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Israele: ecco perché per la stampa italiana una mamma ebrea uccisa non fa notizia

Ieri in Israele è stata uccisa una giovane mamma ebrea di 38 anni, madre di sette figli che hanno assistito al suo massacro perpetrato da un terrorista palestinese che si era introdotto nella loro casa con l’unico intento di uccidere.

Si chiamava Dafna Meir la povera mamma ammazzata senza pietà dal terrorista palestinese davanti agli occhi terrorizzati dei suoi figli che, solo per un caso, non sono stati anche loro uccisi.

Il fatto che un terrorista palestinese si introduca in una casa israeliana per uccidere non è certo una novità ma lo è senz’altro nel contesto di quella che i media prezzolati italiani chiamano “intifada dei coltelli” e sarebbe bastato questo per farne titoli cubitali. Invece no, nessuno ne ha parlato in particolare quelli che, come l’ANSA o REPUBBLICA, non perdono occasione per fare titoli invertiti dove le vittime israeliane si trasformano in carnefici e i carnefici palestinesi si trasformano in vittime.

Il punto è proprio questo, l’impossibilità di manipolare l’informazione non rende l’informazione stessa appetibile e quindi meglio tacere del tutto. In questo caso la vittima israeliana è stata colpita in casa sua e nessuno ha potuto reagire colpendo l’assassino palestinese, ergo, per la stampa italiana non è stato possibile parlare di vittime palestinesi e quindi sul tutto cala il silenzio più assoluto.

Ma possiamo scommettere che quando la polizia israeliana troverà il colpevole di questo efferato omicidio caduto nel silenzio e lo colpirà i giornali italiani saranno prontissimi a titolare a lettere cubitali dell’uccisione o dell’arresto del “povero palestinese”.

Siamo arrivati al punto in cui parlare di connivenza con i terroristi da parte di una certa stampa italiana non è più una esagerazione, è un dato di fatto che la bruttissima vicenda del brutale assassinio di Dafna Meir purtroppo conferma.

Scritto da Sarah F.

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  • gianni centola Gen 18, 2016, 11:35

    No caro amico la connivenza dei media italiani con i palestinesi parte da molto lontano. Qualcuno ricorda
    l’infamante lettera di scuse di Riccardo Cristiano da parte della RAI -TV alla dirigenza (terroristica )palestinese dopo l’eccidio- assassinio di Ramallah ? Bene non e’ cambiato niente,la Rai e i media italiani
    sono ancora sottomessi e servili come allora. Basta ascoltare i reportage a senso unico di Rai news24.

  • HaDaR Gen 18, 2016, 12:07

    Le vite degli ebrei valgono poco, anche perché noi non rendiamo lo spargimento del nostro sangue molto, sproporzionatemente, insopportabilmente caro, per coloro che ci toccano.
    Continuiamo ad andare avanti some se non fosse accaduto nulla. Il che è sbagliato.
    Le cose non dovrebbero tornare alla normalità, “לסדר היום”, dopo che un’ebrea madre di sei figli è stata brutalmente assassinata dai nostri nemici. Farlo è immorale, anche perché porta piú assassinii.
    Dovremmo invece incutere terrore nei nostri nemici, imparando dai nostri Padri
    .
    Il pacifico Re Salomone, dopo il rapimento di una donna ebrea, fece distruggere un intero villaggio filisteo con tutti i suoi abitanti. Il messaggio fu compreso e il tutto non si ripeté.
    Cinquent’anni fa, due miei conoscenti e un caro amico, Meir Har Sinai e Edy Dribben, שליט״א, in seguito all’assassinio di una nostra sorella, fecero un massacro nel villaggio sotto controllo giordano da cui provenivano gli assassini, dopo averne seguite le tracce. Sono eroi del nostro Popolo.
    QUESTA È L’ETICA DI GUERRA EBRAICA, non le balle sulla “purezza delle armi” con cui ci fanno il lavaggio del cervello.
    E dovremmo ricordarci che i Nostri Saggi insegnano: “Chiunque voglia sconfiggere e distruggere il Popolo d’Israele ha la definizione halakhica di ‘Amaleq, con tutto ciò che il fatto comporta”.

    • Maurilio Rino Riva Gen 18, 2016, 18:29

      E io che mi metto anche a rispondere a queste parole dissennate. E’ con queste idee che non si riesce a venirne fuori con gravi danni per entrambe le comunità. L’unico che ci ha provato purtroppo è stato assassinato da un estremista israeliano.
      Qui il problema non è mostrare e compiangere i propri morti. Il problema ieri come oggi è sotterrare l’ascia di guerra e trovare una soluzione negoziata che rispetti il diritto a una vita degna per ebrei e palestinesi.

