Il lavoro più pagato in Palestina è quello del terrorista. E lo paga l’Europa

In Palestina un insegnante guadagna 250 dollari al mese, un terrorista ottiene circa 3.300 dollari. E’ con queste parole che si è presentata Ayla Shapira al Parlamento Europeo, con il volto completamente coperto dalle bende dopo che un terrorista palestinese le ha bruciato il corpo con un bomba molotov.

L’occasione di parlare di terrorismo palestinese e di come la ANP paghi i terroristi e le loro famiglie con i soldi europei è stata la presentazione del gruppo Friends of Judea and Samaria in the European Parliament avvenuta nei giorni scorsi a Bruxelles di fronte a diversi parlamentari e rappresentanti europei.

Shapira ha solo 14 anni e da tre convive con i risultati di quel terribile attacco terroristico che le ha rovinato la vita per sempre, ma non sente imbarazzo nel mostrarsi con le bende che le lasciano intravedere solo gli occhi. Tutt’altro, la ragazzina è fermamente intenzionata a denunciare il fatto che in Palestina il lavoro più redditizio sia quello del terrorista, ma soprattutto che i terroristi e le loro famiglie ottengono i contributi della ANP grazie ai soldi che arrivano dall’Unione Europea.

Ancora più esplicito di Ayla Shapira è stato il capo del Consiglio Regionale della Samaria, Yossi Dagan, il quale ha snocciolato alcuni dati che hanno lasciato basiti i deputati europei e gli ospiti.

«In Palestina un insegnante ottiene dalla Autorità Nazionale Palestinese circa 900 NIS al mese (250 dollari), mentre un operaio guadagna 1.500 NIS (415 dollari) al mese mentre un palestinese che ha ucciso un Ebreo ed è stato condannato al carcere a vita ottiene uno stipendio mensile di 12.000 NIS (3.300 dollari) dalla ANP» ha detto Dagan agli esterrefatti ospiti. «Quando poi questo assassino viene rilasciato, magari per uno scambio di prigionieri, ottiene una pensione simile a quella di un grande generale per il resto della sua vita. Un terrorista palestinese di 15 anni avrà quindi una pensione come quella di un generale solo perché ha ucciso un Ebreo».

Rincara ancora la dose la piccola Ayla ricordando che il terrorista che ha lanciato la molotov che l’ha sfigurata ha ammesso di averlo fatto per garantire il sostentamento alla sua famiglia più che per odio verso gli ebrei.

I soldi europei per pagare gli stipendi dei terroristi

L’Unione Europea destina alla Palestina e più precisamente alla Autorità Nazionale Palestinese circa 500 milioni di dollari ogni anno (ma sono di più come vedremo i prossimi giorni), soldi dei contribuenti europei che non vanno allo sviluppo del territorio ma servono in buona parte a pagare gli stipendi dei terroristi. In sostanza il terrorismo palestinese è finanziato dall’Unione Europea. A Bruxelles lo sanno tutti e lo sanno da sempre, ma fanno finta che non sia così nonostante da diverso tempo sia il Governo israeliano che importanti organizzazioni chiedano la fine del finanziamento europeo al terrorismo islamico di matrice palestinese. Ma da quell’orecchio l’Europa è sorda nonostante il tutto avvenga alla luce del sole.

La prossima mossa del gruppo Friends of Judea and Samaria in the European Parliament sarà quindi quella di sensibilizzare non solo il Parlamento Europeo ma anche i cittadini europei, inconsapevoli finanziatori del terrorismo islamico di matrice palestinese.

Rights Reporter farà come sempre la sua parte dando il via a una campagna di sensibilizzazione che nei prossimi mesi punterà a portare la questione direttamente ai vertici della UE e degli Stati Membri. Aggiornamenti sulla campagna si potranno trovare sul nostro forum oltre che su RR.

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