L’attacco all’Iran portato ieri da Israele e dagli Stati Uniti – attacco che tra le altre cose ha provocato la morte di Khamenei, il grande Ayatollah sciita, guida suprema iraniana, che aveva sulle mani il sangue di milioni di innocenti – ha scatenato le solite ridicole grida di chi sostiene che quell’attacco viola il Diritto Internazionale.
A parte che è tutto da vedere se esiste più il Diritto Internazionale, perché con l’avvento di Donald Trump e della sua politica MAGA le istituzioni mondiali e tutto quello ad esse legato, tra cui il Diritto Internazionale, sono andate a farsi benedire. Ma poi cosa si intende con “Diritto Internazionale”?
Quando Vladimir Putin ha invaso l’Ucraina ha violato il Diritto Internazionale? Sembrerebbe di no, anzi, poco ci manca che a violare il Diritto Internazionale sia Kiev che non dovrebbe difendersi.
Violavano il Diritto Internazionale quelli di Hamas o di Hezbollah che per anni hanno martellato Israele con decine di migliaia di razzi?
Violavano il Diritto Internazionale gli Ayatollah iraniani che per decenni hanno finanziato gruppi terroristici islamici, compiuto attentati e costruito l’asse del male con lo scopo dichiarato di cancellare dalla faccia della terra (letteralmente) Israele?
Violano il Diritto Internazionale i talebani che hanno soggiogato un intero paese alla loro crudele religione, chiuso in casa milioni di donne e lapidato chiunque di esse si fosse opposto a tale crudeltà?
A guardare i pacifisti indefessi sembrerebbe di no perché nemmeno li nominano. E se tutta questa gente (ma ce ne sarebbe tantissima da aggiungere) non viola il Diritto Internazionale, come può un intervento armato che uccide assassini seriali e potrebbe liberare uno dei popoli più belli della terra, i persiani, violare il Diritto Internazionale? Non ho mai sentito politici italiani, influencer o Dibba vari, gridare alla violazione del Diritto Internazionale per uno degli eventi sopra descritti.
Giuseppe Conte ha definito l’attacco all’Iran «illegale, insensato e ingiustificabile» aggiungendo che questo intervento rappresenta un passo verso la «Terza Guerra Mondiale» e una violazione del diritto internazionale. La terza guerra mondiale c’è sempre e manca sempre la condanna degli assassini (NDR).
La segretaria DEM, Elly Schlein, ha chiesto un’immediata riunione del Consiglio di Sicurezza ONU. Pur condannando il regime di Teheran, sostiene che «l’escalation non può essere la risposta». Evidentemente crede che per abbattere un regime che solo pochi giorni fa ha trucidato 36.000 giovani persiani serva la diplomazia. Ah… minaccia di distruggere Israele. Non ci ripensavo.
Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli: Hanno espresso una condanna totale dell’aggressione militare, parlando di un atto che mette a rischio la pace mondiale e chiedendo che l’Italia prenda le distanze dalle operazioni belliche che violano il Diritto Internazionale. Naturalmente l’Iran non mette a rischio la pace mondiale con il suo asse del male, i suoi missili e la sua bomba atomica in costruzione.
Roberto Vannacci, poveraccio, ha sollevato un polverone mediatico chiedendo provocatoriamente se l’Unione Europea applicherà agli Stati Uniti lo stesso metro di giudizio usato per altri conflitti. La sua frase più ripresa dai media è stata: «Gli Stati Uniti hanno aggredito uno Stato sovrano. Ora l’Europa e la Von der Leyen avranno il coraggio di approvare pacchetti di sanzioni contro Washington o il diritto internazionale vale solo a fasi alterne?».
Vannacci sostiene che l’attacco non porterà democrazia in Iran, ma solo caos migratorio e instabilità che graveranno sull’Europa. Accusa Israele di trascinare l’Occidente in una guerra che serve agli interessi di sicurezza israeliani, ma che danneggia gli interessi economici e di sicurezza dell’Italia. D’altra parte è stato lui che in una intervista ha detto che «la Shoah è stata un orrore, ma questo non configura la religione ebraica come protetta o immune da critiche».
Vogliamo ancora parlare di Diritto Internazionale? Davvero? In un mondo dove chi dovrebbe essere la più alta rappresentazione del Diritto Internazionale, cioè le Nazioni Unite, mandano in giro una come Francesca Albanese che in risposta alle dichiarazioni della Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che aveva parlato genericamente di «sviluppi in Iran», ha replicato con durezza: «Quali sviluppi? I massacri di decine di civili?». Balla stratosferica.
Albanese ha accusato l’Europa di ipocrisia nella gestione delle crisi internazionali, affermando che: «I doppi standard elevati a politica rendono l’Europa più debole, non più sicura». Secondo questa signora, la mancanza di una condanna ferma verso Washington e Gerusalemme, paragonata alla reazione avuta in altri conflitti (come quello in Ucraina), mina la credibilità del sistema delle norme internazionali. Siamo alle barzellette. La Albanese che accusa l’Europa di doppio standard mentre lei, che rappresenta l’ONU, va in giro per il mondo (ma non nella cosiddetta “Palestina” dove invece dovrebbe stare permanentemente per ottemperare al suo mandato) a sparare cavolate su Israele e sul Diritto Internazionale.
E vogliamo parlare della morte di Khamenei?
Elly Schlein ha espresso profonda preoccupazione per le modalità del decesso (un attacco mirato in territorio sovrano). Pur non difendendo il regime di Teheran, ha dichiarato: «La fine di un dittatore non deve coincidere con l’inizio di una guerra mondiale», criticando l’uso della forza militare unilaterale e chiedendo l’intervento del Consiglio di Sicurezza ONU.
Giuseppe Conte ha parlato di un atto che segna la «fine del diritto internazionale». Secondo Conte, l’uccisione di Khamenei è una «scommessa pericolosissima» che potrebbe trasformare l’Iran in un «nuovo Afghanistan su scala atomica» (qualsiasi cosa voglia dire) accusando il governo Meloni di non aver fatto nulla per fermare l’escalation.
Roberto Vannacci non si smentisce nei suoi sproloqui contro lo Stato Ebraico e attacca: «sostituire una dittatura con il caos non è una vittoria. Abbiamo già visto cosa è successo con Gheddafi e Saddam. La morte di Khamenei è un successo tattico per Israele, ma potrebbe essere un disastro strategico per l’Europa, che si troverà a gestire nuove ondate migratorie e un Medio Oriente in fiamme». Insomma, Medio Oriente in fiamme e caos migratorio, tutta colpa di Israele. Mai una volta che fosse colpa degli Ayatollah.
Potrei scrivere ore e ore di questi tromboni del Diritto Internazionale, di come usino queste due bellissime parole per rovesciare sistematicamente le carte in tavola. Potrei scrivere ore e ore di come chi accusa gli altri di “doppio standard” adoperi sistematicamente proprio il doppio standard per attaccare lo Stato Ebraico e i suoi alleati mentre sorvola su massacri, guerre da milioni di morti o su interi paesi soggetti alla Shariah più fanatica e mortale. Ma mi fermo qui, sicuro che ogni giorno certe persone ci ricorderanno perché ci fanno così tanto schifo.