      • Alberto Gen 18, 2016, 18:48

        sono d’accordo, nemmeno io avrei usato quelle parole così dure e violente usate da HaDaR, va detto tuttavia che gli israeliani non ne possono più. I palestinesi hanno avuto mille occasioni per creare un loro stato e hanno sempre fatto in modo di non farlo. Sul Sole 24 Ore c”è un bellissimo articolo che dovrebbe far riflettere chi parla (giustamente) di soluzione negoziata
        http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2016-01-17/le-occasioni-pace-perse-israele-081543.shtml?uuid=AC8InrBC&fromSearch

      • Alberto Gen 18, 2016, 18:53

        In particolare vorrei sottolineare questo passaggio:
        “Ma i palestinesi hanno sempre rifiutato: per loro conta preservare il loro status di vittime. Solo l’ex premier Salam Fayyad creò le strutture di uno stato che gli israeliani non avrebbero potuto ignorare. Ma i palestinesi l’hanno rimosso.”

        • Adriana Gen 19, 2016, 12:10

          Preferiscono vivere di elemosina che di lavoro !

      • barbara Gen 19, 2016, 2:33

        E si continua con la menzogna che Rabin sarebbe stato ucciso perché voleva la pace: Rabin è stato ucciso perché col suo delirante mantra “terra in cambio di pace” continuava a dare terra, terra e ancora terra in cambio di guerra terrorismo morte e distruzione. Naturalmente SI DOVEVA trovare un altro modo per fermarlo, ma è assolutamente fuori discussione che DOVEVA ESSERE FERMATO: se non fosse stato fatto, oggi Israele non esisterebbe più.

        • Emanuel in Eilat Gen 19, 2016, 20:29

          Oggi Israele sta andando piano piano alla deriva. E per quanto mi abbia sempre fatto infuriare il paragone con l’appartheid purtroppo siamo su quella strada, e stiamo perdendo il buon senso ed il coraggio che Rabin ha avuto. Se la mano delirante degli estremisti messianici Israeliani non si fosse intromessa ed Israele avesse fatto tutto il possibile per arrivare ad un accordo, forse oggi,dopo 40 anni in questo paese, non sarei arrivato al punto di pensare che forse non ho piu’ voglia di vivere qui.
          Probabilmente anche Rabin avrebbe fallito, perche’ purtroppo l’altra parte e’ ancora peggio di noi. Ma Israele non ha mai fatto il passo definitivo che avrebbe portato i Palestinesi alla conclusione che piu’ di cosi’ non possono avere.

      • Osita Vincenzi Gen 19, 2016, 12:37

        sono d’accordo con l’opinione di Manilio,devono entrambi i popoli unirsi nella guerra alla guerra e pretendere dai loro governanti azioni che mirino all’accettazione reciproca.Qui appare chiaro l’errore dell’ONU di non riconoscere contemporaneamente entrambi gli stati e definirne i confini

      • Elisabetta Gen 21, 2016, 15:30

        Una soluzione negoziata da chi? I palestinesi non intendono negoziare nulla, il loro principale interesse è la distruzione dello stato di Israele non la costruzione del loro. Perché altrimenti non passerebbero il loro tempo a denigrare, infamare e demonizzare quello che dovrebbe essere il loro vicino di casa, e a cercare di seminare il terrore nelle case e nelle strade di Israele. L’ascia di guerra non va sotterrata mentre i tuoi nemici ti stanno ammazzando! Ma che razza di ragionamento è?!

    • Emanuel in Eilat Gen 19, 2016, 19:57

      HaDaR sei in pieno delirio. Veramente vuoi tornare a comportamenti di 3000 anni fa’? Prendiamo 2M di palestinesi e li trucidiamo? O forse li mandiamo in un bel transfer in Egitto o Giordania. E Netanyhau diventa il nostro Salomone. A prescindere dal fatto che Salomone pur essendo stato un gran re ne ha fatto di cotte e di crude, ce lo vedi quel pallone gonfiato di Netanyahu nei panni di Salomone. (certo a lui farebbe piacere….lol). E poi avremmo il coraggio di continuare a chiamarci il popolo eletto, che si comporta come i piu’ barbari dei terrorosti arabi …….fammi un piacere fatti una pera e tieniti i tuoi commenti per te.

