I Guardiani della rivoluzione islamica (IRGC) hanno annunciato ieri che l’Iran ha schierato i nuovissimi missili balistici a lungo raggio Khorramshahr-4, noti anche come “Khaibar”.
Il missile è stato presentato ieri durante una cerimonia presso una struttura sotterranea recentemente inaugurata, appartenente alla Forza aerospaziale delle Guardie della Rivoluzione Islamica.
Secondo le prime informazioni, confermate da fonti di intelligence israeliane, il Khorramshahr-4 ha una gittata stimata di circa 2.000 chilometri ed è in grado di trasportare una testata del peso di circa 1.500 chilogrammi, con una precisione giudicata “molto alta”.
Le stesse fonti affermano che il missile è alimentato da un motore Arvand che utilizza carburante autoinfiammabile, riducendo i tempi di preparazione al lancio e consentendone l’impiego da piattaforme mobili in meno di 15 minuti contro un tempo molto più lungo dei missili balistici fin qui visti in possesso dell’Iran.
La velocità di impiego, se confermata, risolve quello che era un vero e proprio tallone di Achille del programma missilistico iraniano in quanto la lentezza della messa in opera e del lancio dei missili balistici di tipo Shahab-3, Ghadr o l’ipersonico Fattah li rendeva particolarmente vulnerabili, specialmente in fase di ricarica.
Se le informazioni corrispondono al vero, il missile può raggiungere velocità fino a Mach 16 fuori dall’atmosfera e circa Mach 8 al suo interno, il che vuol dire che può raggiungere i suoi obiettivi in pochi minuti.
Purtroppo, vista la vasta esperienza iraniana nel settore dei missili balistici, la minaccia sembra credibile e a Gerusalemme ne sono particolarmente preoccupati.
Purtroppo quando era il momento di abbattere il regime e c’erano tutti i presupposti per farlo, non è stato fatto. Israele è stato fermato quando poteva veramente far male al suo più grande nemico. Ecco cosa succede a lasciare tempo all’Iran.


