La ramificazione dei Fratelli Musulmani in Europa è ormai così vasta e capillare che se anche l’Unione Europea dovesse decidere di inserire la Fratellanza Musulmana tra i gruppi considerati terroristi, servirebbe davvero a poco.
Rights Reporter ha iniziato nel 2016 a chiedere l’inserimento dei Fratelli Musulmani nella lista dei gruppi terroristici. In 10 anni non solo non si è mosso nulla nonostante fatti drammatici come l’attacco genocida del 7 ottobre 2023 portato dalla Fratellanza Musulmana per tramite di Hamas contro Israele, ma addirittura scopriamo quanto sia inserita bene la rete dei Fratelli Musulmani in Italia e in Europa nel momento in cui l’arresto di uno dei suoi massimi leader, quel Mohammad Hannoun capo dei “palestinesi in Italia”, scatena violente proteste e coinvolge addirittura personaggi della sinistra italiana.
Che i Fratelli Musulmani fossero ampiamente inseriti in Francia e in Germania lo sapevamo già. La Francia paga la politica delle porte aperte agli immigrati delle sue ex colonie del Maghreb che ha creato una vera e propria società nella società. La Germania paga la stessa politica delle porte aperte e oggi si ritrova con milioni (MILIONI) di immigrati turchi, ma anche siriani e maghrebini, che hanno creato una rete assistenziale di proporzioni gigantesche che fa capo alla Fratellanza Musulmana la quale nei suoi centri islamici non fa solo assistenzialismo ma fa proselitismo per quell’Islam violento ed estremista che oggi vediamo rappresentato da gruppi come Hamas, Stato Islamico, Al Qaeda. Centri dove si insegna a odiare l’occidente e la società occidentale.
Una situazione molto simile e per le stesse ragioni la ritroviamo nel nord Europa in particolare in Svezia dove improvvisamente si sono accorti che la loro politica di tolleranza totale aveva portato addirittura alla perdita del controllo di quartieri di grandi città letteralmente in mano a bande islamiche ispirate dagli imam della Fratellanza Musulmana. Situazione molto simile a quella che possiamo trovare in Gran Bretagna.
Ora, se qualcuno dovesse pensare che gli obiettivi che si pongono i Fratelli Musulmani siano solo sulla carta, si sbaglia di grosso. La costruzione di un califfato globale (Stato Islamico) in cui il Califfo (monarca) regna applicando norme e leggi conformi alla Sharia (legge islamica) non è un’utopia, è un obiettivo reale e alla loro portata.
Se qualcuno dovesse pensare che considerare i Fratelli Musulmani un pericolo reale e immediato per la nostra società sia frutto di mera islamofobia, si sbaglia nuovamente di brutto.
Nei centri islamici della Fratellanza Musulmana non insegnano l’integrazione nella nostra società ma insegnano l’assimilazione della nostra società nella loro. E non ha nulla a che fare con la loro provenienza. Che siano maghrebini, pakistani, turchi o di qualsiasi altro luogo, se sono sunniti sanno che c’è una rete che li supporta in tutto. Sanno che possono contare sui Fratelli Musulmani.
Possiamo fermare tutto questo? Onestamente penso di no. La rete messa in piedi dai Fratelli Musulmani con l’aiuto e il supporto di Turchia e Qatar è talmente vasta e ramificata che anche se l’Unione Europea si dovesse accorgere che si è messa il nemico in casa, a poco servirebbe inquadrarli tra i terroristi. Anche perché, per dirla tutta, in gran parte terroristi non lo sono.
Però vogliono una società che non ha nulla a che vedere con quella occidentale, liberale e garantista che ha a cuore la parità tra i generi e il rispetto dei Diritti Umani. È un loro obiettivo che, se non li inquadra necessariamente tra i terroristi, non può non inquadrarli tra i nemici dell’occidente.
Manca quasi del tutto (soprattutto in Italia) qualsiasi regolamentazione con lo stato come ci sono con le altre religioni. I cattolici in Italia hanno il concordato derivante dai patti lateranensi, gli ebrei l’intesa tra Stato e Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI). Con l’islam non c’è nessuna intesa né in Italia né in Europa più che altro perché manca un interlocutore unico e che non abbia come obiettivo la creazione di un emirato.
Questo facilita di molto l’obiettivo dei Fratelli Musulmani perché senza un controllo dello Stato (degli Stati o della UE) possono creare senza problemi qualsiasi tipo di rete di supporto all’estremismo islamico il quale, volenti o nolenti, fa parte del meccanismo con il quale vogliono raggiungere i loro obiettivi.
Quindi qualcosa si può fare: una regolamentazione europea (o italiana) che regoli i rapporti tra Stato (Stati) e religione islamica. Centri culturali islamici e moschee, luoghi dove spesso si promulgano gli obiettivi della Fratellanza Musulmana, attentamente regolamentati in modo che, pur rispettando il Diritto alla confessione religiosa (in Italia garantito dall’art. 8 della Costituzione) si controlli che quella confessione religiosa non violi le leggi vigenti in Europa (o in Italia).
Perché, per dirla tutta, con la scusa che manca una qualsivoglia intesa con lo Stato (o con la UE) l’Islam è praticamente libero di fare ciò che vuole, a partire dal finanziamento dei gruppi terroristi islamici attraverso lo Zakat, ovvero la beneficenza islamica, la quale usa mille rivoli e sistemi fuori da ogni controllo dello Stato (o della UE).
Possono i Fratelli Musulmani rappresentare quella voce univoca che manca all’Islam? Certamente NO. I loro obiettivi non sono compatibili con la giurisprudenza europea sebbene rappresentino certamente la maggioranza dei musulmani sunniti, anche se gli sciiti hanno a grandi linee gli stessi obiettivi. La rappresentanza univoca dell’Islam va quindi imposta e in mancanza di qualsiasi accordo vanno limitate tutte quelle attività che non possono essere controllate, a partire dai centri islamici fino ai sistemi di beneficenza e ai mille sistemi per trasferire denaro che al momento sono fuori da qualsiasi controllo.
Non si sta dicendo di fare qualcosa per limitare il Diritto a professare il credo religioso dell’Islam, si sta dicendo che, come con le altre religioni, i rapporti vanno regolamentati e va imposto il rispetto della giurisprudenza europea a partire dalla trasparenza delle operazioni finanziarie e dal controllo degli obiettivi della comunità islamica, che non siano volti alla prevaricazione del nostro sistema di vita (dei nostri Diritti).
Basterebbe questo per mettere fuorilegge la Fratellanza Musulmana e con essa tutti quei gruppi che mirano agli stessi obiettivi?
Forse no ma colpirebbe dove fa male, cioè il sistema economico della Fratellanza Musulmana il quale è fonte di forza per il gruppo nell’attuazione del suo progetto ideologico e politico, considerando anche che la Fratellanza usa la sua ricchezza per costruire un braccio sociale di supporto, che comprende progetti di assistenza e servizi per attrarre diversi segmenti sociali, in particolare i poveri e gli emarginati. Il gruppo utilizza poi questi segmenti sociali come forza di supporto e li sfrutta politicamente in periodo elettorale
Questo è un problema che viene rimandato da troppo tempo, tempo che i Fratelli Musulmani hanno usato per creare una rete illegale che sarà difficilissimo districare. Ora è il momento di metterci mano.


