Parliamoci chiaro, Israele nel cosiddetto “Board of Peace” non ci voleva proprio stare. Il Premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha resistito fino alla fine. Troppi i nemici dello Stato Ebraico nella lista dei partecipanti. Che poi partecipanti a cosa? Ma Israele è (ancora) troppo dipendente dagli aiuti militari americani per far arrabbiare Donald Trump, e il Presidente americano troppo vendicativo per poter dire di no. E alla fine Netanyahu ha dovuto cedere.
Ricattato, chiamiamo le cose con il loro nome. Anzi, l’ennesimo ricatto dopo quello che ha portato al cessate il fuoco con Hezbollah, all’interruzione della guerra con l’Iran e infine al cessate il fuoco con Hamas.
Trump sta facendo fare a Israele quello che vogliono le monarchie del Golfo, particolarmente il Qatar e l’Arabia Saudia. Trump stesso sembra fare quello che vogliono gli arabi, compreso il mancato attacco all’Iran.
Ma se Trump ha una forza militare tale da poter decidere quello da fare e quello no, Israele questa forza non ce l’ha, o meglio, è legata a doppio filo alle armi americane, almeno per il momento. E se deve buttare all’aria mesi di strepitose vittorie, fermare un’offensiva sull’Iran quando gli iraniani non hanno più niente con cui difendersi perché Trump ha deciso così, purtroppo lo deve fare.
Nessuno dirà mai che Trump ha costretto Netanyahu a fare quello che voleva lui, il consenso verso Israele in America è bipartisan e la comunità ebraica sposta voti, ma è così che è andata. Non c’è da girarci intorno.
E adesso questo fantomatico “Board of Peace” che assomiglia più ad una Spectre piuttosto che un “comitato per la pace”. L’idea era quella di creare qualcosa che coordinasse la ricostruzione di Gaza una volta che Hamas si fosse disarmato e ne avesse ceduto il controllo. Adesso sembra più un sostituto delle Nazioni Unite con però un unico capo (Trump) con diritto di vita e di morte su tutti. Un imperatore che raccoglie il peggio del peggio reperibile sulla Terra. Mancano i Talebani e poi i dittatori e violatori dei Diritti Umani ci sono tutti.
Netanyahu non voleva nemmeno cedere la Striscia di Gaza a Witkoff e soci, che poi sono immobiliaristi amici dell’Imperatore Trump, soci in affari dei figli e del genero e gente del genere. Ma già ieri il genero del boss, Jared Kushner, spiegava ai potenziali investitori quanto si potrebbe guadagnare a trasformare la Striscia di Gaza in un immenso resort con campi da golf e cosucce del genere. Quindi Netanyahu lo farà, perché non può non farlo… di nuovo.


