Come far capire agli opinionisti de noantri che il Libano non vuole Hezbollah?

È incredibile come l’odio per Israele spinga certi “opinionisti” a distorcere completamente i fatti che riguardano il Libano

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Franco Londei - Editor

Mi è capitato di recente di assistere ad alcune trasmissioni televisive dove conduttori e ospiti si dilettano nel cambiare le carte in tavola e, spesso, addirittura ad invertire i fattori.

Il caso del Libano è emblematico. Si continua a vedere l’operazione militare israeliana come una operazione contro il Libano quando invece è prettamente una operazione contro Hezbollah, dove il Libano è una vittima del gruppo terrorista quasi al pari di Israele.

Nei giorni scorsi ho tentato di spiegare i motivi per cui Israele “invade” il Libano. Ma nel frattempo sono intervenuti alcuni fatti che non solo ci aiutano ancora di più a capire la situazione, ma addirittura sparigliano le carte di tutti quegli “analisti” che attaccano l’operazione israeliana in Libano e che omettono questi fatti davvero importanti.

Il Libano non vuole Hezbollah

Questa è una delle novità più eclatanti, resa ancora più chiara dalla richiesta libanese rivolta a Hezbollah di lasciare le armi e abbandonare le loro posizione nel Libano meridionale. Non è una richiesta israeliana, è un ordine del governo libanese alle milizie sciite agli ordini di Teheran.

Per troppo tempo il Libano è stato ostaggio di Hezbollah e quindi dell’Iran. Né il gruppo terrorista né gli Ayatollah hanno mai fatto niente per il Libano. Al contrario, hanno usato il Paese dei cedri per i loro loschi scopi contro Israele mettendone in pericolo l’esistenza stessa.

Qualcuno dice che «se ne dovevano accorgersene prima», ma io non credo che non se ne siano accorti. Credo invece che l’infezione del virus di Hezbollah in Libano fosse così forte che non sono riusciti a trovare la cura giusta.

Ora la cura si chiama IDF, si chiama Israele. A Beirut se ne sono accorti e trattano direttamente con Gerusalemme, saltando a piè pari Hezbollah.

Quella “grande esperta” di Tiziana Ferrario l’altro giorno si scandalizzava del fatto ché alle trattative tra Libano e Israele non partecipasse Hezbollah. Ma cosa c’entra Hezbollah? Come spiegare alla Ferrario e agli altri come lei che il gruppo terrorista sciita è un corpo estraneo al Libano ed è piuttosto una emanazione del regime iraniano?  

Il Libano contesta l’Iran

Venerdì scorso il Presidente libanese, Joseph Aoun, in una intervista con Christiane Amanpour della CNN, ha sparato ad alzo zero contro il regime iraniano accusandolo di usare il Libano come merce di scambio per i suoi interessi.

«Non è il vostro Paese, è il nostro Paese», ha detto Aoun rivolgendosi al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC). «L’Iran sta usando il Libano come merce di scambio nei negoziati con gli Stati Uniti» ha poi aggiunto.

Poi rivolgendosi direttamente all’Iran, ha affermato: «Non state cercando di aiutarci… il popolo libanese sta pagando il prezzo per il bene dei vostri interessi», aggiungendo: «I nostri interessi non coincidono con i vostri».

Nei colloqui diretti tra Beirut e Gerusalemme che si tengono a Washington, Libano e Israele avevano raggiunto un accordo per prolungare il fragile cessate il fuoco e istituire nel sud del Libano delle zone “Hezbollah free” gestite dall’esercito regolare libanese. Ma Hezbollah ha rifiutato il cessate il fuoco e ha ripreso a lanciare razzi e droni contro Israele.

Lo diciamo alle varie Ferrario, Panella e compagnia cantante che è Hezbollah che non accetta il cessate il fuoco? Lo diciamo che è Hezbollah che ha trascinato il Libano in guerra dopo che sin dal 8 ottobre 2023, il giorno dopo il massacro, ha iniziato a lanciare missili sul nord di Israele? Riusciamo a farglielo capire, magari con qualche disegnino?

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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Vai al mio profilo completo