Fine dei giochi: ISIS finanziato da Qatar e Turchia, lo prova un rapporto americano

By , in Editoriali Middle East on . Tagged width: , , , ,

Si intitola “Qatar and Terror Finance: Negligence” il rapporto in tre parti presentato questa settimana al Congresso americano dalla Foundation for Defense of Democracies, una organizzazione americana che ha un settore specializzato nella ricerca di finanziamenti illeciti ai gruppi terroristici.

Il rapporto fornisce prove inconfutabili che il Qatar e la Turchia stanno finanziando diversi gruppi terroristici islamici. Gli esperti del Center on Sanctions and Illicit Finance della Fondazione hanno collegato diversi finanzieri del Qatar allo Stato Islamico ma anche ad altri gruppi terroristici tra i quali spiccano i nomi di Al-Nusra, di Al Qaeda nella Penisola Arabica, degli al-Shabaab somali, di vari gruppi di talebani, del gruppo pakistano di Al Qaeda e di Lashkar-e-Taiba. In totale ci sono almeno 20 gruppi terroristici, tra i quali anche Hamas, inclusi nelle lista nera degli Stati Uniti che vengono finanziati dal Qatar.

«Il problema dei gruppi terroristici finanziati dal Qatar riflette la debolezza americana e la mancanza di volontà politica di affrontare il problema e rappresenta una gravissima minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti» ha detto David Andrew Weinberg, autore del rapporto ed esperto di finanza del Golfo. Lo ha fatto in una intervista al Jerusalem Post nella quale spiega anche che «il Qatar adotta una politica ipocrita e a doppia o tripla faccia perché da un lato partecipa a livello internazionale alla lotta contro il finanziamento dei gruppi terroristici e poi è proprio il Qatar il loro primo finanziatore».

«Non sarebbe stato possibile per lo Stato Islamico fare quello che sta facendo oggi senza il sostegno del Qatar» ha detto ancora Weinberg nella intervista al JP. E quando l’intervistatore gli chiede se ci fosse la possibilità che gli Stati Uniti rivedano la loro politica nei confronti del Qatar Weinberg risponde di no perché «il potere esecutivo negli Stati Uniti ha disattivato le critiche nei confronti del Qatar in quanto ospita una importante base USA».

E David Andrew Weinberg non manca di parlare del ruolo della Turchia, un ruolo di complicità sotto l’aspetto logistico più che finanziario con il Qatar. Dalla Turchia passa di tutto sia in entrata che in uscita da e per lo Stato islamico. Uomini, armi, denaro, il petrolio che l’ISIS estrae dalle zone occupate ecc. ecc. il tutto alla luce del sole. Gli Stati Uniti non possono non saperlo e il loro silenzio assomiglia moltissimo ad un tacito assenso, anche se qualcosa sembra stia cambiando. Martedì scorso infatti 24 membri della Commissione Affari Esteri della Camera hanno invitato l’Amministrazione Americana a sanzionare duramente quegli stati che supportano i gruppi terroristici inseriti nella lista nera americana. Il riferimento a Qatar e Turchia appare evidente con particolare riferimento al sostegno al ISIS e ad Hamas.

La folle politica di Obama in Medio Oriente

In qualche modo questo rapporto rivela per l’ennesima volta quella che più di un osservatore chiama “la folle politica di Obama in Medio Oriente”. Se si pensa che solo lo scorso mese di luglio gli USA hanno concluso un accordo con il Qatar per la fornitura di armi e tecnologia militare per un valore complessivo di 11 miliardi di dollari, una fornitura smisurata per un paese piccolissimo come il Qatar. A chi vanno tutte quelle armi? E’ ragionevole pensare che vadano proprio al ISIS e ad altri gruppi terroristici. A questo si deve aggiungere il tacito assenso nei confronti della Turchia di cui si parlava sopra e una serie di iniziative davvero dubbie tra le quali in particolare va ricordato il comportamento di Obama nei confronti dell’Iran e del suo programma nucleare. Per non parlare poi della politica nei confronti della Autorità Nazionale Palestinese, una politica che definire ipocrita è pure eufemismo. I danni fatti in Medio Oriente dalla scellerata politica di Obama sono più che evidenti e credo che purtroppo ancora non abbiamo toccato il fondo del barile.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Adrian Niscemi

[glyphicon type=”euro”] Sostieni Rights Reporter

© 2014, Rights Reporter. All rights reserved. Riproduzione vietata