Libano: violenti scontri a Tripoli. La guerra siriana contagia il Paese dei Cedri

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Violentissimi scontri tra sostenitori di Assad (alawiti) e oppositori del regime siriano (sunniti) sono scoppiati ieri a Tripoli, seconda città del Libano. Il bilancio provvisorio parla di un morto e di decine di feriti ma la quantità di armi usate ieri è senza precedenti  e denota una escalation preoccupante. Da domenica scorsa a seguito degli  contri nella sola città di Tripoli sono morte 34 persone e oltre 200 sono rimaste ferite.

Come detto ieri a Tripoli sono state usate una quantità impressionante di armi. In 24 ore sono stati sparati oltre 1.200 razzi RPG  e migliaia di colpi di mitragliatore pesante. Non solo, se prima gli scontri erano circoscritti solo ad alcune aree della città, ieri hanno interessato tutta Tripoli e solo un deciso intervento dell’esercito vi ha posto fine.

«Quello che sta accadendo a Tripoli è un riflesso di ciò che sta accadendo in Siria» ha detto ieri il Presidente del Libano, Michel Sleiman. «Stiamo trasformando con le nostre mani il Libano in un’arena dove si combatte una guerra che non ci riguarda» ha detto ancora Sleiman intervenuto a una cerimonia presso il comando militare di Yarzeh in occasione della giornata della liberazione.

Fortissima preoccupazione è stata espressa ieri sera per quello che sta accadendo in Libano dal Dipartimento di Stato americano per mezzo del suo portavoce, Patrick Ventrell, il quale ha accusato Hezbollah di “incendiare il Libano con un comportamento irresponsabile e terrorista” e di “trascinare il Libano nel vortice della guerra in Siria”. «La decisione del leader di Hezbollah di partecipare attivamente nel conflitto in Siria al fianco di Assad – ha detto Patrick Ventrell in un comunicato diffuso dalla Casa Bianca – mina la dissociazione politica del Libano dalla guerra in Siria e trascina il Paese in un conflitto estero ».

Intanto, secondo fonti di intelligence americana, sono aumentati considerevolmente i voli da Teheran a Damasco e si sospetta fortemente (è praticamente certo) che i voli cargo trasportino armi iraniane in Siria e in Libano. A concedere un corridoio aereo agli iraniani è stato il Governo sciita dell’Iraq dopo che la Turchia ha chiuso il suo spazio aereo agli aerei iraniani. Si teme che molte di quelle armi finiscano in Libano a Hezbollah.

Sarah F.

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