Iran: un rapporto ONU svela il vero volto di Hassan Rohani

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Mentre tutto il mondo sembra essere contagiato dalla “operazione simpatia” messa in piedi da Hassan Rohani e mentre l’attenzione è focalizzata sulle vicende internazionali, in Iran le cose sono peggiorate da quando Hassan Rohani è stato eletto, in barba alle sue promesse di moderazione e di miglioramento dei Diritti Umani.

A svelarlo è un rapporto ONU redatto dal relatore speciale per i Diritti Umani in Iran, il Dr. Ahmed Shaheed, il quale descrive una situazione addirittura peggiore di quando c’era Mahmoud Ahmadinejad, sia a livello di Diritti Umani che a livello di riforme.

Da quando Hassan Rohani è stato eletto le esecuzioni in Iran sono aumentate incredibilmente. Oltre 100 iraniani sono stati giustiziati solo durante il primo mese di governo Rohani e nei mesi successivi le esecuzioni sono proseguite al ritmo di 120/130 al mese. Il Dr. Ahmed Shaheed fa poi notare che molte esecuzioni, specie degli oppositori politici, vengono effettuate in segreto per cui i numeri sono certamente superiori. Sono oltre 3.000 le persone in Iran di cui non si sa più nulla (e il numero è certamente in difetto). Un’altra piaga che è peggiorata dalla elezione di Hassan Rohani è quella della tortura. Secondo il rapporto nelle carceri iraniane la tortura viene applicata in maniera sistematica, sia contro gli uomini che contro le donne le quali, oltretutto, vengono sistematicamente stuprate mentre sugli uomini vengono effettuate inenarrabili torture ai genitali. Il quadro descritto dal rapporto del Dr. Ahmed Shaheed è francamente da film dell’orrore. La tortura psicologica poi è attuata in maniera sistematica. Molti dei prigionieri giustiziati hanno confessato i loro reati dopo aver subito per mesi ogni tipo di tortura.

La scorsa settimana il regime iraniano ha liberato una trentina di prigionieri politici tra i quali l’avvocato per i Diritti Umani, Nasrin Sotoudeh. Tuttavia era una chiara mossa propagandistica in vista dell’Assemblea Generale dell’Onu. Sono infatti oltre 2.000 i prigionieri politici in Iran di cui si è accertata la detenzione, molti dei quali detenuti per ragioni religiose o per aver pubblicamente contestato il regime. Rohani prima delle elezioni aveva promesso un allentamento sui dissidenti politici, ma dalla sua elezione sono stati arrestati oltre 350 dissidenti politici, un numero che nemmeno Ahmadinejad aveva raggiunto in così poco tempo. Molti di loro appartengono alla più numerosa minoranza religiosa presente in Iran, i Baha’i, ampiamente perseguitati da Ahmadinejad e ora anche da Hassan Rohani che ha ordinato l’arresto di tutta la leadership (oltre 180 persone). Dall’insediamento di Rohani sono stati eliminati tramite esecuzione o omicidi segreti oltre 200 Baha’i.

E se questo non bastasse all’atto del suo insediamento come Presidente, Hassan Rohani ha scelto come Ministro della Giustizia Mostafa Pour-Mohammadi, una nomina che il Dr.Ahmed Shaheed ha definito “scandalosa e fortemente indicativa delle vere intenzioni di Rohani”. Mostafa Pour-Mohammadi è infatti il responsabile diretto del massacro di oltre 5.000 prigionieri politici avvenuto in Iran tra il 1987 e il 1999. Alla faccia dell’allentamento delle restrizioni politiche promesso durante le elezioni.

Chiude il cerchio di questo rapporto che ci svela il vero volto di Hassan Rohani una riflessione sui Diritti delle donne in Iran. Da quanto Rohani è stato eletto promettendo, tra le altre cose, significativi cambiamenti sul rispetto dei Diritti delle donne, oltre 350 ragazze sono state arrestate per la violazione delle cosiddette “leggi morali”, cioè perché non portavano correttamente il velo, perché poco rispettose verso gli uomini oppure per aver espresso le proprie idee “troppo liberamente”.  Secondo diverse testimonianze concordi, una volta in carcere molte di queste donne vengono stuprate con la scusa che sono “immorali”.

Di tutto questo, certificato dalle Nazioni Unite, non si è fatta parola all’Assemblea Generale dell’Onu mentre la corsa al colloquio con “Hassan Rohani il moderato” è proseguita e prosegue senza sosta. Eppure sono cose fortemente indicative della personalità del nuovo Presidente iraniano, una persona che mente con una facilità disarmante per arrivare ad ottenere quello che vuole. E se ha mentito al suo popolo figuriamoci alla Comunità internazionale.

Miriam Bolaffi

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