  • Ivo amico Gen 19, 2016, 14:28

    La storia si ripete, e pure male.
    Certa stampa italica e tanti “illuminati” sono radicati al “forza Vesuvio o Etna” da stadio. Il rancore a prescindere (da entrambe le parti) castra sul nascere qualsiasi tentativo di coesistenza tra i due popoli entrambi in sofferenza.

  • Angela Gen 19, 2016, 18:09

    La notizia mi rattrista molto, non c’è giustificazione ad un atto così spregevole. Io credo che Israele dovrebbe ripensare seriamente e con decisione alla politica degli insediamenti in Cisgiordania, dove la tensione tra coloni ebrei e palestinesi è alle stelle (ho letto che la povera Dafna Meir viveva una colonia). Le colonie mettono in pericolo la vita dei coloni e dei palestinesi i quali spesso vengono espropriati di case e terreni. Questo non fa che alimentare l’odio reciproco. Per sperare in una futura pace, si dovrebbe partire proprio dallo smantellamento delle colonie illegali. Israele, che il soggetto più forte, darebbe un bel segnale e conseguentemente proteggerebbe meglio i sui cittadini, che rientrerebbero dentro i confini tracciati dal muro.

    • Emanuel in Eilat Gen 19, 2016, 20:07

      Angela מהפה שלך לאלוהים
      Il giorno che il governo decide di rimuovere gli insediamenti illegali qui scoppia la guerra civile. E finche avremo un governo di destra non succedera’. Siamo sempre stati bravissimi a non prendere una posizione netta. Ci dicono “2 stati per 2 popoli” ma non si fa niente di costruttivo per avvicinarci ad una soluzione vivibile per tutti.

      • Angela Gen 20, 2016, 12:36

        Gentile Emanuele, Israele ha bisogno di persone come lei, non se ne vada dal paese, c’è bisogno di laici in quella regione, almeno quanto ce n’è nel mondo islamico. Sapere che ci sono persone come lei che hanno uno spirito critico rispetto alle politiche espansionistiche di Israele, mi fa sperare che un giorno una soluzione si trovi. Le auguro ogni bene.

  • barbara Gen 20, 2016, 3:38

    Niente di nuovo sotto il sole: si parla di una madre di famiglia assassinata nella sua casa sotto gli occhi dei figli e come commento non si trova di meglio che scagliarsi contro Israele. Perfino da parte di sedicenti ebrei. Posso dirlo? Che chifo. CHE SCHIFO. CHE SCHIFO.

    • Noa Gen 20, 2016, 7:47

      Ma infatti mi domando che caxxo ci sta a fare questo Emanuel (che dice di essere un israeliano che sta pensando di andarsene) in Israele. Se ne vada a Ramallah o meglio ancora a Gaza, sarà senza dubbio a suo agio. Questa sinistra israeliana (per fortuna la netta minoranza) delle varie B’Tselem e traditori vari che ha come unica preoccupazione quella di attaccare Netanyahu invece di difendere gli israeliani e Israele mi fa proprio vomitare. E’ come avere serpi in seno

  • Emanuel in Eilat Gen 20, 2016, 21:24

    Noa e Barbara,
    mi rattrista molto il fatto che 2 imbecilli come voi osiate giudicare chi in questo paese ci vive. Io sono nato a Roma, dal ’76 in Israele, ho vissuto per più di 20 anni a Gerusalemme, mi sono fatto 2 anni di servizio militare, la prima guerra del Libano ed innumerevoli mesi di riserva militare. Qui vivono i miei figli ed i miei nipoti ed anche loro si sono fatti o si faranno una bella dose di servizio militare. E qui anche molto probabilmente passerò a miglior vita, spero in un futuro lontano. E sì, sono di sinistra, ma non perché ami gli arabi, che come ho già detto sono molto peggio dei peggior Israeliani, ma perché non voglio vivere in uno stato di 8 milioni di abitanti di cui 3 milioni di arabi. Se dopo la guerra dei 6 giorni la leadership Israeliana avesse avuto i coglioni di annettere tutti i territori e di dire al resto del mondo, così è, e così sarà; oggi non saremo in questa situazione senza apparente via di uscita. O se avessero avuto la lungimiranza di capire a cosa andavano incontro ed avessero ridato indietro i territori occupati, Gaza all’Egitto e la West Bank alla Giordania, oggi la gatta da pelare non l’avremmo noi ma il mondo arabo. Purtroppo così non è stato, e ci ritroviamo in una impasse da cui difficilmente ne usciremo. Se annettiamo i territori ci ritroviamo in uno stato bi-nazionale con una popolazione araba che ha un tasso di crescita quasi il doppio del nostro. Se cediamo la maggior parte dei territori per la creazione di uno stato palestinese, avremo il problema di quattrocentomila coloni, di cui una non trascurabile minoranza fanatica e violenta, da risolvere.
    Dunque carissime prima di dire CHE SCHIFO e di chiamarmi sedicente ebreo, o di mandarmi a vivere a Ramallah o Gaza, venite qui, toccate con mano la realtà israeliana, immergetevi nel baratro del problema Israelo-Palestinese, vivete con noi, andate a vedere con i vostri occhi come si vive nei territori o come si vive a Sderot e nei dintorni di Gaza. E poi ne riparliamo, ed avrete il diritto di giudicare secondo il vostro punto di vista. Ma finché non lo farete, sarebbe meglio che ponderaste con maggior senno le vostre parole ed i vostri giudizi.

