Accordo Trump-Iran: ecco i 14 punti della disfatta che trascina anche Israele

By
Franco Londei - Editor

Dopo il raggiungimento dell’accordo, l’Iran rende noti 14 punti della bozza. L’accordo non include il programma missilistico dell’Iran né il suo sostegno alle organizzazioni terroristiche.

Trump ha proposto a Teheran di non attaccare stanotte Israele, in cambio del ritiro dell’IDF dal Libano.

Poche ore dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il raggiungimento di un accordo con l’Iran, l’agenzia di stampa iraniana Mehr ha pubblicato stanotte (tra domenica e lunedì) 14 punti della bozza. Ecco i punti della disfatta:

  1. Cessazione immediata e definitiva delle ostilità su tutti i fronti, compreso il Libano.
  2. Impegno degli Stati Uniti a non interferire negli affari interni dell’Iran e a rispettare la sovranità della Repubblica Islamica.
  3. Rimozione totale del blocco navale entro 30 giorni.
  4. Impegno degli Stati Uniti a ritirare le proprie forze dai confini dell’Iran.
  5. Riapertura dello Stretto di Hormuz entro 30 giorni, secondo le modalità stabilite dall’Iran.
  6. Sospensione delle sanzioni sulla vendita di petrolio, prodotti petrolchimici e loro derivati, e concessione all’Iran del pieno accesso ai proventi finanziari da essi derivanti.
  7. Gli Stati Uniti e i loro alleati saranno tenuti a presentare piani per la ricostruzione dell’Iran per un importo di almeno 300 miliardi di dollari.
  8. Un periodo di negoziazione di 60 giorni per raggiungere un accordo definitivo, basato sulla questione nucleare e sulla completa revoca delle sanzioni primarie e secondarie degli Stati Uniti, nonché delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e del Consiglio dei Governatori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.
  9. Riaffermazione dell’impegno dell’Iran, nell’ambito del Trattato di non proliferazione nucleare, a non produrre armi nucleari.
  10. Durante il periodo di negoziazione, gli Stati Uniti si sono impegnati a non inviare ulteriori forze nella regione e a non imporre nuove sanzioni.
  11. Sblocco di 24 miliardi di dollari dei fondi iraniani congelati durante i 60 giorni di negoziati. La metà dell’importo sarà messa a disposizione dell’Iran prima ancora dell’inizio dei colloqui.
  12. Istituzione di un meccanismo di controllo per l’attuazione dell’accordo.
  13. L’accordo finale sarà approvato tramite una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
  14. I negoziati finali non inizieranno prima dello sblocco di metà dei fondi congelati dell’Iran, della sospensione delle sanzioni sul petrolio iraniano e della revoca del blocco navale.

In aggiunta a questo:

  • L’accordo definitivo verterà esclusivamente sul destino del materiale arricchito e sull’arricchimento nucleare.
  • L’accordo definitivo verterà sulla revoca delle sanzioni e sul piano di ricostruzione dell’economia iraniana.
  • La questione del programma missilistico dell’Iran e del suo sostegno alle organizzazioni terroristiche è stata definitivamente esclusa dall’ordine del giorno.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Fars, l’Iran avrebbe interrotto i negoziati con gli Stati Uniti dopo l’attacco di ieri a Dahiya e si sarebbe preparato ad attaccare Israele. Tuttavia, alla fine, a seguito delle “concessioni dell’ultimo minuto” offerte dal presidente degli Stati Uniti, tra cui il mantenimento dell’integrità territoriale del Libano, il ritiro di Israele dal confine libanese e l’immediata revoca dell’embargo, l’Iran si è convinta a rinunciare all’attacco. È stato inoltre stabilito che il quadro giuridico per la regolamentazione della navigazione nelle acque del Golfo Persico sarà elaborato in collaborazione tra l’Iran e l’Oman

Fonti iraniane hanno riferito al New York Times che il presidente del Parlamento iraniano Kalibaf e il ministro degli Esteri Araghchi si recheranno venerdì in Svizzera per la firma dell’accordo, in quello che dovrebbe essere il primo incontro ufficiale tra alti funzionari iraniani e statunitensi dopo 47 anni. In Iran hanno aspettato fino a dopo mezzanotte (ora locale) per annunciare l’approvazione dell’accordo, in modo che non fosse percepito come un regalo per il compleanno di Trump, ma comunque entro la data prevista negli Stati Uniti, in modo da andare incontro alla parte americana.

La precisazione di Trump e l’attacco a Netanyahu

Trump ha dichiarato al New York Times questa notte che se l’Iran non dovesse alla fine raggiungere un accordo nucleare definitivo con gli Stati Uniti, riprenderà gli attacchi militari contro Teheran o trasformerà gli Stati Uniti nel “guardiano del Medio Oriente” in cambio del 20% delle entrate della regione.

Trump ha aggiunto che la sua decisione di attaccare l’Iran alla fine di febbraio e il blocco navale imposto dopo che Teheran aveva chiuso lo Stretto di Hormuz «hanno modificato l’equilibrio di potere in Medio Oriente a favore degli Stati Uniti». Ha anche elogiato il presidente cinese Xi Jinping e il presidente russo Vladimir Putin per il loro contributo al raggiungimento dell’accordo.

D’altra parte, ha criticato aspramente Netanyahu, sostenendo che gli attacchi sferrati da Israele hanno quasi portato al fallimento dell’accordo. «È una persona molto difficile», ha detto Trump riferendosi a Netanyahu. «E, a dire il vero, dovrebbe esserci molto grato per quello che abbiamo fatto. Perché se l’Iran avesse avuto armi nucleari, Israele non avrebbe resistito nemmeno due ore».

Follow:
Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Vai al mio profilo completo