L’Iran non acceterà le condizioni di Trump, sta solo prendendo tempo

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Paola P. Goldberger - Analista senior

Secondo fonti qualificate, alti funzionari della sicurezza israeliani nutrono forti dubbi sulla possibilità che la posizione dell’Iran cambi a seguito dell’annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, relativo al rinvio dell’attacco americano contro l’Iran.

Secondo loro, Israele era al corrente della situazione e il primo ministro Benjamin Netanyahu era in sintonia con Trump ed era a conoscenza delle mosse militari pianificate da Washington, compresa l’annuncio di Trump di ieri. Israele si è preparato di conseguenza, sia in difesa che in attacco, e continua a mantenere un alto livello di allerta in vista di un possibile riprendere dei combattimenti.

La valutazione di tali fonti è che l’Iran non accetterà le richieste di Trump di rimuovere l’uranio arricchito dal proprio territorio e di cessare completamente l’arricchimento dell’uranio.

Gli iraniani disprezzano il presidente americano, vivono in un clima di trionfo, prendono tempo e cercano di porre fine alla guerra mantenendo il controllo ufficiale dello Stretto di Hormuz e cercando di ottenere centinaia di miliardi di dollari a seguito della revoca delle pesanti sanzioni che sono state loro imposte. È possibile che, alla fine, l’atteggiamento iraniano spinga Trump a ordinare comunque un attacco.

Si osserva inoltre che la sospensione dell’attacco pianificato è percepita in Iran e nel mondo arabo come una debolezza di Trump, e che egli sta cercando una scala per scendere dall’albero su cui si è arrampicato; tuttavia, non è prevedibile che gli iraniani gli forniscano tale scala, e traggono ulteriore incoraggiamento dal suo comportamento.

Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema in Iran, ha pubblicato ieri un post sul social network X in cui ha scritto: «Trump ha fissato una scadenza per un attacco militare e poi l’ha annullata lui stesso, nella vana speranza che il popolo iraniano e il governo si arrendessero. Il pugno di ferro delle nostre potenti forze armate e della grande nazione iraniana li costringerà ad ammettere la sconfitta e ad arrendersi».

Fonti della sicurezza hanno riferito che l’Iran ha approfittato del cessate il fuoco per rafforzare il proprio sistema di difesa aerea attorno a siti strategici essenziali. In caso di ripresa dei combattimenti, sarà necessario riaprire lo spazio aereo iraniano alla libera attività dell’aeronautica militare israeliana e delle forze statunitensi.

Inoltre, l’Iran dispone ancora di un arsenale significativo di missili balistici, con cui può continuare a sfidare Israele e i paesi del Golfo nel lungo periodo.

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Esperta di intelligence. Vive e lavora in Israele nel settore della difesa