Secondo alcuni “Bella ciao” non è più solo una canzone ma un vero e proprio saggio di storia contemporanea. Bella ciao spiega, dispone, orienta e giudica i fatti dell’attualità perché in essa, sempre secondo alcuni, cronaca e storia diventano un tutt’uno.
In Italia l’antifascismo ha partorito l’antioccidentalismo. Una pedagogia ostinatamente ideologica martella la Nazione dal 1948 in poi attraverso una sorta di storytelling che ha truccato la verità storica o, almeno, la sua ricerca: la resistenza l’hanno fatta solo i comunisti, dunque, i buoni sono antifascisti e antioccidentali.
L’antifascismo è sufficiente a se stesso, non ha bisogno di capire, di valutare e approfondire e così è l’antioccidentalismo: il prefisso “anti” fonda un dogma. A partire da tali giudizi a priori l’indignazione, a senso unico, si sostituisce al discernimento sui fatti. Ci si ostina a far coincidere la destra con il fascismo, alla faccia della storia, e, sempre alla faccia della storia, si identifica la sinistra marxista con la difesa degli ultimi ma questa si è storicamente rivelata una fabbrica di ultimi ovunque il marxismo sia stato o è al potere.
È attraverso questa lente ideologica che da qui si guarda a quello che accade in medio oriente: il 7 ottobre non è stato un atto di brutale e ignobile terrorismo ma un’azione di eroica resistenza del “popolo” palestinese contro il Governo fascista di Netanyahu.
Una cospicua parte politica del nostro Parlamento, la sinistra, proietta l’esperienza storica della nostra resistenza negli attentati terroristici di Hamas e Hezbollah alla popolazione civile di Israele. Allo stesso tempo, però, i civili iraniani massacrati dal regime iraniano non beneficiano dello stesso rango e benevolenza perché, in questo caso, i resistenti sono gli Ayatollah che resistono contro gli attacchi imperialisti di Trump e Netanyahu.
Il fascismo e l’antifascismo vengono sottratti alla dimensione storica, ad esempio quella sviscerata da un De Felice, per essere usati come posture mentali assolute da adattare alla bisogna.
Gli studenti della facoltà di scienze politiche dell’Università La Sapienza, che vanno in piazza a urlare -Palestina libera dal fiume al mare- hanno contezza di quello che stanno dicendo? Loro, così orgogliosamente antifascisti, lo sanno che le leggi raziali contro gli ebrei sono state volute proprio da Benito Mussolini? Lo sanno che l’Olocausto con sei milioni di ebrei civili trucidati è stato portato a compimento dal nazifascismo? Questi impavidi studenti lo sanno che quando impediscono di parlare o di presentare un libro a chi la pensa diversamente da loro stanno mettendo in atto un comportamento fascista?
I soliti, quando gridano all’Occidente colonialista a cui attribuiscono tutte le magagne politico-esistenziali del medio-oriente, lo sanno che prima da quelle parti vi sono stati quattrocento anni di impero turco-ottomano caduto solo nel 1917?
Questi giovani, che non hanno mai letto una pagina della Bibbia, lo sanno che Gerusalemme venne fondata più di tremila anni fa da un certo Re David ebreo fino all’osso?
Venendo a fatti più recenti, il referendum sulla riforma del CSM, la sinistra si vanta attribuendo la vittoria del NO alla scelta di voto dei giovani. Così votando avrebbero salvato la Costituzione italiana dalle grinfie sovversive, autoritarie del Governo fascista della Meloni.
I giovani di cui si vanta l’opposizione lo sanno che l’attuale assetto del CSM è tale e quale a come l’hanno voluto lo Statuto albertino prima e il Codice Rocco (fascista) poi? I giovani rivoluzionari antifascisti l’hanno capito che il presunto Governo fascista intendeva liberare l’Italia proprio da un assetto giudiziario retaggio del ventennio fascista?
A questa gioventù, la meno scolarizzata d’Europa, con un tasso di analfabetismo di ritorno del 30% (dati OCSE-PIAAC aggiornati a dicembre 2024) qualcuno l’ha spiegato che l’Iran fomenta e finanzia il terrorismo in mezzo mondo proprio contro l’Occidente? L’antifascismo invocato, proclamato e mitizzato dall’opposizione di sinistra contro l’attuale Governo contribuisce ad alimentare una mediocrità intellettuale già pesante.
Questi piazzisti di stantii slogan (Occidente Colonialista, fascista, imperialista, liberista, ecc.) sostenuti da una scadente genia giornalistica, contribuiscono alla catastrofe educativa di questo Paese distribuendo un miserabile reddito di cittadinanza intellettuale che non elimina la povertà (di spirito) ma il suo contrario. Un’Italia con una metà di coloro che siedono in Parlamento ancora agguerrita contro questioni morte ottant’anni fa come può confrontarsi con un presente così complesso? Se ogni fatto del mondo viene affrontato secondo categorie prive di nesso con la realtà come possiamo rapportarci a questa? L’opposizione, che continua a recitare la parte dell’eterna reduce della resistenza, secondo una lettura storica assai discutibile, con l’immancabile canto di Bella ciao dove vorrebbe portarci: Verso la Cina? Verso la Russia? Verso la Corea del Nord? Verso l’Iran degli Ayatollah? Verso Cuba?
Siamo così ignoranti in storia da non capire quando la stiamo confondendo con il presente? Il fascismo è storia, il comunismo, purtroppo, no, è ancora attualità.


