L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito ieri sera che gli Stati Uniti hanno trasmesso all’Iran una nuova proposta tramite il Pakistan.
Secondo quanto riportato, Teheran sta esaminando la proposta, ma non ha ancora fornito una risposta.
Una fonte vicina alla squadra di negoziazione con gli Stati Uniti ha affermato che «il mediatore pakistano, che si trova a Teheran, sta lavorando per colmare le divergenze tra le bozze, ma questi sforzi non hanno ancora prodotto risultati definitivi».
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato ieri alla stampa americana: «Aspetterò qualche giorno la risposta dell’Iran. Non otterrà alcuna concessione finché non sarà raggiunto un accordo».
Ha aggiunto: «L’unica questione riguardo all’Iran è se siamo noi a chiudere la faccenda o se sono loro a firmare un documento. Non permetteremo all’Iran di avere armi nucleari. Vogliono davvero un accordo. Li abbiamo colpiti duramente e forse saremo costretti a colpirli ancora più duramente. Non permetteremo loro di far saltare in aria tutto il Medio Oriente e Israele, per poi arrivare fino a noi».
Fonti diplomatiche a Gerusalemme hanno riferito che il primo ministro, Benjamin Netanyahu, ha avuto l’altro ieri una conversazione telefonica con Trump, definita «lunga e drammatica», incentrata sugli sforzi americani per raggiungere un accordo con l’Iran e sulla possibilità di una ripresa dei combattimenti.
Ieri, in una conferenza stampa, Trump è stato interrogato in merito alla conversazione e ha risposto che Netanyahu «farà tutto ciò che voglio che faccia. È un bravo ragazzo».
Secondo la valutazione di tali fonti, il documento attualmente in discussione a Teheran costituisce una “dichiarazione d’intenti” da parte di entrambe le parti, la cui firma consentirà l’avvio di negoziati prolungati su un accordo definitivo per porre fine al conflitto.
Secondo loro, si tratta di un documento di compromesso che affronta la questione nucleare, la parziale revoca delle sanzioni e lo sblocco dei fondi iraniani congelati.
Le stesse fonti nutrono forti dubbi sulla disponibilità dell’Iran a soddisfare le richieste di Trump in materia nucleare. A loro avviso, si tratta di un ulteriore tentativo di Teheran di guadagnare tempo.
Gli iraniani ritengono che Trump sia ansioso di raggiungere un accordo e che sia quindi possibile indurlo a ulteriori concessioni.
Israele ritiene che non si debba allentare la pressione militare sull’Iran e che Teheran non si mostrerà flessibile nei negoziati senza un aumento della pressione militare su di essa. Lo capirà anche Trump?


