Hezbollah viene allo scoperto: “armi potenti dalla Siria per attaccare Israele”

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Hezbollah ha fatto cadere il velo di ipocrisia che circonda il suo ruolo nel conflitto siriano e finalmente ammette che sta per ricevere dalla Siria “armi molto potenti con le quali attaccare Israele” e addirittura “riconquistare il Golan”.

A parlare in modo molto chiaro è stato il capo di Hezbollah, Hassan Nasrallah, durante un discorso fatto in occasione del 25esimo anniversario della nascita di Al-Nour, la radio di proprietà di Hezbollah.

Nasrallah è stato chiarissimo: «nel mondo arabo ci sono persone che vorrebbero che la Siria bombardi Israele per vendicarsi degli ultimi attacchi – ha detto Nasrallah – ma la migliore risposta che può dare la Siria non è quella di bombardare Israele ma di rendere più forte Hezbollah fornendoci armi potenti e sofisticate con le quali saremo noi a colpire Israele. Questa sarà un risposta più potente dei bombardamenti». E poi ha aggiunto: «siamo pronti a ricevere dalla Siria armi di qualità che renderanno Hezbollah fortissimo e che ci permetteranno di attaccare il nemico (Israele n.d.r.) e di riprenderci il Golan occupato».

Ma a quali armi si riferisce il capo di Hezbollah? Secondo molti esperti israeliani si riferisce sia alle armi chimiche che ai missili Fateh 110 di fabbricazione iraniana in grado di colpire quasi tutto il territorio israeliano.  Poi ci sono i missili Scud, vecchi ma potenti e, soprattutto, in grado di trasportare testate non convenzionali. Infine ci sarebbero i missili M-600, che sono la versione siriana dei Fateh 100 riadattati come missile antinave, un ordigno che se posizionato sulle coste libanesi metterebbe a rischio qualunque nave nel raggio di 120 Km.

Le dichiarazioni di Nasrallah non sono da prendere alla leggera. Hezbollah è il vero pericolo per Israele, lo ha detto più volte Netanyahu che ha avvertito anche che non permetterà che certe armi finiscano in mano al gruppo terrorista libanese teleguidato da Teheran. Quello che ha detto ieri Nasrallah conferma che i raid aerei israeliani erano quindi più che giustificati.

Quello che continua a rimanere incomprensibile è piuttosto il comportamento dell’Europa e di UNIFIL. La dichiarazione di Hassan Nasrallah non è una cosuccia da niente, è una vera e propria dichiarazione di intenti che dice: Hezbollah intende armarsi con armi potenti per attaccare Israele. Il silenzio e la mancanza di una seppur minima reazione che ha circondato questa vera e propria dichiarazione di guerra da parte di Hezbollah nei confronti di Israele è una cosa del tutto inconcepibile. Sembra quasi che le parole del capo di uno dei gruppi terroristici più potenti al mondo non valgano nemmeno una parola.

Composte le reazioni in Israele. In fondo le parole di Nasrallah non fanno altro che confermare la linea sin qui adottata dal Governo israeliano. Tuttavia non si può negare che queste parole preoccupano e non poco. In allerta tutti i sistemi di monitoraggio del terreno in Siria per individuare nuovi convogli pronti a consegnare le armi a Hezbollah. Non saranno certo le minacce di ritorsione a fermare Israele e se la Siria cercherà di consegnare i suoi mezzi di morte a Hezbollah (com’è presumibile che farà) i caccia israeliani interverranno di nuovo. Potenziati ulteriormente i sistemi di difesa nel nord di Israele. In allerta massima tutte le strutture di intelligence.

Israele non sottovaluta le minacce di Hezbollah, anzi, le prende terribilmente sul serio e agirà in ogni modo per impedire ai terroristi sciiti libanesi di venire in possesso di queste armi e quindi di passare dalle parole a fatti.

Sharon Levi

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