunnel perfettamente attrezzati, a chi pensa che Hamas sia la “resistenza palestinese” e tace sulle esecuzioni arbitrarie, sugli scudi umani, sui bambini soldato mandati al macello.

E ripenso a quei dolcetti distribuiti nelle strade di Gaza dopo il massacro per festeggiare la “grande vittoria” sul nemico sionista. Ripenso a chi in occidente ha festeggiato virtualmente con i “poveri palestinesi”, a chi condannava il pogrom, la strage con i SE e con i MA, a chi cercava giustificazioni, a chi parlava già di genocidio quando ancora in Israele dovevano riconoscere le vittime tanto erano “massacrate”.

Se io oggi fossi il Primo Ministro di Israele autorizzerei la pubblicazione di tutti i video girati il 7 ottobre 2023 da Hamas e dai soccorritori, i video dei giorni dopo, i video del pogrom. Lo so, in molti a partire dalle famiglie delle vittime non sarebbero d’accordo, ma il mondo deve vedere cosa è successo quel giorno, la ferocia di Hamas e dei “poveri palestinesi” che si sono riversati in Israele solo per stuprare, mutilare e uccidere.

Quindi non scriverò del 7 ottobre 2023 perché so che non convincerò nessuno di quelli che quel giorno hanno festeggiato o hanno condannato con i SE e con i MA. Oggi più che mai sono vicino al popolo di Israele. Oggi commemoriamo, domani continueremo a spiegare.

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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Vai al mio profilo completo