Inchiesta Iraq: profughi yiazidi, curdi e cristiani abbandonati a se stessi. Le accuse di Vian Dakhil

Prima attaccati e sterminati dagli islamisti dello Stato Islamico, le loro donne rapite e vendute come schiave, ora lasciati completamente all’abbandono anche dall’Alto Commissariato dei Rifugiati dell’Onu, UNHCR.

E’ la denuncia che arriva da una conferenza stampa organizzata dalla deputata irachena di origine Yiazida, Vian Dakhil, diventata famosa per il suo accorato appello al Parlamento iracheno. Vian Dakhil denuncia lo stato di abbandono in cui sono stati lasciati i profughi di origine Yiazida, i curdi e i cristiani, costretti a fuggire e rifugiati nei campi profughi. Con l’avvento dell’inverno le loro condizioni di vita sono diventate estreme.

Poco cibo, poche coperte, campi allagati, malattie dilaganti, bambini senza la minima possibilità di andare a scuola nonostante l’impegno di molti insegnanti volontari. Più che una denuncia quella di Vian Dakhil è un accorato appello affinché i profughi Yiazidi, curdi e cristiani non vengano abbandonati a se stessi dopo che l’ISIS gli ha portato via tutto.

Vian Dakhil non critica apertamente la UNHCR ma fa chiaramente capire che l’organismo ONU potrebbe fare parecchio di più. «I campi sono pieni di bambini estremamente traumatizzati, molti orfani che non hanno alcun sostegno psicologico e che si ritrovano a vivere una vita quotidiana piena di difficoltà fatta di stenti, freddo e fame» ci dice un operatore curdo di un campo improvvisato nei pressi di Rebeya contattato grazie alla Agenzia Rudaw. «Qui gli aiuti arrivano molto raramente e nonostante poco lontano ci sia un campo gestito dalla UNHCR non si vede quasi mai nessuno».

Per il momento non siamo stati in grado di contattare il responsabile del UNHCR per chiedere spiegazioni o per sapere cosa si potesse fare per sensibilizzare il mondo affinché i profughi Yiazidi, curdi e cristiani non vengano abbandoni a se stessi. Una fonte del UNHCR che vuole rimanere anonima ci ha parlato comunque di “difficoltà economiche e logistiche” che l’organismo Onu sta cercando di risolvere.

La cosa che in questo momento ci turba estremamente riguardo alle difficoltà che incontra la UNHCR è che mentre in Iraq la situazione nei campi è sempre più difficile il mondo elargisce 5,4 miliardi di dollari ad Hamas e aumenta ancora una volta lo stanziamento di fondi per la UNRWA, l’agenzia Onu per i palestinesi. C’è qualcosa in tutto questo che non torna.

http://youtu.be/gFn23P5bW6k

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sharon Levi

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