Venezuela: armi ai miliziani e passaporti ai terroristi islamici. Maduro tenta il tutto per tutto

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Venezuela, Caracas – Il dittatore venezuelano Nicola Maduro ha ordinato la distribuzione di armi a circa 400.000 miliziani fedeli al regime nel tentativo di mettere un argine alla protesta che attraversa tutto il Paese.

L’annuncio Maduro lo aveva dato già qualche giorno fa ma in un primo momento sembrava che fosse l’ennesima sparata del dittatore venezuelano, invece fonti di intelligence americana confermano che effettivamente decine di migliaia di pistole sono state distribuite ai miliziani della “milizia bolivariana” e che anzi Maduro è convinto di radunare circa un milione di miliziani a lui fedeli e di armarli tutti.

Nei giorni scorsi il Senatore americano Marco Rubio parlando al Miami Herald si era detto molto preoccupato per questa decisione ammonendo che c’era il rischio che oltre alle pistole anche sistemi d’arma più avanzati finissero nelle mani della milizia. Rubio faceva riferimento in particolare ai missili da spalla Igla-S di fabbricazione russa. «Maduro è un dittatore con stretti legami con regimi sponsor del terrorismo (Iran, Siria ed Hezbollah per citarne alcuni) e ora sta promettendo una pistola per ogni miliziano» ha detto Rubio al Miami Herald ammonendo che il regime venezuelano avrebbe potuto perdere il controllo di sistemi d’arma ben più avanzati che farebbero gola ai terroristi islamici.

Ed è proprio sul notevole afflusso in Venezuela di terroristi islamici provenienti dal Medio Oriente che si è concentrata l’intelligence americana.

Gli apparati di intelligence statunitensi hanno infatti reso noto che negli ultimi mesi il Venezuela ha emesso almeno 10.000 passaporti illegali per altrettanti cittadini provenienti da Iran, Siria, Libano e altri Paesi del Medio Oriente. L’operazione è stata coordinata direttamente dal vice-presidente venezuelano, Tareck El Aissami, legato direttamente a Hezbollah. Buona parte di questi passaporti e visti sono stati rilasciati dal Consolato del Venezuela di Damasco e di queste persone se ne sono perse le tracce una volta entrati in territorio venezuelano. Gli 007 americani temono che queste persone possano andare ad aiutare il regime e che in cambio ottengano accesso agli arsenali venezuelani. Oltre tutto con i passaporti venezuelani questi individui potrebbero recarsi ovunque nel mondo e la cosa non piace a chi deve garantire la sicurezza dei voli e delle città occidentali.

In sostanza la crisi venezuelana sta diventando una questione di sicurezza per tutto il mondo con Maduro che per mantenere il potere sta usando a man bassa i peggiori gruppi criminali e terroristici del globo, a partire dagli Hezbollah per finire alle FARC colombiane che proprio l’altro ieri hanno manifestato il loro sostegno al regime di Maduro.

Il quadro della situazione in Venezuela

Ieri il procuratore capo del Venezuela, Luisa Ortega Diaz, ha fatto il punto della situazione sugli arresti e sui feriti durante le manifestazioni. La Diaz ha detto che gli arrestati sono attualmente 1.300 molti dei quali senza alcuna imputazione, mentre i feriti sarebbero circa 400 anche se le opposizioni parlano di un numero decisamente maggiore. I Morti fino ad oggi sarebbero 24 ma anche in questo caso le opposizioni parlano di un numero decisamente maggiore.

Per oggi e per i prossimi giorni sono previste nuove manifestazioni per chiedere le dimissioni di Nicolas Maduro ma mano a mano che passano i giorni il regime aumenta la sua repressione violenta e le informazioni che arrivano dalla intelligence americana non fanno che aumentare le preoccupazioni di una internazionalizzazione della crisi venezuelana.

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