Ricostruzione Gaza: pioggia di miliardi su Hamas. Finanziata la prossima guerra

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Esiste solo una cosa al mondo che riesce veramente a mettere tutti d’accordo: i poveri palestinelli. Ne abbiamo avuto una ulteriore conferma ieri durante la Conferenza dei donatori per la ricostruzione di Gaza. L’Onu aveva previsto una spesa di 1,6 miliardi di dollari, i palestinesi chiedevano invece 4 miliardi (si sa, le commissioni di Abu Mazen sono care), la comunità internazionale non ha badato a spese e ha concesso ben 5,4 miliardi di dollari.

Hamas gongola, con tutti quei soldi potrà ben presto ricostruire la metropolitana di Gaza infischiandosene altamente, come sempre, dei bisogni primari della popolazione. Potrà acquistare armi, esplosivi, probabilmente missili già pronti all’uso. Insomma, con un finanziamento di tale proporzione Hamas potrà preparare il prossimo conflitto con Israele così che tra un po’ di tempo ricomincerà tutto da capo.

La Conferenza: chi e quanto?

Alla conferenza hanno partecipato un po’ tutti (50 nazioni, oltre 20 organizzazioni regionali e le immancabili ONG) ma le donazioni più importanti sono arrivate dai soliti noti, quelli che da sempre finanziano il terrorismo palestinese:

  • Il Qatar ha donato 1 miliardo di dollari
  • Gli Emirati Arabi Uniti hanno donato 200 milioni di dollari
  • La Turchia ha donato 200 milioni di dollari
  • Gli Stati Uniti hanno donato 220 milioni di dollari
  • L’Unione Europea ha donato 450 milioni di Euro, cioè 568 milioni di dollari, secondo donatore dopo il Qatar, il che la dice lunga.
  • Il resto dei soldi arrivano in ordine sparso dagli altri Stati che hanno partecipato alla Conferenza.
Chi gestirà i soldi?

Secondo le intenzioni dei donatori tutto questo fiume di denaro dovrebbe essere incanalato nelle casse della Autorità Nazionale Palestinese per poi essere impiegato nei progetti di Gaza. Il problema però è il solito, cioè che come sempre molti soldi finiranno nei conti correnti dei dirigenti della ANP e quelli che raggiungeranno Gaza saranno gestiti da Hamas che, chiaramente, li userà per i propri scopi. Insomma siamo alle solite: Hamas ha organizzato un conflitto con il solo obbiettivo di finanziarsi e la Comunità internazionale approva.

La soddisfazione di Mogherini impregnata di ipocrisia

Soddisfatta la Ministra degli esteri italiana e futura responsabile per la politica estera europea, Federica Mogherini. «La Conferenza dei donatori può essere l’occasione per dare nuovo impulso al processo di pace e portare all’apertura di un dialogo vero tra le parti di un conflitto che dura da troppo tempo – ha detto la Mogherini -. La spirale azione-reazione, distruzione-ricostruzione – ha concluso Mogherini – può essere definitivamente spezzata solo con la decisione e il coraggio di percorrere fino in fondo la strada che porta alla nascita di due Stati che vivano in sicurezza uno accanto all’altro». Belle parole se non fossero del tutto impregnate di ipocrisia dato che la Comunità Internazionale ha appena finanziato la prossima guerra di Gaza facendo piovere miliardi su Hamas. Ed è questo il paradosso, durante la Conferenza si è completamente evitato di parlare di quello che è il vero problema: Hamas. Fino a quando ci sarà Hamas a governare la Striscia di Gaza quella spirare di cui parla la Mogherini (azione-reazione, distruzione-ricostruzione) non potrà mai essere spezzata anzi viene rinforzata proprio dalla pioggia di denaro che arriverà a Gaza. Francamente non sappiamo se la Mogherini sappia quello che dice oppure sia l’ennesima ipocrisia della sinistra europea filo-Hamas, ma i fatti restano chiari e lampanti. Con Hamas nella Striscia di Gaza e persino nel Governo di Unità Nazionale Palestinese non ci potrà mai essere alcuna trattativa di pace. Se si evita di parlare di questo allora tanto vale preparasi alla prossima guerra e alla prossima ricostruzione di Gaza.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sarah F.

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