    • Franco Gen 23, 2016, 3:59

      Una sola obiezione al suo peraltro ottimo e ponderato commento, Emanuel. E precisamente laddove lei scrive: “avessero ridato indietro i territori occupati, Gaza all’Egitto e la West Bank alla Giordania…” Un tentativo fu fatto, come sempre su iniziativa israeliana. Il piano Allon. L’opzione fu respinta dal pur moderato re Hussein. https://en.wikipedia.org/wiki/Allon_Plan

    • Antonio Gen 23, 2016, 22:13

      E quindi quale e’ la soluzione? essere consapevoli che non c’e’ via di uscita? il sionismo e’ fallito, e’ una utopia, la patria degli ebrei e’ sparsa nel mondo, le radici ebraiche sono soprattuto europee e la cultura europea stessa e’ inscindibile da quella ebraica. Gli arabi vivono nel medioevo, e purtroppo ci rimarranno a lungo, stanno regredendo, innegabili le complicita’ dell’occidente, anche se e’ innegabile che sarebbero barbari a prescindere dall’occidente. Se Israele rimane li’ dove e’ deve accettare di convivere con un male endemico, di vivere in una guerra permanente, pero’ per fortuna esistono ancora altri posti nel mondo dove non c’e’ la guerra ed e’ possibile vivere in pace. Capisco gli israeliani che emigrano molto meno gli europei che fanno l’Alyia.

      • barbara Gen 24, 2016, 13:29

        Quindi l’unica soluzione è cancellare lo stato di Israele e ridare gli ebrei in mano a chi ha fabbricato i campi di sterminio. Capisco.

        • Antonio Gen 25, 2016, 0:03

          Nessuno ha detto questo. Lo stato di Israele non si puo’ cancellare e’ una realta’. Pero’ e’ anche vero che e’ uno stato irrisolto, senza confini riconosciuti, diviso al suo interno non solo tra la componente araba ed ebrea. E’ uno stato non solo non pacificato ma soprattuto irrisolto, in perenne crisi di identita’. E’ uno stato ebraico o e’ lo stato edegli ebrei? cosa si intende per ebraico? confessionale? pero’ si definisce anche democratico e garantisce la liberta’ di credo. Quindi e’ lo stato dell’etnia ebrea? quale? etiopi, russi, persiani, esiste una etnia ebraica? questo era un delirio dei nazisti, non esiste una razza ma solo una religione ebraica. Israele e’ lo stato rifugio degli ebrei? non mi sembra poi cosi’ sicuro. Queste sono solo alcune delle fortissimi contraddizioni di Israele, paese dove gli ebrei divisissimi tra loro, religiosi, nazionalisti, ultraortodossi antisionisti, coloni di estrema destra, atei, oppositori dell’occupazione, etc… Ridare gli ebrei in mano a chi ha fabbricato i campi di sterminio? Perfortuna non mi risulta le SS stiano ancora in giro… penso che semplicemente ci sia molta ignoranza dietro certe affermazioni ridicole. Pero’ e’ un dato di fatto che su Israele e Palestina esiste questo tifo da stadio di gente che nulla sa delle vicende storiche ed attuali del medioriente.

          • barbara Gen 25, 2016, 0:46

            E studiare un po’ prima di sparare una simile montagna di sciocchezze? No, eh? Senza offesa, “etnia ebrea” è degno di Goebbels. E mi fermo qui, perché la mia ulcera richiede qualche riguardo, ma non c’è una riga di questo sproloquio che non sia all’altezza di quella che ho citato.

