Middle East

Attacco alla Siria: Hezbollah mobilita i riservisti. Israele nel mirino

hezbollah

Secondo quanto riferiscono fonti giornalistiche in Libano, Hezbollah avrebbe dato ordine ai “riservisti”, cioè ai suoi appartenenti non più inquadrati nelle forze combattenti, di abbandonare le loro attività e di armarsi in previsione di un attacco americano alla Siria e di una più che probabile ritorsione su Israele.

La TV di Hezbollah, al-Manar, ha diffuso ieri alcuni comunicati dove si chiedeva ai militanti di Hezbollah non più in servizio armato di prepararsi alla guerra. Gli annunci erano seguiti da alcuni consigli “pratici” tra i quali quello di non usare i telefoni cellulari per informarsi sulle modalità del richiamo alle armi, di non usare email e computer e di cercare informazione solo sui media “attendibili”.

Al-Manar ha anche diffuso le immagini dell’incontro avvenuto ieri tra il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, e una delegazione iraniana guidata dal potentissimo Alaeddin Boroujerdi, capo del comitato parlamentare per la sicurezza nazionale. I due, secondo al-Manar, avrebbero discusso della reazione da attuare al possibile attacco americano, reazione che stando alle voci giornalistiche libanesi sarebbe attuata contro Israele. Non è un caso che in una dichiarazione seguita all’incontro i due hanno accusato Israele e la “lobby sionista” di essere dietro al conflitto in Siria e anche dietro alla decisione americana di intervenire in Siria.

Intanto nel sud del Libano, nella zona che dovrebbe essere sotto il controllo di UNIFIL, Hezbollah ha istituito decine e decine di posti di blocco ai quali non si sottraggono nemmeno le forze Onu. C’è il forte sospetto che Hezbollah stia trasferendo batterie di missili dalla zona a nord del fiume Litani dentro la zona rossa controllata da UNIFIL e che i posti di blocco servano proprio a bloccare possibili ispezioni dei militari dell’Onu.

Sharon Levi      

Tags

Related Articles

Close