  • Aaron Gen 20, 2016, 21:49

    A prescindere che siete andati fuori argomento da quello di cui tratta l’articolo, a prescindere che c’è la solita infiltrata filo-pal che finge di rattristarsi (e questo è veramente triste) Emanuel ha fatto una analisi spietatamente corretta. Non mi piacciono i toni di alcuni commenti come non mi piacciono le etichette (destra o sinistra siamo sulla stessa traballante barca) mi piace però che se ne possa parlare, una cosa che non avviene tanto spesso tra di noi anche se di idee politiche diverse

    • barbara Gen 20, 2016, 23:35

      analisi spietatamente corretta?
      Una “analisi” che ignora che alla 242 che chiedeva agli arabi belligeranti di trattare con Israele per concondare i confini, di riconoscere lo stato di Israele, di firmare infine un trattato di pace con Israele, dopodiché Israele si sarebbe dovuto ritirare fino ai confini concordati, gli arabi hanno risposto con i “tre no di Khartoum”: no al riconoscimento, no al negoziato, no alla pace, impedendo così MATERIALMENTE a Israele di restituire Gaza, Giudea e Samaria a Egitto e Giordania, una roba come questa si ha il coraggio di chiamarla non solo analisi, ma addirittura corretta?!
      E, a parte questo, che cosa ha a che fare tutto questo con l’assassinio a sangue freddo, premeditato, di una madre di famiglia nella sua casa di fronte agli occhi dei suoi figli?

    • Angela Gen 22, 2016, 9:44

      Signor Aaron, non so se la filo-pal che fa finta di rattristarsi fosse riferito a me (ho come la sensazione che sì, fosse riferito a me); sono una donna e una madre anch’io, sufficientemente empatica da non rallegrami per la barbara uccisione di nessuno/a. Ho rilevato che la vita dei coloni è altamente a rischio e se avessi uno straccio di potere obbligherei i coloni a desistere dal progetto. Come ho detto, lo smantellamento delle colonie distenderebbe il clima e salverebbe tante vite. Se le capita guardi il film “This is my land”. Nei cosiddetti “territori occupati” la convivenza tra coloni e palestinesi è sempre più difficile e complicata, fatta di reciproche angherie che spesso sfociano in aggressioni, violenza ed atti atroci, da ambo le parti, sia ben chiaro. Bisognerà che qualcuno si decida a fare il primo passo verso la distensione dei rapporti, o no? Per i coloni integralisti i palestinesi dovrebbero accettare di abbandonare le loro case e la loro terra, affinché Israele si annetta tutto, per i palestinesi autoctoni i coloni dovrebbero andarsene. Secondo lei quale sarebbe una soluzione fattibile? Tra cinquant’anni saremo ancora qui a discuterne? PS: Non ho nessuna – ripeto – NESSUNA simpatia per il mondo islamico.

      • Shihab Gen 22, 2016, 10:12

        gentilissima sig.ra Angela, quello di cui parla lei si chiama “terra in cambio di pace”, un concetto già applicato a Gaza e abbiamo visto tutti come è finita. E poi mi perdoni, lei parla di “territori occupati” un termine del tutto sbagliato in quanto sono “territori contesi” e non è la stessa cosa.
        La verità tristissima è che i palestinesi negli ultimi 70 anni hanno avuto tutte le possibilità per creare un loro stato e non lo hanno fatto perché non gli interessa. Poi possiamo parlare di ogni tipo di formula, ma la realtà resta.
        Detto questo, non mi sembra l’articolo giusto per parlare di queste cose. Qui si parla di una donna brutalmente assassinata davanti ai suoi figli da un giovanissimo terrorista palestinese e di cui i media italiani non ne hanno minimamente parlato. Credo che su questo sito vi siano mille altri articoli sui quali imbastire una discussione del genere
        Con cordialità

      • barbara Gen 22, 2016, 13:53

        A quanto giustamente ricordato da Shihab, aggiungo che non solo i palestinesi stanno rifiutando la creazione di uno stato palestinese da quasi un secolo, con tutte le proprie forze e con immensi versamenti di sangue, proprio e altrui, ma lo hanno rifiutato perfino quando nel 1939, con il “Libro Bianco”, la Gran Bretagna ha ipotizzato la cancellazione di ogni idea di stato ebraico e prospettato la nascita di uno stato arabo-palestinese su tutta l’area (cioè sull’area rimasta dopo avere sottratto agli ebrei tutto il territorio dell’attuale Giordania per regalarlo all’amico emiro Abdallah)
        http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/2007/10/18/a_proposito_di_palestina_e_pal.html
        E mi si venga ancora a parlare di occupazione e di difficile convicenza e di “coloni” (a proposito: mi permetto di suggerire la onsultazione di un buon dizionario per il significato della parola “colono”).
        E, in tutto questo, non una sola parola di pietà per la donna assassinata a cui il post è dedicato – il massimo di concessione che ho trovato è che “non ci si rallegra” per questo atto di terrorismo. Forza e coraggio, che Hitler è vivo e lotta insieme a voi.

        • barbara Gen 22, 2016, 13:55

          ERRATA CORRIGE: “e di difficile conviVenza”
          “Consultazione”

      • Maria-Dina Gen 26, 2016, 6:28

        Chiedo scusa ai commentatori onesti e rispettabili di questo sito, se mi servirò del tu. Ritengo che in un piccolo forum come questo sia più appropriato del lei.
        A te invece, Angela, non chiedo proprio niente. Ti darò del tu e basta. Ciò che ho da dirti è che sei una pro-pal mascherata: e meno furbamente di quanto tu non ti illuda. I tuoi argomenti e il tuo linguaggio sono indistinguibili da quelli che echeggiano nei centri sociali. In particolare, c’è un passaggio che mi ha colpita e mi ha mostrato chi sei: “Per i coloni integralisti i palestinesi dovrebbero accettare di abbandonare le loro case e la loro terra, affinché Israele si annetta tutto, per i palestinesi autoctoni i coloni dovrebbero andarsene. Secondo lei quale sarebbe una soluzione fattibile?”
        “Coloni”, gente nata lì: esattamente come la controparte araba, che invece merita l’onore di essere definita “autoctona”. I “coloni” sarebbero, ovviamente, “integralisti”; mentre ti guardi bene dall’associare all’estremismo islamico (che, formalmente e astrattamente, condanni) gli arabi locali. Che non credo proprio siano un modello di moderazione. L’alternativa che presenti consiste in un “abbandono di case e terre” da parte degli arabi e un semplice “andarsene” da parte degli ebrei, altrettanto autoctoni e altrettanto dotati di case e terre da abbandonare. Come se invece questi ultimi fossero dei turisti, o degli accampati di passaggio.
        Una volta impostato a questo modo il discorso, la soluzione risulta ovvia. E perfettamente in linea con l’ispirazione di base della dhimmitudine: ebrei e cristiani cedano sempre e comunque il passo ai musulmani.
        Infine, il tuo tono suadente, quasi supplicante, rientra in pieno nelle più collaudate tecniche del Pianto Arabo. Come qualsiasi musulmano o filo-musulmano, quando non adotti un tono arrogante, tendi inevitabilmente a scivolare nel piagnisteo.
        Angela: ma chi credi di prendere in giro?

  • Rights Reporter Gen 21, 2016, 18:28

    Per tornare sul pezzo
    Da Donato Di Segni
    È tempo di agire!!! Gli ebrei di lingua italiana residenti in Israele dovranno riunirsi e decidere una o più manifestazioni popolari per chiedere che l’ambasciata italiana intervenga ufficialmente per chiedere spiegazioni e giustificazioni alle autorità italiane per quanto riguarda l’atteggiamento assudo di queste rispetto al TERRORISMO palestinista. Gli ebrei italo israeliani sono stanchi del vile atteggiamento italiano di appiattimento alla pratica europea succube cosciente delle tesi arabe. Il nostro sangue vale almeno quanto il sangue europeo e quando una mamma viene sgozzata in casa sua di fronte ai figli, pretendiamo che questo abbia risonanza nei media italiani come un atto di feroce e becero terrorismo, invece di essere ignorato. Tel Aviv non è diversa da Parigi, Madrid o Londra e il nostro sangue non è di colore diverso. Chiediamo uniti e a gran voce che l’ambasciatore italiano in Israele intervenga sul governo italiano perchè questo scempio ignobile abbia termine. Chi condivide questo pensiero faccia circolare questo testo e che si formi un comitato che organizzi e gestisca le manifestazioni di fronte all’ambasciata italiana come pure gli incontri con l’ambasciatore italiano in Israele. Commenti e idee da sviluppare sono graditissimi.